
Un anno dopo il disastro del volo Air India 171, il superstite chiede verità
A un anno dalla tragedia del volo Air India 171, che il 12 giugno 2025 precipitò poco dopo il decollo da Ahmedabad causando 260 vittime, l'unico superstite, Vishwash Kumar Ramesh, ha lanciato un appello per "onestà, trasparenza e risposte". Il 39enne britannico, che perse il fratello minore Ajay nell'incidente, vive con profonde cicatrici psicologiche e domande senza risposta. Nonostante un pagamento provvisorio di 21.500 sterline da parte della compagnia aerea, Ramesh affronta gravi difficoltà finanziarie, mentre il dolore per la perdita e i traumi fisici e mentali persistono. I media lo avevano definito "l'uomo più fortunato del mondo", ma lui confida di non essersi mai sentito tale.
L'inchiesta ufficiale, condotta dall'Indian Aircraft Accident Investigation Bureau (AAIB), ha suscitato aspre polemiche. Un rapporto preliminare indicava che le leve del carburante erano state spostate in posizione "off" subito dopo il decollo, interrompendo l'alimentazione ai motori. Tuttavia, il rapporto finale non è stato ancora pubblicato: gli investigatori hanno chiesto una proroga di tre mesi, poiché le analisi critiche, inclusi gli esami dei motori negli Stati Uniti, sono ancora in corso. Secondo fonti vicine all'indagine, la mancanza di trasparenza alimenta sospetti di conflitti di interesse, mentre a Bruxelles e Londra si levano voci che chiedono un approccio più indipendente alle inchieste aeronautiche.
La vicenda ha riacceso il dibattito sulla sicurezza aerea in India e sulla gestione delle crisi da parte delle autorità. Per l'Europa, il caso è particolarmente sensibile: il volo era diretto a Londra e tra le vittime vi erano numerosi cittadini britannici e residenti nel Regno Unito. Secondo analisti di Bruxelles, la mancata pubblicazione del rapporto finale entro i termini previsti mina la fiducia nel sistema indiano di investigazione sugli incidenti aerei, sollevando interrogativi sulla cooperazione internazionale in materia di sicurezza. Intanto, in India, il governo punta a rafforzare il settore aeronautico con progetti come il primo aereo da trasporto militare C295 prodotto interamente nel paese, che ha completato il volo di prova inaugurale in Gujarat.
In attesa del rapporto definitivo, il dolore dei familiari delle vittime resta vivo. Per Vishwash Ramesh, il primo anniversario non segna una chiusura, ma l'ennesimo giorno di attesa. "Voglio solo sapere perché mio fratello è morto", ha dichiarato. La sua richiesta di risposte echeggia ben oltre i confini indiani, toccando le coscienze di un'opinione pubblica globale che osserva con crescente impazienza l'evolversi di un'indagine che, a un anno di distanza, sembra ancora lontana dal chiarire la verità.
| Stampa del Golfo arabo | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.50 | critical |
| Stampa giapponese-coreana | −0.20 | neutral |
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
La stampa del Golfo riporta l'incidente dell'Air India con attenzione al ritardo delle indagini e alla possibilità di un'azione deliberata del pilota. Il tono è fattuale ma suggerisce scetticismo sulla trasparenza dell'inchiesta, notando il ritardo nell'analisi dei motori e la registrazione in cabina che indica un taglio del carburante.
I media indiani esprimono frustrazione per il ritardo del rapporto finale, evidenziando domande senza risposta e la situazione dell'unico sopravvissuto. La copertura è carica di emotività, concentrandosi sulle famiglie delle vittime e le continue difficoltà del sopravvissuto, con un tono critico verso la lentezza delle indagini.
La copertura dell'Asia orientale è sobria, concentrandosi sul rapporto intermedio e sulla mancanza di risposte chiare per le famiglie. Il tono è neutro e pragmatico, notando il ritardo senza un linguaggio fortemente emotivo, e sottolineando la necessità di un'indagine approfondita.
I media europei continentali, in particolare dell'area mediterranea, riportano il ritardo con un tono critico ma misurato. Evidenziano la pressione sugli investigatori e la necessità di più tempo, inquadrando la storia come un intoppo procedurale piuttosto che un fallimento drammatico.
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