
Incendi in Europa: il mega-rogo in Gironda è sotto controllo, ma nuovi focolai divampano in Var e in Grecia
Oltre 220mila evacuati in Francia rientrano a casa, mentre in Grecia si contano tre vigili del fuoco morti e in Spagna si indaga per dolo.
Il più vasto incendio boschivo che la Francia abbia conosciuto dal 1949, divampato una settimana fa in una pineta della Gironda, vicino a Bordeaux, è stato dichiarato sotto controllo nella giornata di sabato. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno Laurent Nunez, precisando che il fronte non avanza più, sebbene permangano focolai attivi in alcune aree. Le fiamme hanno divorato 42mila ettari di foresta – una superficie quattro volte più estesa di Parigi – e distrutto circa 240 abitazioni. La prefetta della Gironda, Sophie Brocas, ha confermato che la maggior parte delle 220mila persone evacuate ha già potuto fare ritorno a casa, anche se per alcuni residenti l’attesa si prolungherà fino al completo spegnimento dei punti ancora caldi. Secondo quanto riferito dagli abitanti, l’incendio sarebbe stato innescato accidentalmente da una scintilla prodotta da un macchinario per la pulizia del sottobosco.
Mentre la Gironda tira un sospiro di sollievo, nel dipartimento del Var, nel sud-est del Paese, un incendio che si riteneva domato da tre giorni è riesploso con violenza nella notte tra venerdì e sabato, alimentato dal mistral. In poche ore le fiamme hanno percorso 1.250 ettari, costringendo all’evacuazione notturna di circa 2.500 persone. Il prefetto Simon Babre ha descritto l’avanzata del fuoco come «più rapida di un cavallo al galoppo». I vigili del fuoco, supportati da rinforzi, sono riusciti a contenere il fronte durante la notte, ma la situazione resta critica a causa del previsto rinforzo dei venti.
In Grecia, centinaia di pompieri sono impegnati a proteggere la località turistica di Porto Germeno, sul golfo di Corinto, dove raffiche di vento di burrasca hanno spinto le fiamme fino alla costa. Circa 300 persone sono state evacuate via mare dalla vicina Agios Vasileios, mentre altre dodici sono state tratte in salvo dalle motovedette della guardia costiera. Il bilancio degli incendi nel Paese si aggrava con la morte di almeno tre vigili del fuoco durante le operazioni di spegnimento, un dato che le autorità locali hanno confermato senza fornire ulteriori dettagli.
In Spagna, due giorni dopo la fine dello stato di emergenza nazionale, la situazione resta tesa. Nella provincia di Zamora un rogo che ha devastato circa 11mila ettari è migliorato tanto da consentire la riapertura di quattordici centri evacuati, mentre nella provincia di Castellón l’incendio della Vall d’Uixo, che ha bruciato quasi 10mila ettari, è stato stabilizzato dopo sette giorni. La polizia sospetta un’origine dolosa, avendo individuato due distinti punti di innesco. Nuovi focolai sono intanto comparsi nella provincia di León. Complessivamente, in Francia la superficie percorsa dal fuoco nel 2026 ha raggiunto i 92mila ettari, il dato più alto degli ultimi vent’anni secondo il sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS).
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
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| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
L'incendio più grande dal 1949 è stato domato. Il ministro dell'interno lo dichiara ufficialmente. Non c'è ragione di temere una catastrofe.
Fidandosi esclusivamente della dichiarazione del ministro e omettendo dettagli critici sulle evacuazioni o sui danni, la notizia viene presentata come risolta.
Le evacuazioni di massa di quasi 200.000 persone non vengono menzionate, così come il contesto più ampio degli incendi in Europa.
L'Europa è sotto assedio dal fuoco. In Francia, l'evacuazione di 200.000 persone mostra la gravità della situazione. I vigili del fuoco lottano contro venti fortissimi in Grecia. L'emergenza climatica è evidente.
Collegando l’incendio francese a quelli in Grecia e Spagna e mettendo in risalto le evacuazioni di massa, si costruisce l’immagine di un’Europa in fiamme, non di un singolo evento controllato.
Il fatto che l’incendio in Francia sia il più grande dal 1949 viene omesso, così come le dichiarazioni del ministro sullo stato di controllo.
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