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Energia e Climagiovedì 2 luglio 2026

El Niño si consolida: il Perù dichiara l’emergenza, la Colombia studia il risparmio energetico

Confermato il riscaldamento del Pacifico, i governi latinoamericani adottano misure straordinarie mentre gli studi quantificano l’impatto degli incendi sulla qualità dell’aria.

La conferma della NOAA che le temperature superficiali del Pacifico equatoriale superano da mesi la media di 0,5 °C segna il consolidamento di un El Niño che, secondo le proiezioni delle autorità colombiane, potrebbe diventare uno dei più intensi dal 1950. La reazione più immediata è arrivata da Lima, dove il governo ha decretato lo stato di emergenza per sessanta giorni in 796 distretti – circa il 40 per cento del Paese – per il rischio «molto alto» di piogge intense, inondazioni e frane. In Colombia, l’Ideam ha pubblicato l’elenco dei dieci dipartimenti con la maggiore probabilità di condizioni secche, tra cui Cundinamarca, Antioquia e Santander, invitando la popolazione a un uso efficiente dell’acqua e a evitare le bruciature.

Il meccanismo è noto: il riscaldamento anomalo del Pacifico altera la circolazione atmosferica globale, portando siccità in alcune regioni e precipitazioni eccessive in altre. In Brasile, gli analisti di San Paolo prevedono un impatto gestibile ma disomogeneo sui conti aziendali: positivo per i produttori di bevande e per le utilities, negativo per l’agroindustria e il credito rurale. Sul fronte energetico colombiano, il gestore della centrale Hidroituango ha proposto di anticipare di un’ora gli orologi nazionali per spostare il picco serale di domanda e sfruttare la luce naturale, con un risparmio stimato del 2 per cento sui consumi, e ha sollecitato la convocazione urgente di un tavolo di lavoro tra tutti gli attori del settore prima dell’insediamento del nuovo governo, previsto per il 7 agosto.

Sul versante sanitario e ambientale, uno studio pubblicato su Atmospheric and Oceanic Science Letters, che ha analizzato le emissioni da incendi tra il 2000 e il 2023, mostra che durante gli episodi di El Niño le concentrazioni di PM2,5 da combustione di biomassa aumentano in modo marcato ma geograficamente disomogeneo: in Nord America tra il 49,2 e il 116,5 per cento, in Australia tra il 17,5 e il 42,6 per cento, in Indonesia tra il 27,5 e il 71 per cento. Il fenomeno era già stato osservato nel 2015, quando l’Organizzazione mondiale della sanità segnalò il grave deterioramento della qualità dell’aria in sei Paesi del Sud-est asiatico e in Indonesia si registrarono oltre 119 mila grandi incendi, con 43 milioni di persone esposte.

Le misure di preparazione si moltiplicano. Lo Stato di Rio de Janeiro ha avviato un piano con i municipi per l’estate 2026/2027, con un monitoraggio rafforzato delle reti idriche ed elettriche e l’intensificazione del contrasto agli incendi boschivi. In Uruguay, i meteorologi dell’Inumet avvertono che «è tardi per prepararsi» e sollecitano strategie di adattamento strutturale, dal potenziamento dei sistemi di allerta precoce alla revisione delle infrastrutture. Il prossimo passaggio concreto sarà l’eventuale attivazione del tavolo energetico colombiano, mentre i sessanta giorni di emergenza in Perù offrono un primo banco di prova della capacità di risposta coordinata tra autorità nazionali e locali.

Divergenza — chi la racconta come
0%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.50 a −0.30
CriticoFavorevole
LATATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.30critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.50critical
Stampa latinoamericana−0.30

Il fenomeno El Niño si sta intensificando e minaccia direttamente l'America Latina. I governi corrono ai ripari: il Perù dichiara lo stato d'emergenza in quasi metà del paese, mentre il Brasile valuta i rischi per l'agricoltura e le utility. La comunità scientifica avverte che è ormai tardi per prepararsi adeguatamente a un Super Niño che porterà inondazioni, siccità e ondate di calore.

AllarmeUrgenzaPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.50

Gli oceani hanno appena infranto un record inquietante, assorbendo i peccati climatici dell'umanità e ora surriscaldandosi a livelli mai visti. La temperatura superficiale marina ha superato i picchi straordinari del 2023 e 2024, facendo temere un'estate di caldo estremo e un El Niño fuori controllo. È l'ennesimo segnale che la crisi climatica sta accelerando, con conseguenze globali sempre più gravi.

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giovedì 2 luglio 2026

El Niño si consolida: il Perù dichiara l’emergenza, la Colombia studia il risparmio energetico

Confermato il riscaldamento del Pacifico, i governi latinoamericani adottano misure straordinarie mentre gli studi quantificano l’impatto degli incendi sulla qualità dell’aria.

La conferma della NOAA che le temperature superficiali del Pacifico equatoriale superano da mesi la media di 0,5 °C segna il consolidamento di un El Niño che, secondo le proiezioni delle autorità colombiane, potrebbe diventare uno dei più intensi dal 1950. La reazione più immediata è arrivata da Lima, dove il governo ha decretato lo stato di emergenza per sessanta giorni in 796 distretti – circa il 40 per cento del Paese – per il rischio «molto alto» di piogge intense, inondazioni e frane. In Colombia, l’Ideam ha pubblicato l’elenco dei dieci dipartimenti con la maggiore probabilità di condizioni secche, tra cui Cundinamarca, Antioquia e Santander, invitando la popolazione a un uso efficiente dell’acqua e a evitare le bruciature.

Il meccanismo è noto: il riscaldamento anomalo del Pacifico altera la circolazione atmosferica globale, portando siccità in alcune regioni e precipitazioni eccessive in altre. In Brasile, gli analisti di San Paolo prevedono un impatto gestibile ma disomogeneo sui conti aziendali: positivo per i produttori di bevande e per le utilities, negativo per l’agroindustria e il credito rurale. Sul fronte energetico colombiano, il gestore della centrale Hidroituango ha proposto di anticipare di un’ora gli orologi nazionali per spostare il picco serale di domanda e sfruttare la luce naturale, con un risparmio stimato del 2 per cento sui consumi, e ha sollecitato la convocazione urgente di un tavolo di lavoro tra tutti gli attori del settore prima dell’insediamento del nuovo governo, previsto per il 7 agosto.

Sul versante sanitario e ambientale, uno studio pubblicato su Atmospheric and Oceanic Science Letters, che ha analizzato le emissioni da incendi tra il 2000 e il 2023, mostra che durante gli episodi di El Niño le concentrazioni di PM2,5 da combustione di biomassa aumentano in modo marcato ma geograficamente disomogeneo: in Nord America tra il 49,2 e il 116,5 per cento, in Australia tra il 17,5 e il 42,6 per cento, in Indonesia tra il 27,5 e il 71 per cento. Il fenomeno era già stato osservato nel 2015, quando l’Organizzazione mondiale della sanità segnalò il grave deterioramento della qualità dell’aria in sei Paesi del Sud-est asiatico e in Indonesia si registrarono oltre 119 mila grandi incendi, con 43 milioni di persone esposte.

Le misure di preparazione si moltiplicano. Lo Stato di Rio de Janeiro ha avviato un piano con i municipi per l’estate 2026/2027, con un monitoraggio rafforzato delle reti idriche ed elettriche e l’intensificazione del contrasto agli incendi boschivi. In Uruguay, i meteorologi dell’Inumet avvertono che «è tardi per prepararsi» e sollecitano strategie di adattamento strutturale, dal potenziamento dei sistemi di allerta precoce alla revisione delle infrastrutture. Il prossimo passaggio concreto sarà l’eventuale attivazione del tavolo energetico colombiano, mentre i sessanta giorni di emergenza in Perù offrono un primo banco di prova della capacità di risposta coordinata tra autorità nazionali e locali.

Divergenza — chi la racconta come
0%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.50 a −0.30
CriticoFavorevole
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Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.30critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.50critical
Stampa latinoamericana−0.30

Il fenomeno El Niño si sta intensificando e minaccia direttamente l'America Latina. I governi corrono ai ripari: il Perù dichiara lo stato d'emergenza in quasi metà del paese, mentre il Brasile valuta i rischi per l'agricoltura e le utility. La comunità scientifica avverte che è ormai tardi per prepararsi adeguatamente a un Super Niño che porterà inondazioni, siccità e ondate di calore.

AllarmeUrgenzaPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.50

Gli oceani hanno appena infranto un record inquietante, assorbendo i peccati climatici dell'umanità e ora surriscaldandosi a livelli mai visti. La temperatura superficiale marina ha superato i picchi straordinari del 2023 e 2024, facendo temere un'estate di caldo estremo e un El Niño fuori controllo. È l'ennesimo segnale che la crisi climatica sta accelerando, con conseguenze globali sempre più gravi.

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