
Nuovo segnale di distensione nello Stretto di Hormuz: 26 navi transitate in 24 ore
Due superpetroliere cinesi lasciano lo stretto mentre i negoziati per porre fine al conflitto entrano nella fase finale. Teheran coordina il passaggio.
L’aumento del traffico navale nello Stretto di Hormuz rappresenta il più significativo segnale di distensione dall’inizio del conflitto tra Iran e forze USA-israeliane lo scorso febbraio. Secondo il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, nelle ultime 24 ore 26 navi – tra petroliere, portacontainer e mercantili – hanno attraversato lo stretto sotto la scorta della marina iraniana. Tra queste, due gigantesche navi cinesi cariche di circa 4 milioni di barili di greggio hanno lasciato lo stretto, segnando un passo importante verso la normalizzazione dei flussi energetici globali.
La riapertura parziale del canale arriva dopo mesi di restrizioni imposte da Teheran in risposta ai bombardamenti statunitensi e israeliani. Lo stretto, punto di transito per circa un quinto del petrolio mondiale, era stato virtualmente chiuso ai traffici commerciali, causando un’impennata dei prezzi energetici e tensioni nelle economie dipendenti dal greggio mediorientale, in particolare in Asia e in Europa. Secondo monitoraggi indipendenti, la scorsa settimana il numero di navi transitate era raddoppiato rispetto ai periodi precedenti, ma il dato odierno conferma un’accelerazione.
Le prospettive divergono tra gli attori coinvolti. Teheran sottolinea il proprio controllo sulla via d’acqua e condanna le “intenzioni bellicose” di Washington, mentre Pechino, che ha negoziato un trattamento preferenziale per le proprie navi, guarda con favore alla distensione. Dall’altra parte, negli ambienti NATO si discute la possibilità di un’operazione di scorta militare a partire da luglio se il canale non dovesse essere completamente riaperto, segnale di una fiducia ancora incerta nella stabilità della regione.
Sullo sfondo, i negoziati per una tregua sembrano entrare nella fase decisiva. Il presidente Trump ha parlato di “fasi finali”, mentre il presidente cinese Xi ha messo in guardia da un’ulteriore escalation. Per l’Italia e l’Europa, dipendenti dalle forniture energetiche del Golfo, la riapertura dello stretto è un prerequisito indispensabile per qualsiasi prospettiva di pace e stabilità economica. Nei prossimi giorni sarà cruciale verificare se il flusso di navi si manterrà costante, o se gli interessi contrapposti torneranno a inasprire lo scontro.
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa iraniana e affini | +0.80 | aligned |
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
| Stampa russa e CSI | +0.30 | aligned |
I media europei continentali riportano il passaggio di 26 navi attraverso lo Stretto di Hormuz con il coordinamento iraniano, ma lo inquadrano nel contesto delle tensioni in corso tra USA e Iran e dell'allerta israeliana. Il tono è cauto, sottolineando i rischi di escalation.
I media di Stato iraniani celebrano il passaggio di 26 navi come segno del controllo e del permesso dell'Iran sullo Stretto, presentandolo come una vittoria contro l'aggressione USA-israeliana. La narrazione enfatizza l'autorità dell'Iran e l'aumento dei transiti.
I media del Golfo arabo riportano la dichiarazione dell'IRGC in modo fattuale, senza commenti o attribuzioni di vittoria. L'attenzione è sui numeri e sul coordinamento, mantenendo una posizione neutrale di osservatore.
I media russi riportano il passaggio di 26 navi con enfasi sulla coordinazione e la sicurezza fornita dall'Iran. Il tono è neutrale ma riconosce sottilmente il ruolo dell'Iran nel garantire un transito sicuro, senza celebrare.
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