
I droni ucraini colpiscono la spina dorsale dell’e-commerce russo: fuori uso l’8% della capacità logistica di Wildberries
Dal 18 luglio attacchi sistematici hanno distrutto merci per miliardi di dollari, ucciso lavoratori e innescato una crisi assicurativa che minaccia centinaia di migliaia di piccoli imprenditori.
Dal 18 luglio 2026, una campagna di attacchi con droni ucraini ha preso di mira i centri logistici di Wildberries, il più grande marketplace online russo, spesso paragonato ad Amazon. L’offensiva ha messo fuori servizio almeno 444.000 metri quadrati di magazzini, pari all’8% della capacità logistica complessiva della società, con un danno diretto stimato in non meno di 50-60 miliardi di rubli. Le merci di centinaia di migliaia di venditori terzi, in gran parte piccole e medie imprese, sono andate distrutte: secondo stime di analisti di mercato, il valore dei beni persi nei soli magazzini di Mosca e Tambov potrebbe raggiungere i 2,9 miliardi di dollari.
La dinamica degli attacchi sfrutta la concentrazione delle merci in grandi capannoni dove imballaggi di cartone, plastica e legno favoriscono la rapida propagazione degli incendi innescati dai droni esplosivi. La fondatrice Tatiana Kim, la donna più ricca di Russia, ha dichiarato che gli attacchi costituiscono causa di forza maggiore e che, per legge, le perdite non sono risarcibili. Tuttavia, la società ha già erogato due tranche di compensazioni volontarie, la seconda delle quali ha raggiunto quasi 100.000 venditori, e ha introdotto sconti e moratorie sui crediti. Kim ha inoltre annunciato che con il governo russo è in fase di definizione un sistema di sostegno onnicomprensivo per tutti gli imprenditori colpiti.
La crisi ha messo a nudo una falla strutturale: i magazzini di Wildberries sono assicurati, ma le polizze standard escludono terrorismo e attacchi di droni, e il mercato assicurativo russo non è più in grado di offrire copertura per rischi divenuti ormai sistematici. L’Unione Russa del Commercio Elettronico ha proposto di obbligare i marketplace a stipulare assicurazioni per le merci dei venditori o a istituire fondi di compensazione, mentre la stessa Wildberries ha avviato una profonda ristrutturazione logistica, affittando nuovi spazi in Russia e all’estero e valutando di spostare parte dei venditori verso un modello in cui le merci restano nei magazzini dei singoli imprenditori.
L’impatto travalica i confini russi. Secondo Kim, gli attacchi hanno causato perdite miliardarie anche a imprenditori di Kirghizistan, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Uzbekistan e Cina, che operano sulla piattaforma. Sul fronte finanziario, un dirigente dell’azienda ucraina di armamenti Fire Point ha esplicitamente collegato l’offensiva all’obiettivo di provocare il collasso del sistema bancario russo, dato che Wildberries è uno dei maggiori debitori del paese, in particolare verso la banca statale VTB. La piattaforma, insieme al concorrente Ozon, genera un’attività economica pari a circa l’8,5% del PIL russo e sostiene oltre quattro milioni di posti di lavoro.
Mentre gli attacchi continuano – l’ultimo ha colpito un magazzino a Volgograd nella notte tra giovedì e venerdì – l’attenzione è ora rivolta all’annuncio, atteso nei prossimi giorni, del pacchetto di misure governative di sostegno ai venditori. Parallelamente, Wildberries proseguirà gli incontri diretti con gli imprenditori nelle regioni più colpite per affrontare le criticità operative e definire un piano di riassetto che, nelle parole di Kim, richiederà a tutto il tessuto imprenditoriale russo di «adattarsi e trasformarsi».
| Stampa russa e CSI | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
| Stampa europea continentale | −0.50 | critical |
Noi, Wildberries e Russia, denunciamo gli attacchi ucraini come terrorismo. La forza maggiore ci solleva dalla responsabilità legale; ogni compensazione è un gesto volontario di buona volontà.
Etichettando gli attacchi come terrorismo e sottolineando la compensazione volontaria, la narrazione sposta la colpa sull'Ucraina e presenta Kim come benevola, minimizzando la modifica del contratto.
Viene omesso il fatto che Wildberries ha modificato la sua offerta ai venditori pochi giorni prima degli attacchi per limitare la responsabilità.
Ucraina e analisti strategici: colpire la logistica di Wildberries è un'azione militare legittima per interrompere l'economia di guerra e le catene di approvvigionamento russe. La questione dei risarcimenti è secondaria.
Fornendo un contesto strategico e concentrandosi sulla logica militare, gli attacchi vengono normalizzati come parte della guerra, piuttosto che come terrorismo contro i civili.
Vengono omessi i dettagli legali sulla forza maggiore e la sofferenza dei singoli venditori.
Osservatori europei e piccole imprese colpite: gli attacchi rivelano la fragilità dell'e-commerce russo e il peso ingiusto sugli imprenditori. L'argomento della forza maggiore di Kim è una copertura per l'irresponsabilità aziendale, lasciando che venditori e Stato sopportino i costi.
Concentrandosi sul danno economico e sulla difficile situazione dei piccoli venditori, la narrazione crea una cornice di crisi umanitaria ed economica, minando la difesa legalistica di Kim.
Vengono omessi gli sforzi di compensazione volontaria di Wildberries e l'inquadramento degli attacchi come terrorismo.
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