Accedi
Edizione delle 06:00 CETgiovedì 6 agosto 2026
320 testate · 17 lingue539 briefing oggi
mercoledì 22 luglio 2026

Dazi USA al 25% sui prodotti brasiliani, il real tiene; l’euro arretra in tutta l’America Latina

Il 22 luglio 2026, primo giorno di applicazione della tariffa americana su un paniere di beni brasiliani, il dollaro è rimasto vicino alla stabilità a 5,08 real, mentre la moneta unica ha segnato perdite generalizzate sulle principali piazze della regione.

La giornata di mercoledì 22 luglio ha visto l’entrata in vigore della nuova tariffa del 25% imposta dagli Stati Uniti su un insieme di prodotti brasiliani, senza tuttavia innescare scosse immediate sul cambio. Secondo i dati diffusi da CNN Brasil, il dollaro spot ha aperto la seduta in lieve rialzo dello 0,12% a 5,0783 real, dopo aver chiuso la vigilia a 5,0737. La Banca centrale brasiliana ha accompagnato la transizione con un’asta di 50.000 contratti di swap valutario per il rinnovo delle scadenze di agosto, segnalando una gestione attiva della liquidità in una fase potenzialmente delicata per l’interscambio bilaterale.

Sul fronte europeo, l’euro ha mostrato un indebolimento diffuso ma contenuto in tutti i mercati latinoamericani monitorati da Clarín. La moneta unica ha ceduto lo 0,04% in Nicaragua (42,04 córdobas), lo 0,34% in Messico (19,85 pesos), lo 0,10% in Guatemala (8,71 quetzales), lo 0,07% in Honduras (30,60 lempiras), lo 0,33% in Colombia (3.711 pesos), lo 0,51% in Brasile (5,79 reales) e lo 0,17% in Cile (1.067 pesos). Il movimento si inserisce in un quadro annuale divergente: se in Messico l’euro ha perso il 6,37% da inizio 2026 e in Colombia addirittura il 17,16%, in Honduras è salito dell’11,26% e in Nicaragua del 3,80%, riflettendo dinamiche locali di domanda e offerta più che una tendenza uniforme.

Il dollaro statunitense ha invece dipinto un affresco composito. In Messico, il peso si è mantenuto sotto la soglia delle 17,50 unità, con il fixing di Banxico a 17,3975 e un mercato interbancario stabile, mentre in Colombia la divisa ha proseguito la discesa toccando 3.226 pesos, con una Tasa Representativa del Mercado a 3.238, in calo dello 0,75% sulla seduta precedente. In Venezuela, il bolívar è rimasto fermo a 737 per dollaro, in un contesto di iper-svalutazione che ha già eroso il 144,63% del suo valore nel 2026. In Argentina, il dollaro blue ha chiuso a 1.545 pesos, con un avanzamento dello 0,32% che ha portato la breccia con il maggiorista al 4,6%, il livello più alto da gennaio, mentre il mercato obbligazionario ha risentito delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con il rischio paese salito a 420 punti base.

L’avvio dei dazi americani sul Brasile introduce un elemento di attrito commerciale in una regione già alle prese con traiettorie valutarie disallineate. Se il real ha retto l’impatto iniziale, gli analisti restano in attesa di valutare gli effetti sui flussi di esportazione e sulla fiducia degli investitori. Il prossimo banco di prova sarà la reazione dei mercati nelle sedute successive, mentre la Federal Reserve si avvicina al periodo di silenzio prima della riunione di fine luglio, un appuntamento che potrebbe ridefinire le attese sui tassi e, con esse, la direzione del dollaro globale.

Ultim'ora
A Buenos Aires i canoni di locazione crescono meno dell’inflazione dopo la fine della legge sugli affitti·La FDA approva il primo vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna per gli over 50·Alex Eala avanza a Toronto, poi il doppio con Venus Williams·Iran e Oman vicini a un'intesa sullo Stretto di Hormuz, ma la riapertura resta subordinata a condizioni·Il Grande Otelo si divide: un pareggio storico tra due film brasiliani·Il ronzio nella borsa del marito svela un tradimento durato un anno·Cile, Kast lancia oltre 30 progetti di legge contro il crimine organizzato·Meghan Markle compie 45 anni: un tuffo in piscina e l’intimità di Montecito·A Buenos Aires i canoni di locazione crescono meno dell’inflazione dopo la fine della legge sugli affitti·La FDA approva il primo vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna per gli over 50·Alex Eala avanza a Toronto, poi il doppio con Venus Williams·Iran e Oman vicini a un'intesa sullo Stretto di Hormuz, ma la riapertura resta subordinata a condizioni·Il Grande Otelo si divide: un pareggio storico tra due film brasiliani·Il ronzio nella borsa del marito svela un tradimento durato un anno·Cile, Kast lancia oltre 30 progetti di legge contro il crimine organizzato·Meghan Markle compie 45 anni: un tuffo in piscina e l’intimità di Montecito·
Agg. 18:262 lingue · 11 testate
11 testate|2 lingue|3 min lettura
mercoledì 22 luglio 2026

Dazi USA al 25% sui prodotti brasiliani, il real tiene; l’euro arretra in tutta l’America Latina

Il 22 luglio 2026, primo giorno di applicazione della tariffa americana su un paniere di beni brasiliani, il dollaro è rimasto vicino alla stabilità a 5,08 real, mentre la moneta unica ha segnato perdite generalizzate sulle principali piazze della regione.

La giornata di mercoledì 22 luglio ha visto l’entrata in vigore della nuova tariffa del 25% imposta dagli Stati Uniti su un insieme di prodotti brasiliani, senza tuttavia innescare scosse immediate sul cambio. Secondo i dati diffusi da CNN Brasil, il dollaro spot ha aperto la seduta in lieve rialzo dello 0,12% a 5,0783 real, dopo aver chiuso la vigilia a 5,0737. La Banca centrale brasiliana ha accompagnato la transizione con un’asta di 50.000 contratti di swap valutario per il rinnovo delle scadenze di agosto, segnalando una gestione attiva della liquidità in una fase potenzialmente delicata per l’interscambio bilaterale.

Sul fronte europeo, l’euro ha mostrato un indebolimento diffuso ma contenuto in tutti i mercati latinoamericani monitorati da Clarín. La moneta unica ha ceduto lo 0,04% in Nicaragua (42,04 córdobas), lo 0,34% in Messico (19,85 pesos), lo 0,10% in Guatemala (8,71 quetzales), lo 0,07% in Honduras (30,60 lempiras), lo 0,33% in Colombia (3.711 pesos), lo 0,51% in Brasile (5,79 reales) e lo 0,17% in Cile (1.067 pesos). Il movimento si inserisce in un quadro annuale divergente: se in Messico l’euro ha perso il 6,37% da inizio 2026 e in Colombia addirittura il 17,16%, in Honduras è salito dell’11,26% e in Nicaragua del 3,80%, riflettendo dinamiche locali di domanda e offerta più che una tendenza uniforme.

Il dollaro statunitense ha invece dipinto un affresco composito. In Messico, il peso si è mantenuto sotto la soglia delle 17,50 unità, con il fixing di Banxico a 17,3975 e un mercato interbancario stabile, mentre in Colombia la divisa ha proseguito la discesa toccando 3.226 pesos, con una Tasa Representativa del Mercado a 3.238, in calo dello 0,75% sulla seduta precedente. In Venezuela, il bolívar è rimasto fermo a 737 per dollaro, in un contesto di iper-svalutazione che ha già eroso il 144,63% del suo valore nel 2026. In Argentina, il dollaro blue ha chiuso a 1.545 pesos, con un avanzamento dello 0,32% che ha portato la breccia con il maggiorista al 4,6%, il livello più alto da gennaio, mentre il mercato obbligazionario ha risentito delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con il rischio paese salito a 420 punti base.

L’avvio dei dazi americani sul Brasile introduce un elemento di attrito commerciale in una regione già alle prese con traiettorie valutarie disallineate. Se il real ha retto l’impatto iniziale, gli analisti restano in attesa di valutare gli effetti sui flussi di esportazione e sulla fiducia degli investitori. Il prossimo banco di prova sarà la reazione dei mercati nelle sedute successive, mentre la Federal Reserve si avvicina al periodo di silenzio prima della riunione di fine luglio, un appuntamento che potrebbe ridefinire le attese sui tassi e, con esse, la direzione del dollaro globale.

Divergenza delle fonti

— · 11 testate · 2 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

11 testate · 2 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Attacco missilistico russo su Kiev: 17 morti, nessun intercettore ha funzionato

7 lingue · 71 testate

Da Economy & Markets

I giganti del petrolio incassano utili record sulla guerra in Iran, Trump accusa le major americane

2 lingue · 21 testate

Da Technology

L’amministrazione Trump esenta i modelli open-weight cinesi dai nuovi test di sicurezza sull’IA

3 lingue · 11 testate

Leggi di più