
Sotto il sole rovente, Djokovic piega Royer e continua la marcia verso il record
Con 46 vincenti, il serbo si impone 6-3 6-2 6-7 6-3 in quasi 4 ore di gioco. Affronterà il brasiliano Fonseca. Royer: «Deluso, potevo fare di più».
La Porte d’Auteuil ha vissuto un pomeriggio di fuoco, letteralmente. Sotto un sole che ha trasformato il Philippe-Chatrier in un «calderone di calore», secondo la descrizione d’oltreoceano, Novak Djokovic ha sconfitto il francese Valentin Royer in quattro set (6-3, 6-2, 6-7, 6-3) dopo 3 ore e 44 minuti di battaglia, raggiungendo per la ventunesima volta il terzo turno del Roland Garros. A trentanove anni, il campione serbo rimane in corsa per il venticinquesimo titolo Slam, un traguardo che nessuno ha mai raggiunto nella storia del tennis. Il suo dominio sui tennisti di casa a Parigi è ora di quattordici vittorie su altrettanti incontri, un dato che suona come una condanna per le speranze transalpine.
Il match ha mostrato un Djokovic tatticamente impeccabile, capace di piazzare 46 colpi vincenti a fronte di 38 errori gratuiti e di vincere il 78% dei punti sulla prima palla. Royer, numero 204 del mondo, ha avuto il merito di non spegnersi: ha strappato il terzo set al tie-break, facendo sobbalzare il pubblico parigino. Ma la sua stessa ammissione in conferenza stampa, riportata dalla stampa francese, ha rivelato un misto di orgoglio e rimpianto: «Sono un po’ deluso della mia performance, soprattutto nei primi due set. Non sono riuscito a capitalizzare». Parole che sottolineano quanto, per i giovani pretendenti, sfidare il serbo sia un’impresa che richiede perfezione assoluta.
La giornata parigina, tuttavia, non è stata solo Djokovic. Dal racconto del torneo emergono fortune alterne per i colori di casa: Quentin Halys ha avuto la meglio su Ugo Humbert in un derby tutto transalpino, mentre Valentin Vacherot è stato costretto al forfait ancor prima di scendere in campo. Sul fronte femminile, Iga Swiatek ed Elina Svitolina sono approdate al terzo turno senza forzare, confermando il loro stato di forma. Questi risultati disegnano un torneo in cui la pattuglia bleue cerca riscatto ma fatica a trovare costanza.
La prospettiva internazionale sul torneo è unanime nel celebrare la longevità del numero tre del mondo. I media latino-americani lo definiscono «intratable», inarrestabile, e lodano la sua padronanza fisica e mentale, mentre gli osservatori statunitensi leggono la sua avanzata come un capitolo verso l’immortalità sportiva. Ora lo attende un banco di prova affascinante: il giovane brasiliano Joao Fonseca, ventottenne testa di serie, reduce da una rimonta da due set di svantaggio. Sarà verosimilmente un match in notturna, con l’aria più fresca ma la pressione di un’intera nazione addosso. Djokovic, da par suo, sembra già proiettato oltre: il caldo, gli anni, i talenti emergenti non sono che variabili di un’equazione che lui, ancora una volta, intende risolvere.
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Novak Djokovic, inarrestabile nonostante i quasi 40 anni, ha superato Royer in quattro set e prosegue la caccia al 25° Slam. Dal Brasile, intanto, il giovane João Fonseca completa una rimonta straordinaria e si guadagna il diritto di sfidare il serbo nel turno successivo.
Con temperature roventi a Parigi, Djokovic avanza al terzo turno superando il francese Royer in quattro set combattuti, restando in lizza per lo Slam numero 25. Jim Courier descrive la partita come giocata in un 'calderone torrido', e ora attende il giovane talento brasiliano Fonseca.
Valentin Royer esce tra gli applausi dopo aver fatto tremare Djokovic, ma si rammarica di non averlo trattenuto più a lungo sul Philippe-Chatrier. Il serbo, dal canto suo, si è sentito mancare di rispetto dal pubblico parigino e ha polemizzato a più riprese, alimentando l'immagine di un campione in lotta con l'ambiente.
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