
Usa estendono emergenza nazionale: nuovo rischio sanzioni contro il ministro del STF
La proroga della misura non ha effetti tariffari, ma apre la strada a nuove sanzioni individuali, secondo fonti del governo brasiliano.
Il 28 luglio l'amministrazione Trump ha annunciato il rinnovo per un anno dello stato di emergenza nazionale dichiarato contro il Brasile il 30 luglio 2025. La proroga mantiene in vigore l'ordine esecutivo che aveva autorizzato un dazio del 50% sulle importazioni brasiliane, ma, come già stabilito dalla Corte Suprema americana, la misura non ha effetti pratici sul piano tariffario perché la legge utilizzata non conferiva al presidente il potere di imporre dazi universali.
Secondo la Casa Bianca, l'estensione si giustifica con la persistenza di minacce "inconsuete e straordinarie" alla sicurezza nazionale, alla politica estera e all'economia statunitense. Il comunicato accusa le autorità brasiliane di persecuzione politica contro l'ex presidente Jair Bolsonaro e il Supremo Tribunale Federale (STF) di promuovere censura e limitazioni alla libertà di espressione. Interlocutori del governo brasiliano, citati da Metrópoles, considerano la decisione un segnale politico che potrebbe aprire la strada a nuove iniziative statunitensi in vista delle elezioni di ottobre, suscitando timori di interferenza.
Il rinnovo è stato sollecitato da alleati della famiglia Bolsonaro negli Stati Uniti, riferisce G1. L'ex deputato Eduardo Bolsonaro, figlio dell'ex presidente, ha intensificato le trattative con l'amministrazione Trump per ottenere sanzioni mirate contro magistrati brasiliani. L'ordine esecutivo originario del luglio 2025 aveva già portato all'applicazione del Magnitsky Act contro il ministro del STF Alexandre de Moraes – poi ritirata – e la proroga potrebbe consentire nuove misure individuali.
Il Brasile ha risposto impugnando i dazi presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio e preparando un pacchetto economico interno da 18,5 miliardi di real. Intanto, la nuova base legale del regime tariffario, fondata sulla Sezione 301 del Trade Act del 1974, è già stata contestata da due piccole imprese statunitensi, secondo La Razón. I prossimi sviluppi attesi riguardano l'esito di quelle cause e il prosieguo dei contatti diplomatici tra i due paesi.
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La decisione delle corti americane di rimborsare i dazi illegali dimostra il fallimento della politica tariffaria di Trump. Le aziende svizzere recuperano milioni, mentre Washington perde credibilità.
Trump utilizza i dazi come arma politica per sostenere Bolsonaro e indebolire il governo Lula, in una chiara ingerenza negli affari brasiliani. La proroga dello stato di emergenza e le nuove tariffe sono viste come parte di una strategia golpista.
L'Indonesia subisce un dazio del 10%, ma gli economisti locali ritengono che l'impatto sul PIL sia gestibile grazie alla forte domanda interna. Il governo non sembra particolarmente preoccupato.
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