
Rimonte e polemiche: la notte dei miracoli manda avanti Inghilterra, Belgio e Stati Uniti
Kane salva i Tre Leoni, Tielemans firma un'incredibile rimonta belga, mentre gli USA vincono in dieci tra le polemiche per il rosso a Balogun.
La notte dei sedicesimi di finale del Mondiale 2026 ha consegnato tre partite dal sapore antico, in cui la logica è stata piegata da colpi di scena, eroismi individuali e decisioni arbitrali destinate a far discutere. L'Inghilterra ha rischiato l'eliminazione contro la Repubblica Democratica del Congo, trovandosi sotto di un gol fino a un quarto d'ora dalla fine, prima che Harry Kane, con una doppietta da centravanti di razza, ribaltasse il risultato e fissasse il 2-1 finale. Il Belgio, dal canto suo, ha compiuto un'autentica resurrezione: sotto 0-2 contro un Senegal padrone del campo fino all'86', ha prima accorciato con Lukaku, poi pareggiato con Tielemans a un minuto dal novantesimo, per infine imporsi 3-2 ai supplementari con un rigore dello stesso capitano, trasformato al 125' dopo una revisione VAR che a Dakar considerano un furto. Gli Stati Uniti padroni di casa, infine, hanno domato la Bosnia-Erzegovina 2-0, ma hanno perso per espulsione il loro cannoniere Folarin Balogun, reo di un pestone involontario che l'arbitro brasiliano Claus, richiamato al monitor, ha punito con il rosso diretto.
Secondo gli analisti di Bruxelles, la rimonta belga rappresenta molto più di un semplice passaggio del turno: è la dimostrazione che la cosiddetta "generazione d'oro" – per quanto appannata – conserva un orgoglio e una capacità di reazione che sembravano smarriti. L'ingresso di Lukaku ha cambiato l'inerzia emotiva ancor prima che tattica, e il tecnico Garcia ha potuto celebrare la tenuta mentale di un gruppo che a metà ripresa si era persino diviso in un acceso battibecco tra Tielemans e Trossard, sedato proprio dal centravanti del Napoli. Per il Senegal, che aveva eliminato l'Italia negli spareggi di qualificazione, resta la sensazione amara di aver buttato via un'occasione storica, cedendo alla paura di vincere proprio quando il traguardo era a portata di mano.
A Londra, invece, l'umore è sospeso tra il sollievo e l'allarme. Kane ha mascherato con i suoi gol (cinque in questo torneo, tredici in carriera ai Mondiali, superando Pelé) i limiti di una squadra che ha faticato terribilmente a scardinare la difesa congolese, trovando nel portiere Mpasi un muro invalicabile per oltre un'ora. L'ombra dell'Azteca, dove domenica affronterà il Messico a oltre 2.200 metri di altitudine, incombe già sul cammino dei Tre Leoni: Tuchel ha parlato apertamente di "svantaggio enorme", ricordando come sia fisiologicamente impossibile adattarsi in soli quattro giorni. Il fattore ambientale, unito al tifo incandescente e all'imbattibilità della Tri, che non ha ancora subito gol nel torneo, trasforma la sfida in un esame di maturità per una nazionale che a molti osservatori europei continua a sembrare fragile nella tenuta difensiva e nella costruzione del gioco.
Negli Stati Uniti, la gioia per la prima vittoria in un knockout mondiale dal 2002 è stata immediatamente incrinata dalla polemica sul cartellino rosso a Balogun, che salterà l'ottavo di finale contro il Belgio. Il confronto con un episodio analogo – un intervento di Messi su un avversario nella fase a gironi, rimasto impunito – ha scatenato un vespaio sui social e tra gli addetti ai lavori, alimentando la percezione di un doppio standard arbitrale. Pochettino, che a fine partita ha cantato "Country Roads" con i tifosi salvo poi dichiararsi "argentino al cento per cento", ha difeso il suo attaccante parlando di un contatto del tutto accidentale, ma le regole FIFA non prevedono appello, e la squalifica è automatica. La sfida con i Diavoli Rossi, in programma a Seattle, metterà così a confronto due squadre che arrivano all'appuntamento con stati d'animo opposti: gli americani, orfani del loro uomo simbolo, e i belgi, galvanizzati da un'impresa che sa di predestinazione.
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| Stampa europea continentale | −0.10 | neutral |
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Il Mondiale si legge attraverso la lente della tecnologia: il chip della palla garantisce decisioni oggettive, e il torneo prosegue con i suoi incroci.
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