
Addio a Jennifer Finch, bassista delle L7 e icona del grunge al femminile
La musicista, 59 anni, è morta pochi giorni dopo l’annuncio di un tumore cerebrale aggressivo, mentre la band si preparava al tour d’addio.
Jennifer Finch, bassista e co-fondatrice della band statunitense L7, è morta il 18 luglio all’età di 59 anni. La notizia è stata diffusa dai familiari attraverso i canali social del gruppo, senza precisare la causa del decesso. Pochi giorni prima, secondo quanto riportato dalla stampa svedese e russa, la stessa Finch aveva reso pubblica la diagnosi di un tumore cerebrale aggressivo, contro il quale i trattamenti convenzionali non avevano sortito l’effetto sperato. Una campagna di raccolta fondi lanciata per sostenere le cure aveva raggiunto l’obiettivo, ma le complicazioni sono sopraggiunte rapidamente.
Nata a Los Angeles nel 1966, Finch era entrata nelle L7 nel 1986, due anni dopo la fondazione del gruppo da parte delle chitarriste Donita Sparks e Suzi Gardner. Con la formazione a quattro, completata dalla batterista Demetra Plakas, la band divenne uno dei volti più riconoscibili della scena grunge e del rock alternativo dei primi anni Novanta, spesso accostata dalla critica musicale nordeuropea al movimento femminista riot grrrl. L’album Bricks Are Heavy (1992), prodotto da Butch Vig, contiene brani come Pretend We’re Dead e Shitlist, che scalarono le classifiche alternative statunitensi e consolidarono la reputazione internazionale del quartetto. Finch, che aveva lasciato il gruppo nel 1996 per poi rientrare in occasione della reunion del 2014, era anche fotografa e documentarista della scena punk di Los Angeles.
La scomparsa arriva mentre le L7 si preparavano al tour di addio “The Last Hurrah”, in programma negli Stati Uniti nell’autunno 2025. Secondo quanto riferito dai media russi, dopo la diagnosi Finch aveva chiesto alle compagne di portare avanti il progetto senza di lei. La decisione di onorare quel desiderio è stata confermata dalla band, che ha espresso l’intenzione di trasformare i concerti in un omaggio alla musicista scomparsa.
Poche settimane prima della morte, a maggio 2025, Finch era stata in Brasile per una serie di esibizioni con le L7 e i Garbage, toccando San Paolo, Rio de Janeiro e Curitiba. In un messaggio pubblicato sui social e ripreso dalla stampa brasiliana, la bassista aveva celebrato con toni intensi la risposta del pubblico: «C’è qualcosa in Brasile che è diverso. Forse è l’aria, forse sono le persone, forse è il modo in cui la platea sembra un unico cuore quando le luci si spengono e parte il primo riff». Parole che oggi, alla luce della sua scomparsa, assumono il valore di un testamento artistico e umano. Il tour d’addio, che si aprirà in autunno, sarà il primo capitolo della storia delle L7 senza la sua bassista.
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La notizia della morte di Jennifer Finch viene riportata in modo asciutto, concentrandosi su dettagli biografici e lascito musicale.
La figura di Jennifer Finch viene ricordata con sobria partecipazione, sottolineando il contributo al movimento grunge e l'impatto sulle generazioni successive.
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