
Sanzioni Usa a Cupet, la compagnia petrolifera cubana: nuove tensioni sull’energia
Washington congela i beni della Union Cuba-Petróleo e vieta le transazioni, mentre l’Avana denuncia un ‘rafforzamento del blocco’ e la crisi umanitaria si aggrava.
L’amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni contro la compagnia petrolifera statale cubana Union Cuba-Petróleo (Cupet), congelandone gli asset negli Stati Uniti e vietando ogni transazione finanziaria a cittadini e imprese americane. L’annuncio, dato giovedì dal segretario di Stato Marco Rubio, segna un’ulteriore escalation nella campagna di massima pressione contro l’Avana, già colpita dall’interruzione delle forniture di greggio dal Venezuela decisa a gennaio. Rubio ha motivato la misura sostenendo che “attività chiave della società furono espropriate illegalmente a proprietari americani anni fa” e accusando le élite comuniste di aver trasformato l’energia in “un’arma di controllo sociale e lucro cleptocratico”, distogliendo carburante dalla popolazione a favore del jet privato della famiglia Castro, delle forze di sicurezza e di alberghi turistici vuoti, mentre l’isola sprofondava in blackout e code interminabili ai distributori.
La reazione cubana non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez ha bollato le parole di Rubio come “menzogne usuali e volgari”, denunciando un ulteriore rafforzamento del “cerco economico ed energetico” imposto da Washington. Con toni insolitamente personali, Rodríguez ha attribuito l’iniziativa alle “ambizioni di conquista, aspirazioni presidenziali e sentimenti vendicativi” del segretario di Stato, espressione di una “claque elitista” che ne ha forgiato la carriera politica. Il presidente Miguel Díaz-Canel, a sua volta già colpito da sanzioni, ha promesso che la “resistenza” cubana non verrà piegata dall’aggressività statunitense. In questo clima, fonti vicine al governo caraibico hanno ricordato che l’assedio energetico ostacola anche la distribuzione di aiuti umanitari, con 170 container delle Nazioni Unite bloccati proprio a causa delle restrizioni.
L’impatto delle sanzioni rischia di aggravare una crisi energetica già drammatica. Cupet, che gestisce l’intera filiera — dall’estrazione di circa 40.000 barili al giorno, pari a due quinti del fabbisogno nazionale, alla raffinazione e alla distribuzione — rappresenta il cuore del sistema energetico dell’isola. La sua inclusione nella lista nera del Tesoro americano potrebbe frustrare ogni tentativo di accordo per rifornire il nascente settore privato cubano, in un momento in cui le proteste per i tagli alla corrente elettrica si moltiplicano. Secondo osservatori latinoamericani, la mossa di Washington mira deliberatamente a soffocare le residue speranze di riforma economica, spingendo il regime comunista verso un ulteriore irrigidimento politico e un sempre più marcato allineamento a regimi come Russia e Cina, già pronti a offrire alternative finanziarie ed energetiche.
Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, la spirale di tensione non è priva di conseguenze. Un collasso dell’economia cubana potrebbe alimentare flussi migratori verso le coste mediterranee, mentre l’inasprimento dello scontro tra Washington e L’Avana riduce gli spazi per una mediazione diplomatica che Bruxelles aveva timidamente tentato di costruire. Sebbene le sanzioni statunitensi siano unilateralmente decise, l’extraterritorialità di molte disposizioni coinvolge anche aziende europee che operano con Cuba. La scommessa di Rubio e di Trump è che la pressione massima possa accelerare un cambio di regime; ma la storia recente suggerisce che queste politiche consolidano il consenso interno attorno al partito unico, allontanando ogni prospettiva di transizione democratica.
| Stampa latinoamericana | −0.85 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.90 | aligned |
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
Le sanzioni statunitensi contro la compagnia petrolifera statale cubana intensificano l'assedio economico. L'Avana condanna le misure come un'aggressione dettata da ambizioni personali e da menzogne sulle espropriazioni. Si tratta di un ennesimo atto di guerra economica contro un popolo che resiste.
Le sanzioni colpiscono un regime comunista in declino che per decenni ha minacciato la sicurezza americana. La dittatura si sta sgretolando e queste misure accelerano il suo crollo. È un momento di giustizia contro un nemico che ha oppresso il popolo cubano.
La mossa americana è parte di una partita a scacchi per strangolare il regime castrista. Le élite comuniste sono accusate di usare l'energia come arma di controllo e profitto. La sanzione prosegue una strategia di pressione che punta a far vacillare il governo dell'Avana.
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