
Un panino sulla spiaggia, il ristorante cancellato: così l’Europa salva le vacanze
Dai sacrifici degli italiani che tagliano la spesa pur di partire, ai bambini algerini che studiano robotica invece di giocare, un viaggio nel nuovo significato delle ferie estive.
Daniel García ha ventisei anni, lavora come consulente ipotecario a tempo pieno e quest’estate visiterà Chipiona e Sanxenxo. Non metterà piede in un albergo — «completamente inaccessibile», dice — e per nove giorni di viaggio ha messo in conto circa duecento euro per mangiare. «Invece di andare al ristorante, mi mangio un panino in spiaggia», racconta. La sua non è una rinuncia sofferta, ma un piccolo aggiustamento che gli permette di non rinunciare alla partenza. È un gesto minimo, quasi intimo, che racchiude una trasformazione più ampia: le vacanze restano un rito irrinunciabile, ma il modo di consumarle si piega ai conti di fine mese.
In Italia la fotografia è simile. Secondo una ricerca di Eumetra, il 23% degli intervistati rinuncerebbe preventivamente agli acquisti personali pur di preservare le ferie, il 22% limiterebbe cene fuori e svaghi durante l’anno, e quasi un italiano su cinque ha mantenuto invariato il budget per i viaggi tagliando altre spese. La vacanza viene percepita come un investimento sul benessere mentale: per il 51% serve a staccare dalla pressione quotidiana, per il 47% a ricaricare le energie. Solo il 7% la considera un’occasione per mostrare uno stile di vita. «Gli italiani cercano qualcosa da ritrovare, non da mostrare», sintetizza Matteo Lucchi, amministratore delegato di Eumetra. Il lusso, oggi, è avere tempo senza orari — lo pensa un terzo del campione — e la disconnessione digitale è un privilegio marginale, indicato appena dal 5%.
Nel Regno Unito lo scenario si fa più aspro. Un sondaggio condotto per Airbnb su duemila adulti con figli tra i cinque e i diciotto anni rivela che il 27% delle famiglie non ha prenotato alcuna vacanza estiva, e il 42% dei genitori sente il peso di doverla garantire nonostante le difficoltà economiche. Anche tra chi parte, un terzo attinge ai risparmi e il 38% riceve aiuti da parenti. La charity Family Holiday Charity, sostenuta da una donazione di trecentomila sterline, proverà a mandare in vacanza per la prima volta oltre trecento nuclei a basso reddito, ma il suo direttore Rob Parkinson avverte che non si tratta di «una soluzione duratura ai problemi sistemici che impediscono l’accesso alle pause».
Dall’altra parte del calendario, la fine dell’anno scolastico scandisce l’attesa. A Wallingford, nel Connecticut, gli studenti sono usciti il 18 giugno con un orario ridotto, mentre i docenti hanno completato gli adempimenti amministrativi fino al 22; in Messico, l’ultimo venerdì di giugno è dedicato al Consiglio Tecnico Scolastico, regalando un lungo fine settimana prima del receso. Negli Emirati Arabi Uniti, da domani partono gli esami finali per gli alunni dal quinto al dodicesimo anno, che si concluderanno il 3 luglio con biologia e studi sociali. Sono i giorni in cui la scuola allenta la presa e le famiglie cominciano a negoziare il significato stesso del tempo libero.
In Algeria il dibattito è aperto: c’è chi iscrive i figli a corsi estivi di arabo o francese per colmare lacune, chi paga oltre un milione di centesimi al mese per un laboratorio di robotica — come il piccolo appassionato di programmazione che ogni mattina entra in classe «con entusiasmo», racconta il padre Habib — e chi difende il diritto al gioco e al riposo, attrezzando la casa perché i bambini non scendano in strada. A Surabaya, in Indonesia, l’amministrazione comunale ha scelto una strada diversa: ha invitato le famiglie a riempire le vacanze con esperienze nuove e a rispettare il «Gerakan Surabaya Tanpa Gawai», due ore senza dispositivi digitali dalle sei alle otto di sera, per ritrovare conversazione, preghiera o semplicemente silenzio. In un’estate in cui il lusso è il tempo senza orari, quel piccolo intervallo quotidiano di disconnessione forzata assomiglia a una vacanza in miniatura, nascosta dentro le mura di casa.
| Stampa del Golfo arabo | +0.70 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.30 | critical |
| Stampa latinoamericana | +0.20 | neutral |
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