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Crimini & Disastrigiovedì 25 giugno 2026

Venezuela, doppio terremoto in 39 secondi: un raro ‘doblete sismico’ e oltre 160 morti

Due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il nord del Paese, innescando un fenomeno geologico eccezionale e un bilancio provvisorio di vittime che potrebbe aggravarsi.

La sera del 24 giugno, due violente scosse telluriche hanno colpito il nord del Venezuela a soli 39 secondi di distanza l’una dall’altra. La prima, di magnitudo 7.2, è stata registrata alle 18:04 ora locale con epicentro vicino a San Felipe; la seconda, più forte (7.5), ha avuto origine pochi chilometri più a ovest, nei pressi di Yumare. Entrambi gli eventi, superficiali (circa 10-13 km di profondità), sono stati percepiti fino a Caracas e al nord del Brasile, e sono stati classificati dal Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) come un raro “doblete sismico”.

Secondo le autorità venezuelane, il bilancio provvisorio è di almeno 164 morti e quasi mille feriti. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza e ha descritto La Guaira come “zona di disastro”. Numerosi edifici sono crollati nella capitale e nello stato costiero, e l’aeroporto internazionale Simón Bolívar è stato chiuso per danni. L’USGS ha diffuso una stima preliminare che colloca le possibili vittime in una forbice compresa tra 10.000 e 100.000, un intervallo che riflette l’incertezza dei modelli di previsione e non costituisce un dato confermato.

Dal punto di vista geologico, i sismologi europei e statunitensi spiegano che la rottura della prima faglia ha verosimilmente trasferito tensione a un segmento adiacente, innescando la seconda scossa quasi immediatamente. L’area si trova sul confine tra la placca caraibica e quella sudamericana, un sistema di faglie trascorrenti paragonabile alla Faglia di San Andreas, dove il movimento relativo è di circa due centimetri all’anno. La bassa profondità ha amplificato lo scuotimento, e gli esperti prevedono repliche per settimane o mesi, sebbene di intensità decrescente.

Il doblete sismico resta un fenomeno poco frequente: precedenti significativi sono stati registrati in Turchia e Siria nel 2023 e in Pakistan nel 1997. In Venezuela, l’ultimo grande terremoto risaliva al 1900 (magnitudo 7.7). Le operazioni di soccorso sono in corso, ma la complessità del territorio montuoso e la possibile liquefazione dei suoli complicano gli interventi. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio e le autorità stanno raccogliendo informazioni dalle aree più isolate.

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giovedì 25 giugno 2026

Venezuela, doppio terremoto in 39 secondi: un raro ‘doblete sismico’ e oltre 160 morti

Due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il nord del Paese, innescando un fenomeno geologico eccezionale e un bilancio provvisorio di vittime che potrebbe aggravarsi.

La sera del 24 giugno, due violente scosse telluriche hanno colpito il nord del Venezuela a soli 39 secondi di distanza l’una dall’altra. La prima, di magnitudo 7.2, è stata registrata alle 18:04 ora locale con epicentro vicino a San Felipe; la seconda, più forte (7.5), ha avuto origine pochi chilometri più a ovest, nei pressi di Yumare. Entrambi gli eventi, superficiali (circa 10-13 km di profondità), sono stati percepiti fino a Caracas e al nord del Brasile, e sono stati classificati dal Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) come un raro “doblete sismico”.

Secondo le autorità venezuelane, il bilancio provvisorio è di almeno 164 morti e quasi mille feriti. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza e ha descritto La Guaira come “zona di disastro”. Numerosi edifici sono crollati nella capitale e nello stato costiero, e l’aeroporto internazionale Simón Bolívar è stato chiuso per danni. L’USGS ha diffuso una stima preliminare che colloca le possibili vittime in una forbice compresa tra 10.000 e 100.000, un intervallo che riflette l’incertezza dei modelli di previsione e non costituisce un dato confermato.

Dal punto di vista geologico, i sismologi europei e statunitensi spiegano che la rottura della prima faglia ha verosimilmente trasferito tensione a un segmento adiacente, innescando la seconda scossa quasi immediatamente. L’area si trova sul confine tra la placca caraibica e quella sudamericana, un sistema di faglie trascorrenti paragonabile alla Faglia di San Andreas, dove il movimento relativo è di circa due centimetri all’anno. La bassa profondità ha amplificato lo scuotimento, e gli esperti prevedono repliche per settimane o mesi, sebbene di intensità decrescente.

Il doblete sismico resta un fenomeno poco frequente: precedenti significativi sono stati registrati in Turchia e Siria nel 2023 e in Pakistan nel 1997. In Venezuela, l’ultimo grande terremoto risaliva al 1900 (magnitudo 7.7). Le operazioni di soccorso sono in corso, ma la complessità del territorio montuoso e la possibile liquefazione dei suoli complicano gli interventi. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio e le autorità stanno raccogliendo informazioni dalle aree più isolate.

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