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giovedì 11 giugno 2026

Sudan: drone su un funerale a el-Obeid, escalation senza fine

L’attacco a un corteo funebre nella città contesa aggrava la peggiore crisi umanitaria globale, con oltre 11 milioni di sfollati e rischi di carestia che minacciano anche la sponda europea del Mediterraneo.

Un’ondata di attacchi con droni ha colpito la città sudanese di el-Obeid, causando la morte di almeno quattro persone radunate per un funerale e ferendone diverse altre, secondo quanto denunciato dalle organizzazioni locali Sudan Doctors Network ed Emergency Lawyers. Gli attivisti attribuiscono la responsabilità alle Forze di Supporto Rapido (RSF), la potente milizia paramilitare che da tre anni contende il potere all’esercito regolare. L’attacco al cimitero sarebbe parte di una più vasta operazione iniziata mercoledì sera, che in pochi giorni ha provocato almeno 23 vittime: un’escalation che conferma come el-Obeid, saldamente in mano alle forze armate ma circondata dalle RSF, resti uno dei teatri più cruenti del conflitto.

La guerra civile sudanese, esplosa nell’aprile 2023 dopo il fallito accordo di spartizione del potere tra il generale Abdel Fattah al-Burhan e il capo delle RSF Mohamed Hamdan Dagalo, ha frantumato il Paese in aree di influenza contrapposte, con Khartoum e il Darfur occidentale sotto il controllo delle milizie e il nord-est in mano all’esercito. Quella che doveva essere una transizione democratica dopo la caduta di Omar al-Bashir si è trasformata in una brutale lotta per il controllo dello Stato e delle sue risorse, combattuta senza risparmio di civili. A el-Obeid, snodo strategico tra la capitale e le regioni meridionali, si consuma da mesi una logorante guerra di posizione, segnata da bombardamenti indiscriminati e assedi che impediscono l’arrivo di aiuti.

La crisi umanitaria generata dal conflitto è la più grave al mondo per dimensioni e rapidità di deterioramento: secondo le Nazioni Unite, oltre 11 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case, mentre almeno 28 milioni – più della metà della popolazione – necessitano di assistenza urgente. La carestia è già stata dichiarata in alcune aree del Darfur e rischia di estendersi, alimentata dal blocco dei raccolti e dei circuiti commerciali. Da Bruxelles, gli analisti osservano con crescente apprensione l’instabilità che si propaga verso il Sahel e il Corno d’Africa, rotte migratorie che toccano direttamente l’Italia e l’Europa meridionale. L’incremento degli arrivi lungo il Mediterraneo centrale è solo un sintomo di una pressione demografica che rischia di diventare ingestibile senza un intervento coordinato.

Le iniziative diplomatiche finora tentate – dai colloqui di Gedda mediati da Stati Uniti e Arabia Saudita ai cessate il fuoco concordati senza reale volontà sul terreno – hanno prodotto risultati effimeri. L’Unione Africana, paralizzata da divisioni interne, e le stesse Nazioni Unite appaiono spettatrici impotenti, mentre attori esterni come gli Emirati Arabi Uniti e l’Egitto forniscono sostegno rispettivamente alle RSF e all’esercito, alimentando la logica del conflitto per procura. In questo scenario, la probabilità di un collasso statuale definitivo del Sudan, con conseguenze a catena su Ciad, Sud Sudan e l’intera regione, non è più solo un’ipotesi remota, ma un orizzonte cupo che esige dall’Europa una maggiore assunzione di responsabilità, prima che sia troppo tardi.

Divergenza — chi la racconta come
25%Media
2 blocchi · posizioni da −0.80 a −0.30
CriticoFavorevole
AFRLAT
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa africana subsahariana−0.80critical
Stampa latinoamericana−0.30critical
Stampa africana subsahariana−0.80

Un attacco di droni durante una cerimonia funebre in Sudan ha causato decine di vittime civili, aggravando una situazione umanitaria già catastrofica. I media africani condannano fermamente l'uso di violenza indiscriminata e chiedono un immediato cessate il fuoco. L'incidente evidenzia l'urgente necessità di proteggere i civili e di riprendere i negoziati di pace.

IndignazioneUrgenzaAllarme
Stampa latinoamericana−0.30

Un drone ha colpito un corteo funebre in Sudan, provocando numerosi morti, in un'ulteriore escalation del conflitto civile. La stampa latinoamericana riporta l'accaduto con distacco, citando fonti ufficiali e bilanci delle vittime. L'evento viene inquadrato come uno dei tanti episodi di un conflitto dimenticato.

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giovedì 11 giugno 2026

Sudan: drone su un funerale a el-Obeid, escalation senza fine

L’attacco a un corteo funebre nella città contesa aggrava la peggiore crisi umanitaria globale, con oltre 11 milioni di sfollati e rischi di carestia che minacciano anche la sponda europea del Mediterraneo.

Un’ondata di attacchi con droni ha colpito la città sudanese di el-Obeid, causando la morte di almeno quattro persone radunate per un funerale e ferendone diverse altre, secondo quanto denunciato dalle organizzazioni locali Sudan Doctors Network ed Emergency Lawyers. Gli attivisti attribuiscono la responsabilità alle Forze di Supporto Rapido (RSF), la potente milizia paramilitare che da tre anni contende il potere all’esercito regolare. L’attacco al cimitero sarebbe parte di una più vasta operazione iniziata mercoledì sera, che in pochi giorni ha provocato almeno 23 vittime: un’escalation che conferma come el-Obeid, saldamente in mano alle forze armate ma circondata dalle RSF, resti uno dei teatri più cruenti del conflitto.

La guerra civile sudanese, esplosa nell’aprile 2023 dopo il fallito accordo di spartizione del potere tra il generale Abdel Fattah al-Burhan e il capo delle RSF Mohamed Hamdan Dagalo, ha frantumato il Paese in aree di influenza contrapposte, con Khartoum e il Darfur occidentale sotto il controllo delle milizie e il nord-est in mano all’esercito. Quella che doveva essere una transizione democratica dopo la caduta di Omar al-Bashir si è trasformata in una brutale lotta per il controllo dello Stato e delle sue risorse, combattuta senza risparmio di civili. A el-Obeid, snodo strategico tra la capitale e le regioni meridionali, si consuma da mesi una logorante guerra di posizione, segnata da bombardamenti indiscriminati e assedi che impediscono l’arrivo di aiuti.

La crisi umanitaria generata dal conflitto è la più grave al mondo per dimensioni e rapidità di deterioramento: secondo le Nazioni Unite, oltre 11 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case, mentre almeno 28 milioni – più della metà della popolazione – necessitano di assistenza urgente. La carestia è già stata dichiarata in alcune aree del Darfur e rischia di estendersi, alimentata dal blocco dei raccolti e dei circuiti commerciali. Da Bruxelles, gli analisti osservano con crescente apprensione l’instabilità che si propaga verso il Sahel e il Corno d’Africa, rotte migratorie che toccano direttamente l’Italia e l’Europa meridionale. L’incremento degli arrivi lungo il Mediterraneo centrale è solo un sintomo di una pressione demografica che rischia di diventare ingestibile senza un intervento coordinato.

Le iniziative diplomatiche finora tentate – dai colloqui di Gedda mediati da Stati Uniti e Arabia Saudita ai cessate il fuoco concordati senza reale volontà sul terreno – hanno prodotto risultati effimeri. L’Unione Africana, paralizzata da divisioni interne, e le stesse Nazioni Unite appaiono spettatrici impotenti, mentre attori esterni come gli Emirati Arabi Uniti e l’Egitto forniscono sostegno rispettivamente alle RSF e all’esercito, alimentando la logica del conflitto per procura. In questo scenario, la probabilità di un collasso statuale definitivo del Sudan, con conseguenze a catena su Ciad, Sud Sudan e l’intera regione, non è più solo un’ipotesi remota, ma un orizzonte cupo che esige dall’Europa una maggiore assunzione di responsabilità, prima che sia troppo tardi.

Divergenza — chi la racconta come
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Stampa africana subsahariana−0.80critical
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Stampa africana subsahariana−0.80

Un attacco di droni durante una cerimonia funebre in Sudan ha causato decine di vittime civili, aggravando una situazione umanitaria già catastrofica. I media africani condannano fermamente l'uso di violenza indiscriminata e chiedono un immediato cessate il fuoco. L'incidente evidenzia l'urgente necessità di proteggere i civili e di riprendere i negoziati di pace.

IndignazioneUrgenzaAllarme
Stampa latinoamericana−0.30

Un drone ha colpito un corteo funebre in Sudan, provocando numerosi morti, in un'ulteriore escalation del conflitto civile. La stampa latinoamericana riporta l'accaduto con distacco, citando fonti ufficiali e bilanci delle vittime. L'evento viene inquadrato come uno dei tanti episodi di un conflitto dimenticato.

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