
Una sentenza federale permette al Texas di imporre i Dieci Comandamenti nelle scuole pubbliche
In una decisione che segna una svolta nel dibattito sulla separazione tra Stato e Chiesa, la Corte d'Appello del Quinto Circuito federale ha stabilito che il Texas può obbligare le scuole pubbliche a esporre i Dieci Comandamenti in ogni aula. Con un verdetto stretto di 9 giudici contro 8, il tribunale ha ribaltato un'ingiunzione preliminare, dando ragione al governo repubblicano dello stato che vede nel testo biblico un fondamento morale e storico della nazione. Per gli attivisti conservatori, è una vittoria cruciale nella lunga battaglia per reinserire i valori religiosi nell'istruzione pubblica.
Il contesto americano rivela un movimento coordinato: dopo il Texas, anche Louisiana e Arkansas hanno tentato di introdurre leggi simili, sebbene con alterne fortune giudiziarie. Secondo gli osservatori di Washington, questa sentenza non è isolata ma riflette una tendenza più ampia, sostenuta da una maggioranza conservatrice nella magistratura federale, a reinterpretare il Primo Emendamento in modo più accomodante verso le espressioni religiose nello spazio pubblico. La legge texana, il Senate Bill 10, prescrive un poster duraturo e visibile, suscitando le proteste di famiglie di diverse fedi e dell'Unione Americana per le Libertà Civili, che denunciano una forma di proselitismo statale.
Dall'ottica di Bruxelles, dove il principio di laicità è spesso invocato come baluardo delle democrazie europee, la sentenza texana appare come un segnale preoccupante di regressione. Per l'Italia, paese con una tradizione concordataria e un dibattito sempre vivo sul crocifisso nelle aule, la notizia suona come un monito: la tensione tra simboli religiosi e spazi pubblici non è affatto superata, e le derive populiste oltreoceano potrebbero ispirare movimenti analoghi in Europa. Gli analisti sottolineano come la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo abbia in passato condannato l'esposizione di simboli religiosi nelle scuole, marcando una differenza sostanziale con l'evoluzione giurisprudenziale americana.
In prospettiva, la battaglia è destinata a raggiungere la Corte Suprema degli Stati Uniti, dove la composizione attuale, fortemente conservatrice, potrebbe confermare la sentenza, ridefinendo i confini della libertà religiosa. Una decisione di tale portata avrebbe ripercussioni non solo sul sistema educativo americano, ma anche sul dialogo transatlantico sui diritti fondamentali, mettendo in luce le divergenze tra un modello di laicità inclusiva e uno di pluralismo confessionale. Per l'Europa, il caso texano rappresenta un test per la coerenza dei propri principi, in un'epoca in cui il ritorno della religione nella sfera pubblica interroga le democrazie occidentali.
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