
Il Como di Fabregas scrive la storia: prime notti europee e sogno Champions
Grazie al gol di Douvikas, il Como batte il Verona e conquista una storica qualificazione alle coppe europee, a soli due anni dalla promozione in Serie A.
Il Como ha strappato un pezzo di storia al Bentegodi: la vittoria per 1-0 sull’Hellas Verona, firmata dal greco Tasos Douvikas al settantunesimo minuto, vale la prima qualificazione europea del club lariano. Una svolta che, a due sole stagioni dal ritorno in Serie A, proietta la squadra di Cesc Fabregas oltre le Alpi, in una dimensione continentale mai nemmeno sfiorata nei centodiciassette anni di vita della società. Non è ancora certo il trofeo che i biancoblù si troveranno a inseguire – Conference League già sicura, Europa League e persino Champions ancora possibili nella volata con Milan e Juventus – ma la sostanza non cambia: il Como esiste, e adesso l’Europa lo ha notato.
La scalata è stata fulminea, e non è passata inosservata oltre i confini italiani. Dalla prospettiva di Buenos Aires, dove i quotidiani sportivi celebrano i titolari argentini Nico Paz e Máximo Perrone, il racconto è quello di una favola moderna, nata nei ranghi della Serie D sotto la guida della famiglia Hartono e oggi consacrata dal tecnico spagnolo. Anche il mondo arabo, attraverso i cronisti mediorientali, ha sottolineato il carattere quasi prodigioso di un’ascesa che in pochi anni ha portato il Como dalla polvere dei campionati minori ai riflettori dell’UEFA. Un modello di gestione, certo, ma anche di ambizione: Fabregas ha costruito una squadra solida, capace di soffrire e colpire al momento giusto, come dimostra la traversa colpita da Valentini nei primi minuti e poi la freddezza del suo centravanti greco.
Per gli analisti di Bruxelles e di Roma, il caso Como interroga il calcio italiano: un club di provincia, senza tradizione di grande pubblico, riesce a imporsi in un campionato saturo di blasoni grazie a una proprietà internazionale e a un progetto tecnico chiaro. La retrocessione già aritmetica del Verona, che pure ha lottato fino all’ultimo, passa quasi in secondo piano di fronte a un’impresa che ridefinisce le gerarchie. E mentre Fabregas già prepara le prossime sfide – quattro punti di vantaggio sul Milan per il sesto posto, la possibilità concreta di un quarto che varrebbe la Champions – l’intera Europa guarda a questo piccolo ma ambizioso laboratorio calcistico. La notte delle coppe, per il Como, è appena cominciata.
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