
Vance annuncia progressi nei colloqui con l'Iran, ma la linea rossa di Trump resta il nucleare
Il vicepresidente Usa parla di avanzamenti nei negoziati, mentre Teheran e Washington restano distanti su programma nucleare e sanzioni.
Il vicepresidente americano J.D. Vance ha dichiarato di ritenere che gli Stati Uniti stiano facendo progressi nei colloqui con l'Iran, nonostante il presidente Donald Trump abbia definito «inaccettabile» l'ultima risposta di Teheran. Parlando mercoledì ai giornalisti alla Casa Bianca, Vance ha precisato di aver trascorso la mattinata al telefono con gli inviati Jared Kushner e Steve Witkoff e con «alcuni amici nel mondo arabo». La domanda cruciale, ha aggiunto, è se questi progressi saranno sufficienti a soddisfare la linea rossa fissata da Trump: impedire in qualsiasi modo che l'Iran possa dotarsi di un'arma nucleare. Per ora, ha ammonito Vance, è ancora presto per dirlo.
Le posizioni delle due parti restano infatti profondamente divergenti, a oltre un mese dall'entrata in vigore di un fragile cessate il fuoco. Da Washington si insiste perché Teheran abbandoni il proprio programma nucleare e ponga fine al blocco dello stretto di Hormuz. Dall'altra parte, l'Iran chiede riparazioni per i danni di guerra e la rimozione dell'embargo americano. In questo quadro delicato, il coinvolgimento di mediatori arabi e la mobilitazione dei canali diplomatici lasciano intravedere uno spiraglio, ma gli osservatori della regione avvertono che il margine di manovra si sta assottigliando.
Per l'Europa e l'Italia, la posta in gioco è alta. Una escalation nello Stretto di Hormuz metterebbe a rischio il flusso di greggio verso il Mediterraneo, mentre il riaccendersi del conflitto potrebbe generare nuove ondate migratorie e destabilizzare il Medio Oriente. Bruxelles segue con attenzione le trattative, auspicando un accordo che preservi il regime di non proliferazione e riduca le tensioni regionali. Gli analisti europei sottolineano che, senza un'intesa credibile, il rischio di una corsa al nucleare in tutta l'area resta concreto.
Guardando avanti, l'impressione è che il tavolo negoziale sia ancora in una fase preliminare. Vance ha lasciato intendere che le discussioni proseguono a livello operativo, ma la distanza tra le richieste appare colmabile solo con concessioni reciproche che, al momento, nessuna delle due parti sembra pronta a fare. La comunità internazionale, nel frattempo, osserva con apprensione: il fallimento delle trattative potrebbe riaprire scenari di conflitto che nessuno, a cominciare dalle cancellerie europee, può permettersi di ignorare.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
| Stampa iraniana e affini | −0.60 | critical |
Vance ha riferito ai giornalisti di ritenere che nei colloqui con l'Iran si stiano facendo progressi, ma ha sottolineato che la vera prova è se questi soddisfano la linea rossa del presidente Trump: garantire che l'Iran non ottenga mai un'arma nucleare. Il vicepresidente non ha dichiarato vittoria, ma ha descritto i negoziati come delicati e in corso.
La stampa del Golfo ha riportato che Vance ha dichiarato di aver compiuto progressi, ma ha avvertito che è troppo presto per dire se siano sufficienti a soddisfare la condizione di Trump. Ha inoltre sottolineato che Vance ha trascorso la mattinata al telefono con inviati statunitensi e amici nel mondo arabo, evidenziando il coinvolgimento regionale. Il rapporto ha osservato che le richieste statunitensi e iraniane rimangono distanti.
I media iraniani hanno liquidato le dichiarazioni di Vance come una mera ripetizione delle infondate affermazioni di Trump. Hanno inquadrato il discorso sui progressi come uno sforzo propagandistico, sottolineando che lo stesso Trump aveva recentemente definito inaccettabile la risposta dell'Iran. La copertura ha messo in dubbio la sincerità della posizione degli Stati Uniti e ha ritratto l'amministrazione come contraddittoria.
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