
Bharathiraja, il regista che rivoluzionò il cinema tamil, muore a 84 anni
Il cinema indiano perde una delle sue figure più iconiche: Bharathiraja, regista e attore noto come 'Iyakkunar Imayam' (la vetta dei registi), si è spento mercoledì a Chennai all'età di 84 anni, dopo un periodo di malattia aggravato dal lutto per la scomparsa del figlio Manoj nel 2025. La notizia ha suscitato un'ondata di commozione in tutto il subcontinente, con il governo del Tamil Nadu che ha annunciato funerali di Stato. Per l'Italia e l'Europa, la sua scomparsa richiama l'attenzione su un cinema lontano ma capace di influenzare registi e festival internazionali, grazie a uno stile che ha portato la vita rurale tamil sugli schermi di tutto il mondo.
Bharathiraja ha segnato una svolta epocale: con il suo esordio '16 Vayathinile' (1977), girato con un budget risicato e interpretato da giovani allora sconosciuti come Kamal Haasan, Rajinikanth e Sridevi, ha spostato la cinepresa dagli studi di posa ai paesaggi autentici delle campagne. Secondo gli analisti di Chennai, il suo realismo ha rivoluzionato il linguaggio cinematografico tamil, introducendo dialoghi in dialetto e personaggi popolari che hanno rotto gli schemi del cinema commerciale. La sua capacità di raccontare storie semplici con profondità umana gli è valsa sei National Film Awards e il Padma Shri, la quarta più alta onorificenza civile indiana.
Ma la sua influenza non si è limitata alla regia: a partire dagli anni Duemila, Bharathiraja ha riscoperto una seconda carriera come attore, diventando un volto familiare in pellicole di successo come 'Aayutha Ezhuthu' di Mani Ratnam. Da temuto gangster a nonno affettuoso, ha dimostrato una versatilità che ha sorpreso critica e pubblico. Secondo l'ottica di Mumbai, la sua morte segna la fine di un'era per il cinema indiano, ma il suo lascito vive nei registi che hanno abbracciato il suo approccio naturalistico. Per l'Occidente, la sua opera rappresenta un ponte verso una cultura cinematografica spesso trascurata, capace di dialogare con le correnti neorealiste europee.
Guardando al futuro, il vuoto lasciato da Bharathiraja sarà difficile da colmare. Il cinema tamil, oggi sempre più globalizzato e orientato al mercato, rischia di perdere quel legame con le radici che lui aveva saputo preservare. Tuttavia, la sua eredità artistica – fatta di film che continuano a essere studiati e amati – rimane un punto di riferimento per le nuove generazioni di cineasti, in India e oltre. Come ha osservato l'attrice Sakshi Agarwal, 'ha cambiato il linguaggio del cinema tamil', e quella lingua continuerà a parlare attraverso le sue opere immortali.
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La morte di Bharathiraja lascia un vuoto profondo nel cinema indiano. Pioniere del cinema tamil, ha portato al centro della scena narrazioni rurali autentiche e ha formato generazioni di attori e tecnici. La sua eredità di tesoro nazionale va preservata con urgenza.
Le comunità della diaspora indiana nel Golfo piangono l'iconico regista Bharathiraja. I suoi film erano molto popolari tra gli espatriati, riflettendo radici culturali condivise. La perdita è riconosciuta con rispetto, anche se la copertura rimane misurata e incentrata sull'impatto più ampio.
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