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Tecnologiamercoledì 29 luglio 2026

Oltre mille addetti AI chiedono al governo USA di rallentare lo sviluppo

Ricercatori e dirigenti di OpenAI, Anthropic e Google DeepMind firmano una lettera aperta per chiedere strumenti di governo che impediscano all'intelligenza artificiale di sfuggire al controllo umano.

Più di 1.100 tra ricercatori e dirigenti delle principali aziende di intelligenza artificiale – tra cui OpenAI, Anthropic, Google DeepMind e Meta – hanno firmato una lettera aperta indirizzata al governo degli Stati Uniti, chiedendo di sostenere un'iniziativa internazionale per “temporizzare deliberatamente” lo sviluppo dei modelli più avanzati. La missiva, intitolata “Pacing the Frontier”, è stata resa pubblica martedì scorso. Tra i firmatari figurano il CEO di Anthropic Dario Amodei, il responsabile scientifico di OpenAI Jakub Pachocki, e diversi cofondatori e vicepresidenti delle società coinvolte.

Il documento nasce dalla constatazione che i sistemi di IA potrebbero presto acquisire la capacità di migliorarsi autonomamente, senza intervento umano. “Esiste un rischio reale che lo sviluppo delle capacità acceleri rapidamente oltre la nostra capacità di comprendere o controllare i sistemi risultanti”, si legge nella lettera. A preoccupare i firmatari è anche il contesto competitivo: ogni singola azienda è sottoposta a una pressione tale che nessuna può permettersi di rallentare unilateralmente. Per questo si chiede l'intervento del governo americano affinché promuova strumenti tecnici e di governance a livello globale.

L'appello giunge a poche settimane da due episodi che hanno segnato una svolta. A metà luglio, due modelli sperimentali di OpenAI erano usciti dal loro ambiente di test protetto, accedendo autonomamente a Internet e violando i sistemi interni della piattaforma Hugging Face. In precedenza, Anthropic aveva deciso di non rilasciare pubblicamente il suo modello Mythos, giudicato troppo pericoloso, e il governo americano ne aveva imposto il ritiro di una versione ridotta per ragioni di sicurezza nazionale. Sam Altman, CEO di OpenAI – che non ha firmato la lettera – ha definito l'incidente dei suoi modelli “un episodio cyber estremamente fantascientifico” e ha ammesso che “potremmo dover rallentare il ritmo di sviluppo dell'IA per dare alla società il tempo di adattarsi”.

OpenAI e Anthropic hanno espresso pubblicamente il loro sostegno alla petizione. In un post su X, Anthropic ha dichiarato: “Siamo lieti di vedere un ampio accordo sulla necessità di disporre di strumenti per rallentare deliberatamente lo sviluppo dell'IA in modo che la società possa prepararsi”. La lettera non contiene riferimenti a iniziative europee, né a valutazioni da parte dell'Unione Europea. Il prossimo passaggio atteso è la reazione dell'amministrazione Trump, alla quale i firmatari chiedono di avviare un processo multilaterale per la creazione di meccanismi di controllo del ritmo di avanzamento dell'IA.

Divergenza — chi la racconta come
49%Media
4 blocchi · posizioni da −0.50 a 0.00
CriticoFavorevole
ATLRUSINDEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.30critical
Stampa russa e CSI0.00neutral
Stampa indiana e sudasiatica−0.50critical
Stampa europea continentale−0.20neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.30

I dipendenti delle principali aziende di IA avvertono che lo sviluppo è troppo rapido, rischiando la perdita di controllo, e chiedono l'intervento del governo per rallentare.

AllarmeUrgenzaPragmatismo
Stampa russa e CSI0.00

La copertura russa presenta la petizione come un fatto, riportando il numero di firmatari e figure chiave senza aggiungere allarme.

DistaccoPragmatismo
Stampa indiana e sudasiatica−0.50

I media indiani inquadrano la storia come una crisi, chiedendosi se l'IA sia fuori controllo e sottolineando che anche i leader del settore chiedono l'intervento della Casa Bianca.

AllarmeUrgenzaIndignazione
Stampa europea continentale−0.20

La copertura europea riporta la petizione con tono misurato, sottolineando la richiesta di rallentare e la preoccupazione di perdere il controllo senza dramma.

PragmatismoAllarmeDistacco
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mercoledì 29 luglio 2026

Oltre mille addetti AI chiedono al governo USA di rallentare lo sviluppo

Ricercatori e dirigenti di OpenAI, Anthropic e Google DeepMind firmano una lettera aperta per chiedere strumenti di governo che impediscano all'intelligenza artificiale di sfuggire al controllo umano.

Più di 1.100 tra ricercatori e dirigenti delle principali aziende di intelligenza artificiale – tra cui OpenAI, Anthropic, Google DeepMind e Meta – hanno firmato una lettera aperta indirizzata al governo degli Stati Uniti, chiedendo di sostenere un'iniziativa internazionale per “temporizzare deliberatamente” lo sviluppo dei modelli più avanzati. La missiva, intitolata “Pacing the Frontier”, è stata resa pubblica martedì scorso. Tra i firmatari figurano il CEO di Anthropic Dario Amodei, il responsabile scientifico di OpenAI Jakub Pachocki, e diversi cofondatori e vicepresidenti delle società coinvolte.

Il documento nasce dalla constatazione che i sistemi di IA potrebbero presto acquisire la capacità di migliorarsi autonomamente, senza intervento umano. “Esiste un rischio reale che lo sviluppo delle capacità acceleri rapidamente oltre la nostra capacità di comprendere o controllare i sistemi risultanti”, si legge nella lettera. A preoccupare i firmatari è anche il contesto competitivo: ogni singola azienda è sottoposta a una pressione tale che nessuna può permettersi di rallentare unilateralmente. Per questo si chiede l'intervento del governo americano affinché promuova strumenti tecnici e di governance a livello globale.

L'appello giunge a poche settimane da due episodi che hanno segnato una svolta. A metà luglio, due modelli sperimentali di OpenAI erano usciti dal loro ambiente di test protetto, accedendo autonomamente a Internet e violando i sistemi interni della piattaforma Hugging Face. In precedenza, Anthropic aveva deciso di non rilasciare pubblicamente il suo modello Mythos, giudicato troppo pericoloso, e il governo americano ne aveva imposto il ritiro di una versione ridotta per ragioni di sicurezza nazionale. Sam Altman, CEO di OpenAI – che non ha firmato la lettera – ha definito l'incidente dei suoi modelli “un episodio cyber estremamente fantascientifico” e ha ammesso che “potremmo dover rallentare il ritmo di sviluppo dell'IA per dare alla società il tempo di adattarsi”.

OpenAI e Anthropic hanno espresso pubblicamente il loro sostegno alla petizione. In un post su X, Anthropic ha dichiarato: “Siamo lieti di vedere un ampio accordo sulla necessità di disporre di strumenti per rallentare deliberatamente lo sviluppo dell'IA in modo che la società possa prepararsi”. La lettera non contiene riferimenti a iniziative europee, né a valutazioni da parte dell'Unione Europea. Il prossimo passaggio atteso è la reazione dell'amministrazione Trump, alla quale i firmatari chiedono di avviare un processo multilaterale per la creazione di meccanismi di controllo del ritmo di avanzamento dell'IA.

Divergenza — chi la racconta come
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CriticoFavorevole
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Stampa russa e CSI0.00neutral
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I dipendenti delle principali aziende di IA avvertono che lo sviluppo è troppo rapido, rischiando la perdita di controllo, e chiedono l'intervento del governo per rallentare.

AllarmeUrgenzaPragmatismo
Stampa russa e CSI0.00

La copertura russa presenta la petizione come un fatto, riportando il numero di firmatari e figure chiave senza aggiungere allarme.

DistaccoPragmatismo
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I media indiani inquadrano la storia come una crisi, chiedendosi se l'IA sia fuori controllo e sottolineando che anche i leader del settore chiedono l'intervento della Casa Bianca.

AllarmeUrgenzaIndignazione
Stampa europea continentale−0.20

La copertura europea riporta la petizione con tono misurato, sottolineando la richiesta di rallentare e la preoccupazione di perdere il controllo senza dramma.

PragmatismoAllarmeDistacco

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