
VAR impotente e un tacco al 119°: la semifinale di Coppa di Germania che interroga l'Europa
Una frazione di secondo ha deciso una semifinale di coppa nazionale, riaccendendo un dibattito che travalica i confini della Bundesliga e interroga l’intero calcio europeo. L’arbitro Tobias Welz ha fermato sul nascere l’azione del presunto 2-1 del Friburgo contro lo Stoccarda, fischiando un fallo inesistente di Höler su Chabot. Il pallone era già in rete, ma il fischio era arrivato prima: il VAR, per regolamento, non è potuto intervenire.
Una dinamica che, come sottolineano dalla Germania, il capo degli arbitri della DFB ha subito riconosciuto come errore con un mea culpa tanto amaro quanto tardivo. Non si tratta di un episodio per soli cultori della moviola. Se il corpo arbitrale tedesco ha ammesso lo sbaglio, resta la frustrazione per un sistema che, concepito per ridurre le ingiustizie, in certi frangenti le cristallizza.
In Italia, dove la polemica sul protocollo VAR si riaccende a ogni giornata di Serie A, la vicenda di Stoccarda suona come un monito: il confine tra tutela della decisione arbitrale e diritto al gol valido rimane pericolosamente labile. Secondo gli analisti di Bruxelles che monitorano l’evoluzione regolamentare per conto dell’ECA, la norma che vieta la review dopo un fischio anticipato andrebbe aggiornata proprio per evitare cortocircuiti simili. Eppure la semifinale non si è esaurita nella recriminazione.
La partita ha offerto una sceneggiatura degna del teatro che è diventata la coppa nazionale tedesca. Lo Stoccarda, sotto di un gol, ha trovato il pari con Undav forzando i supplementari, e quando tutto sembrava indirizzato verso i rigori, Tiago Tomás ha inventato un tacco al 119° minuto che ha fatto esplodere la Mercedes-Benz Arena. I cronisti iberici hanno celebrato il ‘gol de taco’ come una perla di mistica calcistica, un gesto che regala allo Stoccarda la seconda finale consecutiva e, per la cronaca, provoca anche il vomito del compagno El Khannouss, piegato dalla fatica prima dei supplementari – un dettaglio che dice molto sull’intensità estrema della serata.
La vittoria ha conseguenze che vanno oltre la notte di Stoccarda. La squadra di Hoeneß, già in piena lotta per l’Europa in campionato, si è garantita un posto nelle competizioni continentali grazie alla finale di Berlino del 23 maggio contro il Bayern Monaco. Ciò modifica la griglia delle qualificazioni europee della Bundesliga, un effetto domino osservato con attenzione anche dai club italiani che ogni estate lottano per piazzarsi nelle coppe.
In ottica tedesca, la finalissima contro un Bayern alla ricerca di riscatto è l’occasione per riscrivere una storia di finali perse e per consolidare un progetto tecnico che sta trasformando lo Stoccarda in una realtà solida. La riflessione che rimane, da Berlino a Milano, è che l’episodio di Stoccarda non sarà l’ultimo. La tecnologia ha reso il calcio più giusto ma anche più doloroso quando, per un cavillo, una correzione risulta impossibile.
In attesa che l’IFAB riveda il protocollo, l’immagine del Friburgo derubato di un gol regolare lascerà un solco, mentre il tacco di Tomás entra di diritto nell’antologia delle reti che si ricordano per come, e non solo per quando, sono state segnate.
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