
UNAM, il caos dell'ammissione online: 58mila candidati costretti a ripetere l'esame dopo le frodi con l'IA
Dopo l'impennata di punteggi sospetti, la più grande università del Messico annulla i risultati e indice un controllo cartaceo, tra proteste e minacce di ricorsi legali.
Martedì 4 agosto, sotto un sole cocente, un centinaio di aspiranti e i loro genitori si sono radunati davanti alla Rettoria di Ciudad Universitaria, bloccando per quasi due ore il traffico su Avenida Insurgentes. «Respeta el resultado, mi lugar ya fue ganado», gridavano i ragazzi, mentre i genitori contestavano la decisione di farli passare per «tramposos», imbroglioni. La protesta, raccontata dai cronisti presenti, è stata la risposta più visibile alla scelta della Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) di cancellare i risultati del primo esame di ammissione completamente online e di obbligare 58mila candidati — tra cui 21.962 già selezionati — a ripetere la prova in forma cartacea e supervisionata.
La decisione della commissione tecnica, guidata dal rettore Leonardo Lomelí, è nata da un dato statistico inequivocabile. Tra il 2021 e il 2025, solo il 3,5% dei partecipanti aveva ottenuto cento o più risposte corrette su 120; nel 2026 la percentuale è schizzata al 16,3%, e i punteggi pari o superiori a 110 sono passati dallo 0,9% al 5,5%. Per la UNAM, che aveva promosso l'esame a distanza come strumento di giustizia sociale — eliminando costosi viaggi verso i centri di prova nella capitale —, la piega è stata drammatica. La società Territorium Life, incaricata della piattaforma, si è difesa sostenendo che «l'integrità non si basa solo sulla tecnologia», ma l'ateneo ha già annunciato un'indagine a tutto campo sul suo operato.
La crisi ha raggiunto il palazzo presidenziale: Claudia Sheinbaum, fisica e ex alunna della UNAM, ha proposto di coinvolgere la procura generale. Intanto, secondo l'esperto Bernardo Naranjo, ex membro dell'Istituto Nazionale per la Valutazione dell'Educazione, il nuovo esame rischia di escludere studenti onesti che avevano legittimamente superato la prima prova, soprattutto nelle facoltà più competitive come Medicina, dove l'anno scorso il punteggio di taglio era 114 e quest'anno è salito a 117. «Ci saranno ragazzi con un ottimo risultato in entrambe le prove che rimarranno fuori», ha avvertito Naranjo.
Le proteste non si placano. Circa 70 aspiranti si sono già rivolti a uno studio legale per promuovere un'amparo, il ricorso costituzionale messicano, e il costituzionalista Rodolfo Martínez, docente della stessa UNAM, ha consigliato di non presentarsi al nuovo esame: «Chi lo fa, accetta la misura e perde la possibilità di impugnarla». Nel frattempo, l'inizio del semestre, previsto per il 10 agosto, è stato rinviato al 31 per i nuovi iscritti e al 17 per gli altri studenti. Chi ha visto il proprio esame cancellato con una semplice «C» sul sistema — senza spiegazioni — aspetta un appuntamento a partire dal 10 agosto per conoscere il motivo.
Sotto il portico della Rettoria, José Daniel tiene ancora in mano il foglio con i progressi dei suoi simulazioni: 82, 95, 105, fino a 113 punti. Ora, al posto del risultato ufficiale, c'è solo quella lettera. Mentre 58mila si preparano a una nuova sfida, lui e altri decine di ragazzi restano fermi, in attesa di una risposta che non arriva.
| Stampa latinoamericana | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.50 | critical |
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
L'istituzione è colpevole di aver creato un doppio rifiuto e di aver perso la fiducia degli studenti, che ora si difendono con amparos e proteste.
Si costruisce la credibilità dando voce agli studenti e agli esperti legali, trasformando un problema tecnico in una questione di diritti violati e di responsabilità istituzionale.
Non si approfondisce il ruolo della società privata Territorium né le possibili responsabilità tecniche della piattaforma, concentrandosi invece sulla reazione emotiva e legale degli aspiranti.
Il tentativo di giustizia sociale attraverso la tecnologia si è rivelato un fallimento prevedibile, e ora l'università paga le conseguenze della sua ingenuità.
Si presenta il caso come una parabola universale sui rischi della digitalizzazione frettolosa, usando dati precisi (58.000, metà dei candidati) per dare peso alla critica.
Non si menziona la protesta degli studenti né il loro punto di vista legale, concentrandosi invece sulla dimensione sistemica e sul ruolo della presidente.
Le nuove regole per i trasferimenti scolastici sono chiare e mirano a garantire qualità e stabilità, senza interferenze esterne.
Si adotta un tono burocratico e distaccato, presentando la decisione come una misura tecnica di ordinaria amministrazione, senza alcuna valutazione morale o politica.
Non si fa alcun cenno alla crisi della UNAM o ad altre notizie internazionali, limitandosi a una cronaca locale.
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