
Deepfake e IA: prime condanne negli Usa, scandalo in Corea, allarme in India e Argentina
Due imputati per pornografia deepfake negli Stati Uniti. In Corea un youtuber accusato di aver manipolato prove con l'IA. Nuove frontiere del controllo.
La prima applicazione giudiziaria del Take It Down Act, la legge statunitense firmata dal presidente Trump lo scorso anno per contrastare la diffusione di deepfake pornografici, ha portato all'arresto di due uomini, Cornelius Shannon, 51 anni, e Arturo Hernandez, 20. I due, in procedimenti separati, sono accusati di aver generato con l'intelligenza artificiale video e foto di nudo di celebrità femminili senza consenso, attirando milioni di visualizzazioni. La legge prevede fino a due anni di reclusione per chi pubblica e diffonde tali materiali. L'azione federale segna un punto di svolta nella regolamentazione delle tecnologie generative, mentre i governi di tutto il mondo cercano di definire confini giuridici.
La stessa tecnologia, ma con intenti diversi, è al centro di un caso che ha sconvolto la Corea del Sud. La polizia di Seul ha chiesto un mandato d'arresto per un youtuber, Kim Se-ui, accusato di aver fabbricato con l'IA prove false contro l'attore Kim Soo-hyun. I detective hanno accertato che l'indagato ha manipolato screenshot di messaggi e creato un file audio artificiale per far credere che l'attore avesse avuto una relazione con la collega Kim Sae-ron quando era ancora minorenne. Lo scandalo, esploso dopo il suicidio della giovane attrice lo scorso anno, ha distrutto la carriera di Kim Soo-hyun, star dei drama coreani. L'uomo, che si è sempre professato innocente, ha visto la sua reputazione fatta a pezzi da quelle che oggi vengono definite prove false. Per gli investigatori, il movente del youtuber sarebbe stato economico.
Anche in India l'IA è stata usata per diffamare il primo ministro Narendra Modi. La polizia di Mumbai ha registrato una denuncia contro Nafis Alam, accusato di aver creato e diffuso su Instagram un video alterato con insulti rivolti al premier. Il caso, sollevato da un esponente del partito di governo, il Bjp, evidenzia come il fenomeno dei deepfake politici stia diventando un'arma di disinformazione. In Argentina, invece, la risposta arriva dal mondo dello spettacolo: l'Associazione degli Attori e delle Attrici ha lanciato una campagna di sensibilizzazione con volti noti come Ricardo Darín per chiedere una regolamentazione urgente dell'uso dell'IA nei prodotti audiovisivi, denunciando i rischi di manipolazione di voci e immagini senza consenso.
Questi episodi, sparsi su tre continenti, rivelano una minaccia globale dalle molteplici facce: dalla pornografia non consensuale alla diffamazione, dalla propaganda politica alla precarizzazione del lavoro artistico. Mentre gli Stati Uniti muovono i primi passi in tribunale, e la Corea cerca di riparare ai danni di una carriera spezzata, emerge l'urgenza di un quadro normativo internazionale. Per gli analisti di Bruxelles, la strada è ancora lunga: la tecnologia corre più veloce delle leggi, e ogni paese segue una propria traiettoria. Il rischio è che, senza una regia comune, i casi di abuso si moltiplichino, lasciando le vittime senza tutele adeguate.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
| Stampa africana subsahariana | −0.20 | neutral |
Gli Stati Uniti compiono un passo legale decisivo contro la pornografia non consensuale generata dall'IA, incriminando due uomini con una nuova legge. Ciò dimostra che i quadri normativi stanno raggiungendo la tecnologia, offrendo un modello per altri paesi.
In America Latina, l'attenzione è sulla protezione di artisti e individui dall'abuso dell'IA. Attori argentini chiedono limiti all'uso dell'IA nelle produzioni audiovisive, mentre uno scandalo in Corea del Sud rivela come l'IA possa essere usata per fabbricare prove e distruggere reputazioni. La richiesta di regolamentazione è urgente e personale.
In India, l'uso improprio dell'IA prende di mira figure politiche, come dimostra un FIR per un video deepfake che diffama il Primo Ministro. La risposta legale è rapida, ma l'incidente sottolinea la necessità di vigilanza e leggi più forti contro la disinformazione generata dall'IA.
In Corea del Sud, l'IA è stata usata come arma per rovinare la vita di un attore attraverso prove fabbricate, portando a un suicidio e a una carriera distrutta. La polizia ora chiede l'arresto di uno YouTuber che ha manipolato i contenuti. Questa tragedia evidenzia la devastazione personale che l'abuso dell'IA può causare.
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