
Stati Uniti e Iran sospendono gli attacchi, ma il conflitto si allarga nel Mar Rosso
Dopo 13 notti di bombardamenti, Washington ferma le operazioni. Teheran sospende le rappresaglie. I ribelli Houthi colpiscono impianti sauditi.
Gli Stati Uniti hanno sospeso per la seconda notte consecutiva i bombardamenti contro l’Iran, interrompendo una serie di tredici notti di attacchi in escalation. Lo stop, non annunciato ufficialmente dal Pentagono, è stato confermato da una fonte del Dipartimento della Difesa citata dalla Cnn, secondo cui le operazioni sono «in pausa». L’esercito iraniano ha dichiarato di aver a sua volta interrotto le azioni di rappresaglia. «Poiché la nostra strategia è essenzialmente basata sulla ritorsione, abbiamo fermato anche le nostre operazioni», ha detto il portavoce Mohammad Akraminia alla televisione di Stato, aggiungendo che «se gli americani insistono nel continuare la guerra, la geografia del conflitto si espanderà».
Secondo il New York Times, il presidente Donald Trump ha deciso per ora di accantonare i piani per intensificare gli attacchi, dopo che il vicepresidente J.D. Vance e il capo di Stato maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno sollevato preoccupazioni in una riunione alla Casa Bianca venerdì. Caine ha avvertito che un’escalation potrebbe esaurire pericolosamente le scorte di missili intercettori Patriot e di altre munizioni per la difesa aerea in Medio Oriente. Il quotidiano riferisce che l’amministrazione valuta anche i rischi di un allargamento regionale, l’allontanamento degli alleati del Golfo e ulteriori shock per l’economia globale. Trump ha comunque minacciato un livello «molto più alto» di attacchi, dichiarando di non aver ancora deciso se tornare a un’offensiva su larga scala.
Nel frattempo, il conflitto si è allargato a un nuovo fronte. I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno colpito sabato impianti della compagnia petrolifera statale saudita Aramco nelle città di Jizan e Yanbu, sulla costa del Mar Rosso. Un portavoce militare Houthi ha rivendicato l’uso di decine di missili balistici e droni. Una batteria antiaerea gestita da personale greco in Arabia Saudita ha intercettato due missili balistici e un drone su Yanbu, secondo l’ufficio stampa dell’aeronautica greca. La coalizione a guida saudita ha risposto colpendo posizioni Houthi nello Yemen. L’escalation nel Mar Rosso aggrava la già grave stretta sui flussi energetici regionali causata dal blocco quasi totale del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, dove l’Iran ha fermato sei navi nelle ultime ventiquattr’ore. Il greggio Brent è salito di circa il 27% in due settimane, chiudendo venerdì a 96,78 dollari al barile.
La pausa nei combattimenti ha riaperto spiragli per un ritorno ai negoziati. L’ambasciatore americano all’Onu, Mike Waltz, ha dichiarato alla Nbc che «i colloqui sono in corso». L’Iran ha confermato al Pakistan, mediatore, la disponibilità a proseguire le trattative a Ginevra, Doha o Islamabad, a partire dallo Stretto di Hormuz. Tuttavia, una fonte iraniana ha espresso scetticismo, definendo la pausa «tattica e non genuina». L’esercito iraniano ha avvertito che il conflitto si allargherebbe ulteriormente se gli Stati Uniti dovessero cedere alle pressioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in visita a Washington martedì. Il Pentagono aveva presentato a Trump un piano per una quattordicesima notte di attacchi, ma il presidente lo ha respinto in favore di una spinta diplomatica, secondo quanto riportato da Axios.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | −0.30 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
The US decision to pause strikes on Iran reflects a calculated move after military officials advised that the campaign had reached its limits. This pause is presented as a window for diplomacy, with the US signaling willingness to de-escalate. The Houthi attacks are seen as a separate but connected challenge, broadening the conflict's geographic scope.
The Gulf Arab view focuses on the immediate security threat from Iran and its proxies, particularly the Houthi escalation. The pause in US strikes is seen as a temporary lull, not a resolution, and the region remains on high alert. Economic interests like the Kuwait pipeline deal are also at stake, highlighting the vulnerability of Gulf infrastructure.
The Indian press reports the US pause as driven by military effectiveness limits, not just diplomacy. Attention is also on the Strait of Hormuz tanker explosion, which Iran attributes to a mine, and Oman's mediating role. The story is covered as a geopolitical development with implications for global energy routes.
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