
Australia, crollano i partecipanti alle aste: case più economiche ma acquirenti paralizzati
Con i tassi elevati e previsioni di ulteriori ribassi, i potenziali compratori disertano le ispezioni e le aste, mentre cresce l'interesse per l'acquisto condiviso tra amici come via d'accesso al mattone.
Il numero medio di offerenti attivi per asta immobiliare in Australia è sceso sotto la soglia di due, rispetto a una media di circa tre nell'ultimo anno, secondo i dati della rete di agenzie Ray White. Anche le visite alle case in vendita sono calate a una media di due potenziali acquirenti, contro le tre o quattro dei mercati più vivaci. I tassi di vendita all'asta restano da settimane al di sotto del 60%, livello considerato di equilibrio tra domanda e offerta. È un mercato che favorisce nettamente gli acquirenti, eppure questi ultimi latitano.
La ragione principale è la paura di pagare troppo in un contesto di prezzi in discesa. La banca NAB ha rivisto al ribasso le proprie stime, prevedendo ora un calo del 5% dei prezzi delle abitazioni nelle capitali australiane quest'anno, più del doppio rispetto alla precedente previsione del 2%, con flessioni dal picco al minimo di circa il 10% a Melbourne e Sydney. «La gente ha paura che i prezzi continuino a scendere», spiega Nerida Conisbee, capo economista di Ray White. «Di solito non si vede molta attività quando i prezzi calano. Quando iniziano a riprendersi, allora tutti si buttano». A questo si aggiungono i tassi d'interesse elevati e l'incertezza sul trattamento fiscale degli investimenti immobiliari.
Cate Bakos, avvocato degli acquirenti e presidente di Property Investment Professionals of Australia, descrive un atteggiamento di «mentalità da gregge»: «Sono così paurosi. Stanno seduti ad aspettare, e poi si lamentano quando il mercato torna a favore dei venditori». Bakos racconta di acquistare spesso immobili dopo l'asta, senza concorrenza, o al massimo con un altro contendente. In un clima del genere, la «prova sociale» gioca a sfavore: se nessuno rilancia, i presenti pensano che ci sia qualcosa di sbagliato nell'immobile, anche quando non è così.
In questo scenario di stallo, prende piede una soluzione alternativa: l'acquisto condiviso tra amici. Un sondaggio del 2024 ha rilevato che oltre la metà degli australiani prenderebbe in considerazione l'idea di comprare casa con un amico o un fratello, ma solo il 4% lo ha effettivamente fatto. Eppure, Deanna Lastrina, avvocato specializzato in diritto immobiliare presso Nest Legal, segnala un'impennata di richieste per accordi di comproprietà negli ultimi otto mesi. «Le persone vogliono un accesso accelerato al mercato, particolarmente difficile per i primi acquirenti senza l'aiuto dei genitori», afferma. Lastrina raccomanda la struttura della "tenancy in common", che consente quote distinte e la libertà di vendere o lasciare in eredità la propria parte, e insiste sulla necessità di un accordo scritto che regoli contributi, mutui, ristrutturazioni e l'eventuale uscita di un comproprietario.
L'esperienza di Karli e Mark, due amici che convivevano in affitto e hanno acquistato insieme una casa nel maggio 2024 dopo quattro aste, dimostra che il modello può funzionare. Hanno optato per una divisione al 50% delle spese, con mutui separati e conti di compensazione individuali, una soluzione offerta all'epoca da solo due banche. Mentre il mercato tradizionale resta bloccato dall'attesa di un ulteriore ribasso o di un taglio dei tassi, la comproprietà si profila come una via pragmatica per superare la paralisi e trasformare un mercato favorevole agli acquirenti in un'opportunità reale.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.30 | critical |
Il mercato è paralizzato dalla paura; gli acquirenti sono bloccati dall'incertezza e il governo paga il prezzo di una flessione immobiliare che non può controllare.
Accostando storie personali di acquirenti a dati macroeconomici, il racconto rende la tendenza macroeconomica immediata e personale, rafforzando la sensazione di crisi diffusa.
Il mercato immobiliare marocchino è congelato in uno stallo illogico: i venditori rifiutano di abbassare i prezzi nonostante il crollo della domanda, creando un'impasse che spinge gli acquirenti a cercare altrove.
Ripetendo il paradosso (vendite in calo, prezzi stabili) senza spiegarlo, il racconto suggerisce l'irrazionalità del mercato e invita allo scetticismo.
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