
Xi Jinping attacca il riarmo giapponese: scontro con Trump su Tokyo
Il leader cinese ha denunciato la 'rinascita del militarismo' in Giappone durante il summit di Pechino, sorprendendo la delegazione Usa. Trump ha subito convocato la premier Takaichi per rassicurarla.
L'inasprimento dei toni tra Pechino e Tokyo ha trovato una platea inedita nel recente vertice bilaterale con Washington. Secondo fonti diplomatiche, il presidente cinese Xi Jinping si è scagliato con inusitata veemenza contro il programma di riarmo del Giappone, guidato dalla premier Sanae Takaichi, definendolo un «ritorno al neomilitarismo» [A3]. L'attacco, che ha colto di sorpresa i funzionari americani, ha rappresentato il momento di massima tensione dell'incontro [A1]. Una reazione che rivela quanto la questione giapponese sia ormai un nervo scoperto per la leadership cinese, decisa a impedire qualsiasi alterazione degli equilibri regionali ereditati dal secondo dopoguerra.
Le ragioni della frustrazione di Xi affondano in un crescendo di mosse considerate da Pechino come provocazioni. A novembre, la stessa Takaichi aveva ventilato la possibilità di dispiegare forze di autodifesa a sostegno degli Stati Uniti in caso di attacco cinese a Taiwan, dichiarazioni interpretate a Beijing come una sfida diretta all'ordine internazionale [A2]. Non è un caso che anche da Mosca, seppur con accenti diversi, si levi una critica convergente: dal 2022, con l'invasione russa dell'Ucraina, il Giappone ha imposto sanzioni severe e congelato ogni negoziato per un trattato di pace, spingendo il Cremlino a bollare Tokyo come «ostile». La sintonia tra Cina e Russia nel puntare il dito contro il riarmo giapponese disegna così un allineamento strategico che va oltre la retorica [A2].
Di fronte all'ira di Xi, il presidente Donald Trump ha scelto la via del sostegno esplicito a Tokyo. Subito dopo il summit, a bordo dell'aereo presidenziale, ha telefonato alla Takaichi per confermare la solidità dell'alleanza nippo-americana [A3]. Un gesto che, secondo analisti europei, va letto non solo come rassicurazione verso un alleato chiave, ma anche come segnale a Pechino sulla determinazione di Washington a non negoziare l'architettura di sicurezza del Pacifico. Per l'Italia e l'Europa, che osservano con apprensione la competizione strategica nell'Indo-Pacifico, il rafforzamento dell'asse Tokyo-Washington rappresenta un fattore di stabilità, ma al tempo stesso rischia di accelerare la polarizzazione in blocchi contrapposti, con ripercussioni sulle catene commerciali e sulla sicurezza collettiva.
La vicenda mostra come il dossier giapponese si stia trasformando in un terreno di scontro simbolico tra diverse visioni dell'ordine mondiale. Mentre Tokyo rivendica il diritto a una difesa autonoma di fronte alle minacce regionali, Pechino e Mosca vi leggono il fantasma di un revanscismo militarista che evoca spettri storici ancora irrisolti. Il prossimo banco di prova saranno i consessi multilaterali, a partire dal G7, dove il governo Takaichi cercherà di consolidare il sostegno occidentale, nella consapevolezza che la partita per la sicurezza asiatica si gioca ormai tanto nei vertici a porte chiuse quanto nella capacità di costruire narrative condivise.
| Stampa latinoamericana | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.50 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.40 | critical |
La stampa latinoamericana progressista sottolinea la veemenza di Xi Jinping nel criticare il riarmo giapponese durante il vertice con Trump, dipingendo il Giappone come una minaccia militarista. L'incontro è descritto come un duro confronto in cui la Cina difende la pace regionale contro l'espansionismo nipponico.
I media russi di stato riportano che Xi Jinping ha alzato la voce con Trump sulla militarizzazione giapponese, citando il record di spesa per la difesa di Tokyo. Trump ha invece elogiato la premier giapponese, mostrando divergenze tra USA e Cina. La narrazione enfatizza la crescente tensione tra le potenze e il riemergere del militarismo giapponese.
La stampa indiana e sudasiatica inquadra la disputa nel contesto delle rivalità regionali, menzionando anche la posizione russa. Viene sottolineato come le critiche di Xi al Giappone siano legate alle dichiarazioni di Tokyo su Taiwan, viste come una sfida all'ordine postbellico. L'analisi è più distaccata, con focus sulle implicazioni strategiche per l'Asia.
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