
La Thailandia riduce drasticamente le esenzioni dal visto: addio ai 60 giorni per 93 paesi
Bangkok taglia da 60 a 30 giorni il soggiorno senza visto per turisti di 93 paesi, inclusi Italia e Stati Uniti. Misura per contrastare crimine e lavoro irregolare.
Il governo thailandese ha annunciato una stretta significativa sulle esenzioni dal visto, abolendo il programma di soggiorno senza visto di 60 giorni per i cittadini di 93 paesi e territori. La decisione, approvata dal Consiglio dei ministri, riduce a 30 giorni la permanenza consentita per la maggior parte dei turisti, mentre per alcune nazionalità è previsto un limite ancora inferiore, di 15 giorni, o l'obbligo di visto all'arrivo. Si tratta di una netta inversione di rotta rispetto alla politica di liberalizzazione adottata nel 2024, quando Bangkok aveva allentato le restrizioni per rilanciare il turismo dopo la pandemia, settore che nel 2019 aveva attirato quasi 40 milioni di visitatori e rappresenta un pilastro dell'economia del Sud-est asiatico.
Le autorità hanno giustificato il provvedimento con la necessità di contrastare l'uso improprio dei visti e la partecipazione di stranieri ad attività illegali. Secondo fonti del ministero degli Esteri thailandese, negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di turisti che hanno violato le norme di soggiorno, dediti a lavoro irregolare o coinvolti in reati gravi, dal traffico di droga alla tratta di esseri umani. Il primo ministro Anutin Charnvirakul ha dichiarato che il regime di esenzione era diventato "poco adatto" e necessitava di una revisione per garantire maggiore sicurezza. L'ondata di arresti di alto profilo di cittadini stranieri ha spinto il governo a intervenire, pur sottolineando che la misura non è mirata a singole nazionalità ma a comportamenti illeciti.
La stretta colpisce duramente i principali mercati turistici della Thailandia, inclusi gli Stati Uniti, il Regno Unito, l'Australia e la maggior parte dei paesi europei, tra cui l'Italia. Secondo osservatori europei, la decisione potrebbe scoraggiare i viaggiatori che prediligono soggiorni lunghi, tipici dei turisti in pensione o dei nomadi digitali. L'Unione Europea, i cui cittadini rappresentano una quota significativa degli arrivi, segue con attenzione l'evoluzione della normativa, mentre alcuni governi asiatici, come quelli di Cina e Giappone, monitorano l'impatto sulle proprie economie. L'incertezza sulla tempistica di attuazione delle nuove regole – non ancora chiarita dal governo thailandese – aggiunge un elemento di confusione per il settore turistico, già alle prese con la ripresa post-pandemica.
Guardando al futuro, gli analisti del settore prevedono un possibile raffreddamento del flusso turistico verso la Thailandia, almeno nel breve termine. La mossa di Bangkok potrebbe essere interpretata come un tentativo di bilanciare la crescita del turismo con le esigenze di sicurezza e ordine pubblico, ma rischia di allontanare proprio quei visitatori che il paese aveva cercato di attrarre con la precedente politica di apertura. Resta da vedere se altri paesi del Sud-est asiatico seguiranno l'esempio thailandese, in un contesto regionale in cui la competizione per i turisti è sempre più serrata. La Thailandia si gioca una parte cruciale della sua economia, e la scelta di restringere le esenzioni dal visto potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio.
| Stampa russa e CSI | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.70 | critical |
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
Il governo thailandese ha ridotto il soggiorno senza visto a 30 giorni, citando considerazioni di sicurezza ed economia. La decisione è presentata come un aggiustamento di routine, con ogni paese valutato singolarmente. Non c'è allarme; è visto come una mossa pragmatica per regolare il turismo.
La Thailandia ha tagliato i soggiorni senza visto a 30 giorni, citando esplicitamente la criminalità commessa da stranieri. Il rapporto sottolinea che i turisti possono rinnovare una volta, ma il tono suggerisce una stretta sui presunti comportamenti scorretti. È inquadrato come una misura punitiva contro i turisti, con sospetto sottostante.
Il gabinetto thailandese ha approvato il taglio del periodo senza visto a 30 giorni, con funzionari che notano che 60 giorni erano troppo lunghi e invitavano abusi da parte di non turisti. La decisione è presentata come una misura di sicurezza, ma la copertura nota anche che ogni paese sarà valutato separatamente. Il tono è misurato, anche se leggermente critico sulla motivazione.
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