
Ebola, l’Oms: «Si può fermare». Ma Tedros chiede tregua ai ribelli
Il direttore generale dell’Oms in visita nell’epicentro dell’epidemia si oppone ai divieti di viaggio di Usa e Canada, mentre la tracciabilità dei contatti è ai minimi per i combattimenti. Appello ai gruppi armati: «Dateci spazio per salvare vite».
Lo scenario si è aperto con l’arrivo a Kinshasa di Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha subito rotto gli indugi: «Questa cosa può essere fermata». Il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità, atterrato giovedì sera nella capitale congolese, si è detto contrario a restrizioni sui viaggi, definite «poco utili» perché al massimo ritarderebbero il contagio di pochi giorni. Una posizione netta, che arriva mentre Washington e Ottawa hanno già chiuso le frontiere ai cittadini stranieri provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo, mossa che secondo Ginevra alimenta pericoli nascosti, spingendo i casi a mimetizzarsi e le persone a cercare vie non ufficiali, con il rischio di allargare l’epidemia.
L’epidemia, la diciassettesima nella storia del Paese, dichiarata lo scorso 15 maggio, ha già causato oltre 200 vittime accertate e si estende in tre province del nord-est, con Ituri come epicentro. I dati ufficiali parlano di 906 casi sospetti e 223 decessi probabili, numeri rivisti al ribasso dopo un’operazione di pulizia delle segnalazioni non confermate. Eppure, il ministro della Sanità congolese Roger Kamba ha respinto le narrazioni allarmistiche: «L’epidemia non è fuori controllo», ha dichiarato da Bunia, invitando a ridimensionare gli allarmi. Una fiducia che contrasta con l’analisi degli esperti dell’Oms, secondo cui l’insicurezza e gli spostamenti forzati di popolazione impediscono di risalire alla maggior parte dei contatti dei malati.
In questo contesto, l’Oms sta potenziando la capacità diagnostica sul terreno, in collaborazione con l’istituto nazionale di ricerca medica congolese, per restituire dati in tempo reale e identificare rapidamente i casi positivi. Ma la vera emergenza, ha compreso Tedros, è l’accesso umanitario. In una lettera aperta alla popolazione, prima della sua partenza per Ituri, ha lanciato un appello alle fazioni in lotta: «Nessuna causa, nessun conflitto, nessun torto vale la condanna a morte di persone innocenti per una malattia prevenibile. Un cessate il fuoco, anche temporaneo, salverebbe vite. Vi imploro, dateci lo spazio per aiutare».
Lo scacchiere si complica alla luce della mobilità regionale: il virus ha già varcato il confine con l’Uganda, e le cancellerie europee — con l’Italia in prima linea nel sostegno sanitario — guardano con apprensione a un’evoluzione che potrebbe richiedere nuove forme di cooperazione internazionale. La lezione delle epidemie passate, da quella del 2014-16 in Africa occidentale, mostra che i divieti unilaterali di viaggio possono stigmatizzare i paesi colpiti e persino minare la trasparenza delle segnalazioni. Mentre Kinshasa difende la propria strategia, la comunità sanitaria globale si interroga su come coniugare sicurezza e solidarietà, in un’equazione che la foresta equatoreale rende ancora più incerta.
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.20 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
Il ministro della Sanità congolese ha respinto le accuse secondo cui l'epidemia di Ebola sarebbe fuori controllo, ma i funzionari dell'OMS avvertono che l'insicurezza e gli spostamenti forzati impediscono di tracciare la maggior parte dei contatti sospetti, compromettendo gravemente la risposta.
L'OMS si è opposta ai divieti di viaggio imposti da Stati Uniti e Canada, affermando che non apportano alcun reale beneficio e possono solo ritardare la diffusione di pochi giorni. L'organizzazione insiste sul fatto che tali restrizioni non sono raccomandate e che gli sforzi dovrebbero concentrarsi su misure di contenimento efficaci.
Il capo dell'OMS ha inviato una lettera aperta urgente implorando un cessate il fuoco e la cooperazione delle comunità, avvertendo che l'epidemia di Ebola è estremamente grave e che l'ostilità verso le restrizioni sanitarie sta mettendo a repentaglio la risposta. Ha esortato tutte le parti a mettere da parte i conflitti per salvare vite umane.
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