
Dalla Serie D alla Champions: la resurrezione del Como che riscrive la geografia del calcio italiano
Il club lariano, risorto dal baratro dei fallimenti grazie agli investimenti della famiglia Hartono, chiude quarto in Serie A, elimina Milan e Juventus e conquista il primo storico accesso alla massima competizione europea.
Nella notte che ha riscritto i confini del calcio italiano, il Como 1907 ha schiacciato la Cremonese con un sonante 4-1 allo Stadio Giovanni Zini, sigillando il quarto posto in Serie A e staccando un biglietto per la Champions League che nessuno, fino a pochi anni fa, avrebbe osato immaginare. Mentre i giganti Milan e Juventus inciampavano altrove, la squadra della città affacciata sul lago più elegante d’Europa celebrava un traguardo che varca i centodiciannove anni di storia: mai prima d’ora i lariani erano saliti così in alto, superando il sesto posto del lontano 1950.
Eppure, appena sette anni fa, il Como annaspava tra i dilettanti della Serie D, con due fallimenti alle spalle in quindici anni e il rischio concreto di scomparire dal panorama sportivo nazionale. La svolta arrivò quando la famiglia Hartono, magnati indonesiani a capo del gruppo Djarum, rilevò il club e iniettò capitali pazienti, lontani dai clamori del mecenatismo d’assalto. Da allora, la risalita è stata graduale e progettuale: promozione in Serie C, poi in B, quindi il ritorno in Serie A nella stagione 2023-24, e ora l’approdo in Europa. Come sottolineano gli osservatori asiatici, non è stato un miracolo costruito a suon di acquisti faraonici, ma un paziente lavoro di ricostruzione finanziaria e identitaria, che ha restituito a Como una competitività dimenticata.
Al centro di questo disegno c’è Cesc Fabregas, il trentanovenne spagnolo approdato sulle rive del Lario nel 2022 prima come giocatore e poi, con rapidità sorprendente, come allenatore. Sotto la sua guida, il Como ha espresso il secondo miglior attacco del campionato (sessantacinque reti), adottando un calcio offensivo e spigliato che ha messo in soggezione anche corazzate ben più quotate. Nonostante la proprietà più ricca della Serie A, la rosa è composta da talenti emergenti piuttosto che da stelle già affermate, a testimonianza di una strategia che punta sulla crescita organica. Dalle tribune di Bruxelles e Nyon, gli analisti del calcio europeo leggono in questa parabola una conferma: la competitività si può costruire anche senza sconvolgere gli equilibri di bilancio, a patto di avere una visione chiara e una guida tecnica all’altezza.
Resta ora da sciogliere il nodo del futuro. Le sirene dei grandi club continentali già circondano Fabregas, ma fonti vicine all’ambiente lariano lasciano filtrare che il tecnico è intenzionato a proseguire il percorso. Per il Como, la Champions League rappresenta un salto nel vuoto: le risorse dell’azionariato indonesiano dovranno coniugarsi con i paletti del fair play finanziario e con la necessità di allestire una rosa all’altezza del doppio impegno. Tuttavia, questa qualificazione è già un manifesto: dimostra che la mappa del pallone tricolore non è più appannaggio esclusivo delle metropoli industriali e che una realtà di provincia, se ben amministrata e allenata, può scalare tutte le gerarchie. L’Italia calcistica, e forse l’Europa intera, hanno trovato una favola concreta da raccontare.
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Il successo del Como incarna il trionfo del calcio delle idee: la società più ricca del campionato ha costruito una squadra giovane e aggressiva, risalendo dalla Serie D fino alla Champions League in sette anni. Sotto la guida di un allenatore visionario, il club lombardo ha scritto la pagina migliore della sua storia centenaria.
La favola del Como è la storia di un club che, sprofondato nel fallimento e nella Serie D, è risorto grazie al sostegno di investitori indonesiani e a un progetto costruito passo dopo passo. L'approdo in Champions League corona un percorso di sette anni e regala una notte storica al calcio italiano e ai tifosi di tutto il Sud-est asiatico.
Il Como centra un traguardo storico a 119 anni dalla fondazione, staccando il pass per la Champions League dopo aver battuto sul campo club del calibro di Milan e Juventus. L'impresa porta la firma di Cesc Fàbregas, l'allenatore spagnolo approdato nel 2022, il cui futuro è ora al centro di crescenti speculazioni.
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