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Geopolitica e Politicalunedì 3 agosto 2026

Trump liquida i sondaggi come “falsi” mentre il consenso scende ai minimi storici

Il presidente attacca i media e rivendica numeri “mai così alti”, ma le rilevazioni indipendenti lo danno attorno a un terzo dei consensi, con ripercussioni sui repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato.

Lunedì 3 agosto il presidente Donald Trump ha reagito con un post su Truth Social alla raffica di sondaggi che segnalano un calo del suo indice di gradimento, bollandoli come “falsi” e frutto di media “corrotti”. “I miei VERI numeri nei sondaggi, non quelli inventati dai media delle fake news, sono i migliori di sempre”, ha scritto, citando a sostegno i tagli alle tasse, i record occupazionali, la frontiera “totalmente sicura” e la “denuclearizzazione dell’Iran”. Trump ha esortato gli elettori a ignorare i rilevamenti e a votare repubblicano alle prossime elezioni.

I dati disponibili dipingono però un quadro diverso. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos, l’approvazione per Trump è scesa al 35%, in calo di due punti rispetto alla rilevazione precedente e a un solo punto dal minimo del mandato. Per la prima volta in quasi un decennio, i democratici hanno superato i repubblicani sulla gestione dell’economia: il 37% degli elettori registrati preferisce l’approccio democratico, contro il 36% di quello repubblicano. Un sondaggio AP-NORC colloca il consenso sull’immigrazione – tradizionale punto di forza del presidente – al 39%, in netto calo rispetto al 49% di inizio mandato, mentre solo il 32% approva la gestione dell’economia. La Quinnipiac University riporta un indice di gradimento complessivo del 32%, il più basso mai registrato per Trump in quel sondaggio, e la CNN lo attesta al 34%, eguagliando il minimo toccato all’indomani dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.

La contrazione del consenso è attribuita in larga parte alla guerra in corso con l’Iran e al conseguente aumento dei prezzi della benzina, che stanno erodendo il potere d’acquisto delle famiglie americane. Secondo i dati Quinnipiac, solo il 34% degli intervistati sostiene i raid statunitensi contro l’Iran, mentre il 60% vi si oppone. L’insoddisfazione si estende alla politica estera e a quella economica, entrambe ferme al 34% di approvazione. Un’analisi del New York Times, basata su decine di rilevazioni, fissa il gradimento medio al 38%, con il 59% di giudizi negativi. Il calo tocca anche le roccaforti repubblicane: secondo il sondaggio Civiqs, in undici Stati vinti da Trump con ampio margine nel 2024 – tra cui Texas e Florida – il saldo netto di approvazione è ora negativo.

Lo stratega repubblicano Douglas Heye, citato dalla stampa statunitense, non si aspetta alcun cambiamento di rotta: “Proietterà sempre forza, quali che siano i numeri, e continuerà a dire che sono falsi”. Storicamente, Trump non ha mai raggiunto la maggioranza nei sondaggi Gallup in nessuno dei due mandati, ma ha governato come se godesse di un ampio sostegno popolare. Il paragone con i predecessori è impietoso: alla stessa distanza dall’inizio del secondo mandato, Bill Clinton era al 64%, Ronald Reagan al 61% e persino George W. Bush, che poi vide il suo partito perdere seggi, era al 37%. L’unico presidente con un consenso inferiore fu Richard Nixon, a pochi giorni dalle dimissioni per il Watergate.

Con le elezioni di metà mandato di novembre alle porte, il nervosismo tra i repubblicani cresce. Il sondaggio Reuters/Ipsos indica che il 42% degli elettori registrati sosterrebbe un candidato democratico al Congresso, contro il 37% che sceglierebbe un repubblicano. La prospettiva di un’ondata democratica capace di ribaltare la Camera e forse il Senato si fa più concreta, mentre la Casa Bianca continua a rivendicare un mandato forte e a respingere ogni rilevazione come faziosa.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Intensità della disapprovazione
26%Media
3 blocchi · posizioni da −0.90 a −0.30
Critici accesiCritici moderati
ATLLATIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.80critical
Stampa latinoamericana−0.90critical
Stampa indiana e sudasiatica−0.30critical
Le testate analizzate non includono voci direttamente legate all'amministrazione Trump o ai suoi sostenitori; si tratta di resoconti internazionali.
Stampa atlantica / anglosfera−0.80
Voce

Donald Trump attacca i sondaggisti corrotti e i media che diffondono notizie false, ma non offre alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni.

Meccanismodelegittimazione preventiva

La retorica del 'fake news' e dell'attacco personale ai media serve a delegittimare dati oggettivi, spostando l'attenzione dalla performance reale alla presunta cospirazione mediatica.

Omissione

Il blocco omette le dichiarazioni specifiche di Trump sulla sicurezza dei confini e sull'Iran, presenti in altri blocchi, concentrandosi esclusivamente sulle critiche.

IndignazioneIronia
Stampa latinoamericana−0.90
Voce

Donald Trump grida ai sondaggi con lettere maiuscole, ma i sondaggi indipendenti mostrano il suo gradimento a un minimo storico, rendendo la sua negazione ridicola.

Meccanismoridicolizzazione per contrasto

L'iperbole e l'ironia servono a ridicolizzare la strategia di negazione di Trump, contrapponendo la sua retorica ai dati concreti, creando un effetto di divertimento sprezzante.

Omissione

Il blocco omette ogni menzione dei successi politici di Trump o della sua contro-narrativa specifica, presente in altri resoconti, per rafforzare la derisione.

IroniaSchadenfreude
Stampa indiana e sudasiatica−0.30
Voce

Donald Trump accusa i sondaggisti di diffondere fake news e rivendica i suoi successi politici, ma i dati mostrano un calo di consenso.

Meccanismocontrapposizione bilanciata

La struttura 'affermazione vs. controprova' lascia al lettore il giudizio, ma l'inclusione di entrambi gli argomenti rafforza l'impressione di obiettività, pur indebolendo sottilmente la narrazione di Trump.

Omissione

L'articolo omette la caratterizzazione canzonatoria o paranoica di Trump presente in altri blocchi, mantenendo un tono distaccato.

ScetticismoDistacco
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UBS multata per 145 milioni di dollari negli USA per carenze antiriciclaggio·L’IA alimenta il 55% dei cybercrimini in Africa: perdite per 484 milioni di dollari·Le scimmie accudiscono altre specie: le radici evolutive del legame uomo-animale·Messico sotto allerta: piogge torrenziali, grandine e caldo record colpiscono il Paese·Addio a Allan Nascimento, il lottatore brasiliano del UFC stroncato da un infarto a 34 anni·Dopo nove anni di coma muore Mattia Maestri: la famiglia presenta denuncia per omicidio colposo·L'ultimo respiro di Diding Boneng, il comico che mantenne la promessa fino alla fossa·Algeria e Petković divorziano dopo l’eliminazione ai sedicesimi del Mondiale·UBS multata per 145 milioni di dollari negli USA per carenze antiriciclaggio·L’IA alimenta il 55% dei cybercrimini in Africa: perdite per 484 milioni di dollari·Le scimmie accudiscono altre specie: le radici evolutive del legame uomo-animale·Messico sotto allerta: piogge torrenziali, grandine e caldo record colpiscono il Paese·Addio a Allan Nascimento, il lottatore brasiliano del UFC stroncato da un infarto a 34 anni·Dopo nove anni di coma muore Mattia Maestri: la famiglia presenta denuncia per omicidio colposo·L'ultimo respiro di Diding Boneng, il comico che mantenne la promessa fino alla fossa·Algeria e Petković divorziano dopo l’eliminazione ai sedicesimi del Mondiale·
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lunedì 3 agosto 2026

Trump liquida i sondaggi come “falsi” mentre il consenso scende ai minimi storici

Il presidente attacca i media e rivendica numeri “mai così alti”, ma le rilevazioni indipendenti lo danno attorno a un terzo dei consensi, con ripercussioni sui repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato.

Lunedì 3 agosto il presidente Donald Trump ha reagito con un post su Truth Social alla raffica di sondaggi che segnalano un calo del suo indice di gradimento, bollandoli come “falsi” e frutto di media “corrotti”. “I miei VERI numeri nei sondaggi, non quelli inventati dai media delle fake news, sono i migliori di sempre”, ha scritto, citando a sostegno i tagli alle tasse, i record occupazionali, la frontiera “totalmente sicura” e la “denuclearizzazione dell’Iran”. Trump ha esortato gli elettori a ignorare i rilevamenti e a votare repubblicano alle prossime elezioni.

I dati disponibili dipingono però un quadro diverso. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos, l’approvazione per Trump è scesa al 35%, in calo di due punti rispetto alla rilevazione precedente e a un solo punto dal minimo del mandato. Per la prima volta in quasi un decennio, i democratici hanno superato i repubblicani sulla gestione dell’economia: il 37% degli elettori registrati preferisce l’approccio democratico, contro il 36% di quello repubblicano. Un sondaggio AP-NORC colloca il consenso sull’immigrazione – tradizionale punto di forza del presidente – al 39%, in netto calo rispetto al 49% di inizio mandato, mentre solo il 32% approva la gestione dell’economia. La Quinnipiac University riporta un indice di gradimento complessivo del 32%, il più basso mai registrato per Trump in quel sondaggio, e la CNN lo attesta al 34%, eguagliando il minimo toccato all’indomani dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.

La contrazione del consenso è attribuita in larga parte alla guerra in corso con l’Iran e al conseguente aumento dei prezzi della benzina, che stanno erodendo il potere d’acquisto delle famiglie americane. Secondo i dati Quinnipiac, solo il 34% degli intervistati sostiene i raid statunitensi contro l’Iran, mentre il 60% vi si oppone. L’insoddisfazione si estende alla politica estera e a quella economica, entrambe ferme al 34% di approvazione. Un’analisi del New York Times, basata su decine di rilevazioni, fissa il gradimento medio al 38%, con il 59% di giudizi negativi. Il calo tocca anche le roccaforti repubblicane: secondo il sondaggio Civiqs, in undici Stati vinti da Trump con ampio margine nel 2024 – tra cui Texas e Florida – il saldo netto di approvazione è ora negativo.

Lo stratega repubblicano Douglas Heye, citato dalla stampa statunitense, non si aspetta alcun cambiamento di rotta: “Proietterà sempre forza, quali che siano i numeri, e continuerà a dire che sono falsi”. Storicamente, Trump non ha mai raggiunto la maggioranza nei sondaggi Gallup in nessuno dei due mandati, ma ha governato come se godesse di un ampio sostegno popolare. Il paragone con i predecessori è impietoso: alla stessa distanza dall’inizio del secondo mandato, Bill Clinton era al 64%, Ronald Reagan al 61% e persino George W. Bush, che poi vide il suo partito perdere seggi, era al 37%. L’unico presidente con un consenso inferiore fu Richard Nixon, a pochi giorni dalle dimissioni per il Watergate.

Con le elezioni di metà mandato di novembre alle porte, il nervosismo tra i repubblicani cresce. Il sondaggio Reuters/Ipsos indica che il 42% degli elettori registrati sosterrebbe un candidato democratico al Congresso, contro il 37% che sceglierebbe un repubblicano. La prospettiva di un’ondata democratica capace di ribaltare la Camera e forse il Senato si fa più concreta, mentre la Casa Bianca continua a rivendicare un mandato forte e a respingere ogni rilevazione come faziosa.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Intensità della disapprovazione
26%Media
3 blocchi · posizioni da −0.90 a −0.30
Critici accesiCritici moderati
ATLLATIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.80critical
Stampa latinoamericana−0.90critical
Stampa indiana e sudasiatica−0.30critical
Le testate analizzate non includono voci direttamente legate all'amministrazione Trump o ai suoi sostenitori; si tratta di resoconti internazionali.
Stampa atlantica / anglosfera−0.80
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Donald Trump attacca i sondaggisti corrotti e i media che diffondono notizie false, ma non offre alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni.

Meccanismodelegittimazione preventiva

La retorica del 'fake news' e dell'attacco personale ai media serve a delegittimare dati oggettivi, spostando l'attenzione dalla performance reale alla presunta cospirazione mediatica.

Omissione

Il blocco omette le dichiarazioni specifiche di Trump sulla sicurezza dei confini e sull'Iran, presenti in altri blocchi, concentrandosi esclusivamente sulle critiche.

IndignazioneIronia
Stampa latinoamericana−0.90
Voce

Donald Trump grida ai sondaggi con lettere maiuscole, ma i sondaggi indipendenti mostrano il suo gradimento a un minimo storico, rendendo la sua negazione ridicola.

Meccanismoridicolizzazione per contrasto

L'iperbole e l'ironia servono a ridicolizzare la strategia di negazione di Trump, contrapponendo la sua retorica ai dati concreti, creando un effetto di divertimento sprezzante.

Omissione

Il blocco omette ogni menzione dei successi politici di Trump o della sua contro-narrativa specifica, presente in altri resoconti, per rafforzare la derisione.

IroniaSchadenfreude
Stampa indiana e sudasiatica−0.30
Voce

Donald Trump accusa i sondaggisti di diffondere fake news e rivendica i suoi successi politici, ma i dati mostrano un calo di consenso.

Meccanismocontrapposizione bilanciata

La struttura 'affermazione vs. controprova' lascia al lettore il giudizio, ma l'inclusione di entrambi gli argomenti rafforza l'impressione di obiettività, pur indebolendo sottilmente la narrazione di Trump.

Omissione

L'articolo omette la caratterizzazione canzonatoria o paranoica di Trump presente in altri blocchi, mantenendo un tono distaccato.

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