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mercoledì 10 giugno 2026

Via libera negli Usa all'accordo Visa-Mastercard: 38 miliardi per i commercianti

Un giudice federale di Brooklyn ha concesso l'approvazione preliminare all'accordo da 38 miliardi di dollari tra Visa, Mastercard e oltre 12 milioni di commercianti statunitensi, che accusavano le reti di carte di credito di aver imposto commissioni eccessive per il processing dei pagamenti. La decisione, arrivata martedì, segna un passo decisivo dopo che un precedente accordo da 30 miliardi era stato respinto due anni fa per insufficienza. Il giudice Brian Cogan ha definito l'intesa "giusta, ragionevole e adeguata", aprendo la strada all'approvazione definitiva, nonostante l'opposizione di alcune associazioni di categoria come la National Retail Federation.

L'accordo prevede una riduzione delle commissioni di interchanges dello 0,1% per cinque anni, un taglio che secondo gli analisti di Bruxelles potrebbe avere ripercussioni anche in Europa, dove le commissioni sono già state limitate dal regolamento Ue del 2015. Tuttavia, l'impatto sul Vecchio continente resta indiretto: la sentenza americana potrebbe rafforzare la posizione dei commercianti europei nelle trattative con i circuiti di pagamento, spingendo per ulteriori riduzioni. Dall'ottica di Pechino, invece, l'accordo conferma la centralità del contenzioso antitrust come strumento di regolazione del mercato digitale, un modello che la Cina osserva con attenzione mentre sviluppa il proprio sistema di pagamenti elettronici.

Per l'Italia, la notizia arriva in un momento in cui il dibattito sulle commissioni sulle transazioni digitali è acceso: il governo ha recentemente introdotto misure per incentivare i pagamenti elettronici, ma le piccole imprese lamentano costi ancora elevati. L'intesa americana potrebbe fornire un precedente per future azioni collettive in Europa, anche se il quadro normativo Ue è già più stringente. Resta da vedere se l'approvazione finale, attesa nei prossimi mesi, porterà a una revisione delle pratiche commerciali su scala globale o se rimarrà un caso circoscritto agli Stati Uniti.

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mercoledì 10 giugno 2026

Via libera negli Usa all'accordo Visa-Mastercard: 38 miliardi per i commercianti

Un giudice federale di Brooklyn ha concesso l'approvazione preliminare all'accordo da 38 miliardi di dollari tra Visa, Mastercard e oltre 12 milioni di commercianti statunitensi, che accusavano le reti di carte di credito di aver imposto commissioni eccessive per il processing dei pagamenti. La decisione, arrivata martedì, segna un passo decisivo dopo che un precedente accordo da 30 miliardi era stato respinto due anni fa per insufficienza. Il giudice Brian Cogan ha definito l'intesa "giusta, ragionevole e adeguata", aprendo la strada all'approvazione definitiva, nonostante l'opposizione di alcune associazioni di categoria come la National Retail Federation.

L'accordo prevede una riduzione delle commissioni di interchanges dello 0,1% per cinque anni, un taglio che secondo gli analisti di Bruxelles potrebbe avere ripercussioni anche in Europa, dove le commissioni sono già state limitate dal regolamento Ue del 2015. Tuttavia, l'impatto sul Vecchio continente resta indiretto: la sentenza americana potrebbe rafforzare la posizione dei commercianti europei nelle trattative con i circuiti di pagamento, spingendo per ulteriori riduzioni. Dall'ottica di Pechino, invece, l'accordo conferma la centralità del contenzioso antitrust come strumento di regolazione del mercato digitale, un modello che la Cina osserva con attenzione mentre sviluppa il proprio sistema di pagamenti elettronici.

Per l'Italia, la notizia arriva in un momento in cui il dibattito sulle commissioni sulle transazioni digitali è acceso: il governo ha recentemente introdotto misure per incentivare i pagamenti elettronici, ma le piccole imprese lamentano costi ancora elevati. L'intesa americana potrebbe fornire un precedente per future azioni collettive in Europa, anche se il quadro normativo Ue è già più stringente. Resta da vedere se l'approvazione finale, attesa nei prossimi mesi, porterà a una revisione delle pratiche commerciali su scala globale o se rimarrà un caso circoscritto agli Stati Uniti.

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