
Toffoli propone 60 giorni di transizione per la regolamentazione delle big tech in Brasile
Il giudice Dias Toffoli del Supremo Tribunale Federale brasiliano ha proposto un periodo di transizione di 60 giorni per l'attuazione delle nuove norme sulla responsabilità delle piattaforme digitali per i contenuti pubblicati da terzi. La proposta è emersa durante la sessione del 10 giugno 2026, in cui la Corte ha iniziato a esaminare i ricorsi presentati da Meta e Google contro la decisione del novembre 2025 che aveva dichiarato parzialmente incostituzionale l'articolo 19 del Marco Civil da Internet. Toffoli ha mantenuto l'ampliamento della responsabilità delle big tech, ma ha suggerito modifiche redazionali alla tesi della Corte, accogliendo parzialmente le richieste delle aziende. La sessione è stata sospesa e proseguirà l'11 giugno, quando gli altri ministri esprimeranno i loro voti.
La decisione del STF rappresenta un punto di svolta per il panorama normativo brasiliano, con implicazioni che vanno oltre i confini nazionali. Secondo osservatori di Bruxelles, il caso brasiliano potrebbe influenzare il dibattito europeo sul Digital Services Act, in particolare per quanto riguarda la responsabilità delle piattaforme per i contenuti illeciti. L'approccio del Brasile, che combina un regime di transizione con l'obbligo per le piattaforme di mantenere una sede legale nel paese, è visto come un possibile modello per altre giurisdizioni che cercano di bilanciare la libertà di espressione con la lotta alla disinformazione e ai contenuti illegali.
Dal punto di vista italiano, la vicenda solleva questioni rilevanti per l'attuazione del regolamento europeo. Mentre l'Unione Europea ha già stabilito norme armonizzate, il caso brasiliano dimostra come le corti nazionali possano intervenire per modulare la responsabilità delle piattaforme, creando potenziali divergenze interpretative. Per gli analisti di Roma, la decisione del STF potrebbe incoraggiare iniziative simili in altri paesi del Sud America, aumentando la pressione sulle big tech per adeguarsi a standard più rigorosi a livello globale.
In prospettiva, il voto finale del STF sarà cruciale per definire il futuro della regolamentazione delle piattaforme in Brasile. Se la proposta di Toffoli verrà accolta, le aziende avranno 60 giorni per adeguarsi, ma restano incertezze sull'applicazione pratica delle nuove norme. La comunità internazionale segue con attenzione l'evoluzione del caso, che potrebbe diventare un precedente per altri paesi in via di sviluppo che cercano di regolamentare il potere delle big tech senza soffocare l'innovazione.
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