
Sinner-Zverev a Madrid: il numero uno sfida il tedesco per un record e guarda a Parigi
La finale del Masters 1000 di Madrid si annuncia come l’ennesimo capitolo di una rivalità che ormai segna il tennis mondiale. Jannik Sinner, numero uno del ranking e reduce da ventidue vittorie consecutive, affronterà domenica sul Manolo Santana Stadium Alexander Zverev, il tedesco terzo della classifica Atp, in una partita che vale molto più del trofeo. Il bilancio dei precedenti è impietoso per il teutonico: nove successi dell’altoatesino contro quattro, con una striscia aperta di otto sconfitte di fila.
Una supremazia che gli osservatori di Bruxelles definiscono schiacciante, ma che va letta anche alla luce del percorso dei due giocatori sul rosso madrileno. Zverev ha raggiunto la finale superando con autorevolezza il belga Alexander Blockx, giovane rivelazione del torneo, mentre Sinner ha dovuto lottare contro Arthur Fils, dimostrando di saper soffrire quando necessario. Il coach azzurro Simone Vagnozzi, intervenuto alla vigilia, ha sottolineato l’importanza di disinnescare la prima di servizio del rivale e di sfruttare le variazioni tattiche come il drop shot e le discese a rete, armi che sulla terra possono fare la differenza.
L’ottica di Pechino intanto osserva con attenzione: se il tennista altoatesino vincesse, diventerebbe il primo giocatore della storia a conquistare il torneo spagnolo senza perdere un set, un’impresa che i media cinesi già ipotizzano consacri la sua egemonia sul circuito. Declinata dal punto di vista italiano, la finale si carica di significati ulteriori: non solo il ventottesimo titolo della carriera, ma anche il quarto Masters 1000 consecutivo vinto nel 2026, una striscia che la capitale italiana, quella di Roma, aspetta con ansia. Sinner stesso ha del resto ammesso che “Roma sarà una storia diversa”, accennando al calore del pubblico e alla pressione di giocare in casa.
Lo sguardo a lungo termine però è già rivolto altrove: il Roland Garros, unico Slam mancante nella sua bacheca, resta l’obiettivo dichiarato della stagione. Zverev, dal canto suo, ha parlato di Sinner come del “miglior giocatore al mondo” e di dover “giocare molto bene per avere una possibilità”, parole che suonano quasi come un atto di resa preventiva secondo alcuni analisti tedeschi. Ma il tennis è anche sport di sensibilità, e in una finale tutto può accadere, anche se i numeri e la storia recente sembrano parlare una lingua sola.
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