
Costa Rica: catturato il superlatitante “Diablo”, caccia al narcos durata un decennio
Alejandro Arias Monge, il criminale più ricercato del Paese e oggetto di una taglia statunitense da 500mila dollari, è stato arrestato dopo una sparatoria.
Le autorità giudiziarie costaricane hanno arrestato venerdì Alejandro Arias Monge, 41 anni, noto con l’alias di “Diablo” e considerato il fuggitivo più ricercato del Paese. L’operazione, condotta dall’Organismo di Investigazione Giudiziaria (OIJ) in una casa isolata nel cantone di Sarapiquí, a nordest di San José, si è conclusa dopo un’ora di scontri a fuoco. Secondo il direttore dell’OIJ Michael Soto, citato da El Universal, cinque agenti sono rimasti feriti, uno in modo grave, mentre un presunto complice, Roney Ríos Oconitrillo (alias “Coco Guácimo”), è stato ucciso. Un altro sospettato, Jonathan Pérez Méndez (alias “Tan”), è stato catturato insieme ad Arias. La CBS News riferisce di sei agenti feriti, ma la maggior parte delle fonti – tra cui El Universal, El Espectador e Il Post – indica cinque feriti.
Arias Monge era ricercato dagli Stati Uniti, che avevano offerto una ricompensa di 500mila dollari per informazioni utili alla sua cattura. L’ambasciata statunitense a San José ha celebrato l’arresto definendo Arias “il leader di una violenta organizzazione criminale transnazionale e il fuggitivo più ricercato della Costa Rica”, con mandati di arresto per narcotraffico, omicidio aggravato, rapina e riciclaggio. Secondo la Drug Enforcement Administration (DEA), la sua rete operava in tutte e sette le province costaricane e trasportava cocaina dalla Colombia attraverso Nicaragua, Honduras, Guatemala e Messico fino agli Stati Uniti. La DEA ha inoltre riferito che il gruppo utilizzava i social media per diffondere immagini violente di omicidi al fine di intimidire la popolazione locale.
Secondo i media locali, Arias era latitante dal 2016 e si ritiene responsabile di un centinaio di omicidi. Le autorità costaricane sospettano che si sia nascosto per un periodo in Nicaragua. Durante l’operazione sono state sequestrate armi da fuoco di alto calibro, tra cui fucili AK-47, pistole e droni usati per monitorare i movimenti della polizia. La presidente costaricana Laura Fernández ha sottolineato la necessità di un “lavoro congiunto” tra i corpi di polizia, nonostante le tensioni con il potere giudiziario per i tagli al bilancio.
Arias Monge dovrà ora attendere l’apertura del processo per i reati contestati in Costa Rica. Le autorità hanno indicato che potrebbe essere soggetto a estradizione verso gli Stati Uniti, dove è accusato di cospirazione per il trasporto di cocaina. L’arresto segna un punto di svolta nella lotta al narcotraffico in un Paese che, secondo El Espectador, ha visto la propria sicurezza deteriorarsi: nel 2025 il tasso di omicidi ha raggiunto 16,8 ogni 100mila abitanti.
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| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
La cattura di 'Diablo' viene presentata come un successo delle forze di sicurezza locali, sottolineando la cooperazione internazionale ma mettendo in primo piano il ruolo degli investigatori costaricani.
La cattura viene inquadrata nel contesto della guerra globale alla droga, con attenzione alle implicazioni per la sicurezza regionale e il ruolo degli Stati Uniti nel supporto alle operazioni antinarcotici.
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