
Strage familiare a Linz e altri drammi: l’ombra della violenza tra gli anziani
Un ottantottenne uccide moglie e figlia in Austria. A Hong Kong un altro anziano si toglie la vita dopo l’omicidio dell’ex moglie. Due storie che interrogano l’Europa e l’Asia.
Un uomo di 88 anni ha aperto il fuoco ieri in un quartiere di Linz, uccidendo la moglie 89enne e la figlia 61enne, per poi suicidarsi. Secondo gli inquirenti, il movente potrebbe essere legato a una disputa ereditaria. Sull’arma, un vecchio revolver regolarmente detenuto, è stata ritrovata una lettera d’addio. La polizia austriaca ha escluso pericoli per la popolazione, ma il fatto ha scosso l’opinione pubblica: due donne uccise da un uomo della loro cerchia intima, un copione che a Vienna viene letto come ennesimo sintomo di una violenza di genere che non risparmia nemmeno le età più avanzate.
Quasi in contemporanea, a Hong Kong la polizia ha ricostruito un altro caso di omicidio-suicidio: un uomo di 77 anni ha strangolato l’ex moglie nel loro appartamento di un quartiere popolare e poi si è impiccato. Dalle indagini è emerso che l’uomo, divorziato dopo anni di conflitti e segnato dal suicidio del figlio nel 2018, si sentiva «senza speranza». L’ottica di Pechino e degli analisti locali coglie qui un fenomeno in crescita nelle società che invecchiano: la fragilità delle reti familiari e l’isolamento degli anziani, amplificati dalla crisi abitativa e dalla pressione economica.
Se a Linz le ministre socialdemocratiche hanno chiesto più controllo sulle armi in casa, a Hong Kong l’attenzione si concentra invece sulla sicurezza negli edifici pubblici. Giovedì, davanti alla commissione d’inchiesta sul rogo di Wang Fuk Court – il peggior incendio della città dal 1948, con 168 morti – il vicedirettore degli Affari interni ha dichiarato che il suo dipartimento «ha fatto il possibile» per gestire le lamentele dei residenti. Il parallelo tra queste storie è amaro: da un lato la violenza silenziosa tra le mura domestiche, dall’altro la tragedia collettiva causata da carenze nella prevenzione.
Per l’Europa, il caso austriaco riaccende il dibattito sulla regolamentazione delle armi da fuoco, mentre in Italia e in altri paesi si moltiplicano gli episodi di femminicidio in età avanzata. Bruxelles guarda con preoccupazione a una tendenza che, secondo gli analisti, potrebbe aggravarsi con l’invecchiamento della popolazione e la riduzione dei servizi sociali. A Hong Kong, invece, la lezione del rogo spinge a rivedere le norme edilizie. In entrambi i continenti, il filo rosso è la stessa domanda: come proteggere i più vulnerabili quando le istituzioni e la comunità non bastano più?
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