
Dati sensibili di utenti Claude finiti su Google: un errore di configurazione ha esposto conversazioni e artefatti
Una falla nella configurazione del robots.txt ha permesso l'indicizzazione di migliaia di link pubblici, rivelando chiavi crittografiche, documenti sanitari e codici aziendali.
Un utente di Reddit ha scoperto che digitando site:claude.ai/share su Google era possibile accedere a migliaia di conversazioni pubbliche di altri utenti del chatbot Claude, sviluppato da Anthropic. Come riportato da TechNews, tra i dati emersi sono state trovate chiavi private di criptovalute, codici API, documenti sanitari, curricula e, in alcuni casi, informazioni riconducibili a identità reali grazie al nome dell'autore. Il giorno successivo, la stessa tecnica ha permesso di individuare anche gli artefatti (documenti, app, codice) pubblicati separatamente.
La causa principale dell'esposizione risiede in un errore nella configurazione del file robots.txt del sito claude.ai per la directory /share/*. Secondo la ricostruzione, tale directory era bloccata ai crawler (Disallow), ma al suo interno era presente l'istruzione X-Robots-Tag: none, che avrebbe dovuto impedire l'indicizzazione. Tuttavia, poiché i motori di ricerca non potevano accedere alla pagina a causa del blocco, non leggevano neppure l'istruzione di non indicizzare. Google ha quindi continuato a mostrare i link, basandosi su riferimenti esterni. Anthropic ha rimosso i risultati da Google, ma Bing e Brave li conservano ancora. Per quanto riguarda gli artefatti, sono apparsi anch'essi nei risultati, sebbene con una configurazione diversa.
Non è la prima volta che si verifica un evento simile. Nell'ultimo anno si sono registrati almeno quattro episodi analoghi, coinvolgendo chatbot di diverse aziende: ChatGPT, Grok di xAI e lo stesso Claude in una precedente occasione. Il consulente IT Daniel J Glover, citato da TechNews, sottolinea che condividere un link equivale a pubblicare i dati: se il link finisce in un canale pubblico, può essere indicizzato. Per gli utenti, Anthropic e OpenAI offrono impostazioni per revocare i link condivisi e attivare modalità temporanee che non alimentano la cronologia, come spiegato in una guida di Khaleej Times. Le aziende sono invitate a verificare i propri link pubblici e a controllare che le direttive robots.txt non siano in conflitto con i tag di indicizzazione.
Il prossimo passo atteso è l'aggiornamento delle politiche di condivisione da parte di Anthropic e degli altri provider, mentre gli utenti possono già disattivare i link esistenti e utilizzare chat temporanee per informazioni sensibili.
| Stampa del Golfo arabo | −0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa cinese | −0.70 | critical |
La stampa del Golfo inquadra l'incidente di privacy di Claude come un ammonimento sulla responsabilità dell'utente. Sottolinea che un semplice tocco sul pulsante di condivisione può esporre dati sensibili e offre consigli pratici per verificare e proteggere le proprie conversazioni. Il tono è istruttivo e misurato, concentrandosi sulle azioni dell'utente anziché incolpare l'azienda.
I media cinesi descrivono la fuga di dati di Claude come un grave errore tecnico, sottolineando come l'errore nel robots.txt di Anthropic abbia permesso a Google di indicizzare conversazioni, chiavi private e dati medici degli utenti. Il resoconto evidenzia la gravità, menzionando chiavi crittografiche e fughe di identità, ed esprime preoccupazione per l'indicizzazione persistente su Bing e Brave. Il tono è allarmista e accusatorio.
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