
Delhi annulla i casi contro NewsClick: una vittoria per la libertà di stampa in India
L'Alta Corte di Delhi ha annullato il procedimento penale e l'indagine dell'Enforcement Directorate (ED) contro il sito d'informazione NewsClick e il suo fondatore Prabir Purkayastha, definendo le accuse di violazione delle norme sugli investimenti esteri diretti (FDI) un "abuso grossolano della legge". La sentenza, emessa il 29 maggio dalla giudice Neena Bansal Krishna, ha stabilito che gli elementi costitutivi dei reati di truffa, appropriazione indebita e associazione a delinquere non sussistevano, nemmeno accogliendo integralmente le accuse contenute nel primo rapporto informativo (FIR) della polizia economica di Delhi. Di conseguenza, anche il caso parallelo dell'ED, basato sullo stesso FIR, è stato archiviato. La corte ha sottolineato che il proseguimento delle indagini costituiva un attacco arbitrario alla libertà di stampa, tutelata dalla Costituzione indiana.
La vicenda trae origine da un FIR del 2020, in cui si sosteneva che PPK Newsclick Studio Pvt Ltd, la società madre di NewsClick, avesse ricevuto 9,59 crore di rupie (circa 1,2 milioni di euro) da Worldwide Media Holdings LLC, con sede negli Stati Uniti, in violazione delle norme sugli FDI. Secondo gli analisti di Nuova Delhi, il caso si inseriva in un clima di crescente pressione governativa sui media critici, con l'uso di strumenti legali come l'ED per mettere a tacere voci indipendenti. La decisione dell'Alta Corte è stata accolta con sollievo da organizzazioni per la libertà di stampa, che vedono in essa un importante precedente contro l'uso strumentale della legge.
Da una prospettiva europea, la sentenza richiama l'attenzione sul delicato equilibrio tra regolamentazione degli investimenti esteri e tutela del pluralismo informativo. Bruxelles ha recentemente rafforzato i controlli sugli FDI nel settore dei media, ma con meccanismi di garanzia giudiziaria che, in questo caso, hanno funzionato. Per l'Italia, il caso NewsClick evidenzia come la trasparenza dei finanziamenti non debba trasformarsi in uno strumento di censura, un monito utile in un contesto in cui il dibattito sulle ingerenze straniere nei media è sempre più acceso.
Guardando al futuro, la sentenza potrebbe influenzare altri procedimenti simili in India, dove diversi organi di stampa sono sotto indagine per presunte violazioni delle norme sugli FDI. Tuttavia, secondo osservatori internazionali, resta da vedere se l'esecutivo indiano accetterà il verdetto o cercherà di aggirarlo con nuove iniziative legislative. Nel frattempo, la decisione dell'Alta Corte di Delhi rappresenta una boccata d'ossigeno per il giornalismo indipendente, in un panorama mediatico sempre più polarizzato.
Allarga lo sguardo
Trump sospende l’attacco all’Iran, ma Teheran smentisce di aver chiesto la tregua
2 lingue · 74 testate
Da Economy & MarketsAmazon supera per la prima volta i 3.000 miliardi di capitalizzazione, spinta dall'IA
3 lingue · 11 testate
Da TechnologyGli Emirati Arabi Uniti adottano Aani e Jaywan per i pagamenti federali
1 lingua · 8 testate