
Tempeste e caldo record: il clima impazzito mette in ginocchio quattro continenti
Ondate di calore e alluvioni colpiscono simultaneamente America, Asia e Africa. L’estremo meteorologico diventa la nuova normalità.
Un’instabilità atmosferica senza precedenti sta segnando l’inizio di maggio su scala globale, con eventi meteorologici estremi che si manifestano in contemporanea in quattro continenti. Mentre il Messico e il Sudovest degli Stati Uniti affrontano una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni, con temperature che in California e Arizona potrebbero superare i 43 gradi centigradi, l’India settentrionale e centrale si prepara a un’ulteriore stretta del caldo torrido, interrotta solo da improvvisi temporali carichi di grandine. È un contrasto che, secondo gli analisti dei servizi meteorologici locali, rivela una dinamica climatica sempre più polarizzata: zone aride bruciano, mentre altre vengono sommerse da piogge torrenziali.
In Messico, l’arrivo previsto di un canale di bassa pressione accompagnato dall’umidità del Golfo porterà precipitazioni eccezionali, fino a 250 millimetri in ventiquattr’ore, negli stati di Veracruz, Puebla e San Luis Potosí, proprio mentre il termometro tocca i 45 gradi in altre regioni. Lo scenario è quello di un paese spaccato a metà, dove il caldo estremo convive con il rischio di alluvioni lampo. L’India vive una situazione analoga.
L’ufficio meteorologico di Delhi ha emesso un’allerta gialla per temporali e raffiche di vento fino a sessanta chilometri orari, che potrebbero portare un sollievo temporaneo dopo giorni di calura opprimente. Tuttavia, l’arrivo di una bassa pressione nel Golfo del Bengala minaccia di intensificare le piogge sulla penisola indiana, mentre il Rajasthan e il Gujarat restano stretti nella morsa del caldo. In Sudafrica, intanto, il bilancio delle alluvioni si aggrava: il maltempo non dà tregua, con piogge persistenti e venti dannosi che mantengono alto il rischio di inondazioni lungo le coste atlantiche.
Per l’Europa e l’Italia, questi eventi rappresentano un segnale d’allarme. Gli esperti di Bruxelles sottolineano come le stesse dinamiche – l’alternanza tra siccità e nubifragi, l’espansione delle celle di alta pressione subtropicali – stiano già modificando le stagioni mediterranee. La primavera diventa sempre più una stagione di contrasti violenti, con ondate di calore precoci seguite da piogge improvvise.
La sfida per i governi non è più solo prevedere il tempo, ma adattare infrastrutture e agricoltura a una volatilità che rischia di diventare cronica. Il quadro globale, insomma, non lascia spazio a dubbi: il clima è fuori controllo, e la sua traiettoria richiede risposte altrettanto coordinate.
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