
Trump minaccia il ritiro delle truppe dalla Germania: lo scontro sull’Iran scuote la Nato
Il presidente Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti stanno valutando una riduzione delle proprie forze in Germania, sollevando una delle minacce più gravi mai rivolte a un alleato storico della Nato. L’annuncio, giunto nella serata di mercoledì sulla piattaforma Truth Social, segue di poche ore l’aspra polemica con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, reo di aver definito “umiliante” la posizione americana nei negoziati con l’Iran. La decisione, ha scritto Trump, sarà presa “in un breve lasso di tempo”.
Con oltre trentaseimila militari attivi e un numero che, includendo civili e riservisti, si avvicina a cinquantamila, la Germania ospita il secondo contingente statunitense più grande al mondo dopo il Giappone, nonché la più imponente presenza americana in Europa. La base di Ramstein, in Renania-Palatinato, è il cuore logistico delle operazioni aeree e di comando del continente. Ma lo scontro con Berlino è solo la punta dell’iceberg.
Da settimane l’amministrazione Trump critica apertamente molti alleati Nato per il loro rifiuto di partecipare alla guerra congiunta Stati Uniti-Israele contro Teheran, accusandoli di non inviare forze navali per riaprire lo Stretto di Hormuz. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha liquidato gli sforzi europei nella regione come “sciocchi”, aggiungendo che il conflitto iraniano “è molto più una loro battaglia che nostra”. Da Bruxelles filtrano preoccupazioni profonde: il rischio di una frattura permanente nella deterrenza atlantica, già provata dalle tensioni sui contributi finanziari e dal disimpegno americano in Ucraina, appare concreto.
L’ottica di Pechino e Mosca è di attenta osservazione: l’indebolimento del fronte occidentale potrebbe offrire spazi di manovra, specialmente per la Russia, che cerca di sfruttare ogni crepa nella coesione dell’Alleanza. Per l’Italia, la posta in gioco è doppia. Da un lato, le basi americane in Germania fungono da scudo avanzato per l’intero fianco meridionale europeo; dall’altro, una Germania isolata militarmente potrebbe reindirizzare le proprie risorse verso un rafforzamento unilaterale della Bundeswehr, alterando gli equilibri di spesa e di comando all’interno della Nato.
La minaccia di Trump, se attuata, rappresenterebbe il più brusco ridimensionamento della presenza militare americana in Europa dal dopoguerra, costringendo i partner a ripensare non solo la difesa collettiva, ma la stessa architettura di sicurezza del Vecchio continente.
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