
Zelensky accusa Mosca di passare a Teheran immagini satellitari per colpire basi americane
Il leader ucraino denuncia una correlazione tra la sorveglianza russa nel Golfo e gli attacchi iraniani, mentre a Washington si registrano segnali contraddittori.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato sabato che i servizi di Kiev hanno registrato una sorveglianza satellitare russa attiva sugli Stati del Golfo e sulle installazioni militari statunitensi presenti nell’area, immagini che «successivamente compaiono in Iran». In un messaggio su X, Zelensky ha affermato che esiste «una chiara correlazione» tra le riprese effettuate dai satelliti di Mosca e gli attacchi iraniani, utilizzate sia nella fase di preparazione sia in quella successiva di valutazione dei danni. Secondo il presidente, soltanto il 19 e 20 luglio quattro basi aeree sono rientrate nell’area di interesse dei satelliti russi: due in Bahrein, una in Giordania e una in Kuwait.
L’accusa non è isolata. Un rapporto dell’intelligence ucraina visionato da Reuters già ad aprile indicava che i satelliti russi avevano condotto decine di scansioni fotografiche dettagliate di strutture militari e siti sensibili in tutto il Medio Oriente per assistere l’Iran nel colpire forze americane e altri obiettivi. Il documento, non datato, registrava almeno 24 rilevamenti su 46 obiettivi in undici Paesi tra il 21 e il 31 marzo, e nei giorni successivi basi e comandi militari sarebbero stati colpiti da missili balistici e droni iraniani. Fonti statunitensi avevano già confermato a CBS News, a sei giorni dall’inizio delle ostilità, che la Russia stava fornendo intelligence all’Iran sulle posizioni americane.
La denuncia di Zelensky arriva in un momento di divisioni pubbliche all’interno dell’amministrazione statunitense. Durante un’audizione al Congresso, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha riconosciuto un «allineamento tra avversari» e ha affermato che sia la Russia sia la Cina stanno, a diversi livelli, «agevolando alcune delle cose che l’Iran sta facendo». Pochi giorni dopo, però, il presidente Trump ha smentito il suo ministro, scrivendo su Truth Social di non credere che i due Paesi stiano assistendo Teheran e di aver ricevuto rassicurazioni in tal senso da Xi Jinping e Vladimir Putin.
Il dossier resta aperto. Zelensky ha annunciato che istruirà i propri servizi affinché condividano con i partner le informazioni sul «rinnovato sostegno della Russia al regime iraniano». Dal canto suo, il ministero degli Esteri iraniano ha confermato che un’imbarcazione colpita nel mar Caspio da forze ucraine era di bandiera iraniana, definendo l’attacco un’aggressione, ma ha descritto il natante come commerciale. Mosca, al momento, non ha commentato le accuse di Kiev.
| Stampa iraniana e affini | −0.40 | critical |
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| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
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L'accusa di Zelensky viene respinta come mera propaganda occidentale. L'Iran possiede capacità militari autonome e non necessita di aiuti russi. La denuncia serve solo a coprire i fallimenti americani in Medio Oriente.
L'accusa di Zelensky viene vista come un fattore di instabilità regionale. I paesi del Golfo temono un'escalation che danneggi i mercati petroliferi e la sicurezza. Si predica cautela e de-escalation.
L'accusa di Zelensky è presa sul serio come prova della collusione tra Russia e Iran. Gli Stati Uniti devono rispondere alla minaccia diretta contro le loro basi. Si sottolinea la necessità di una reazione decisa.
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