
El Niño accelera oltre ogni record: il pianeta si prepara a un biennio di caldo estremo
L'evento climatico si sta rafforzando più rapidamente che mai, con una probabilità dell'81% di diventare molto forte entro l'autunno, amplificando incendi, siccità e alluvioni in diverse regioni del mondo.
L'attuale episodio di El Niño sta crescendo «più velocemente di quanto abbiamo mai registrato», ha dichiarato il meteorologo Anthony Farnell. Secondo le proiezioni di luglio della National Oceanic and Atmospheric Administration, esiste una probabilità dell'81% che l'evento raggiunga la categoria 'molto forte' tra ottobre e dicembre 2026, collocandosi tra i più intensi dal 1950. Le temperature superficiali globali dei mari hanno già toccato a giugno i 20,86°C, superando i record del 2023 e del 2024, secondo il servizio europeo Copernicus.
Il meccanismo è noto: il riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico equatoriale altera la circolazione atmosferica globale. Tuttavia, gli scienziati sottolineano che il cambiamento climatico di origine antropica sta amplificando l'intensità del fenomeno. «Gran parte di questa accelerazione può essere attribuita al cambiamento climatico», ha spiegato Farnell. L'ex climatologo della NASA James Hansen ha osservato che esiste un ritardo di circa un mese e mezzo tra il riscaldamento degli oceani e il suo riflesso sulle temperature atmosferiche globali, il che lascia presagire nuovi record nei prossimi mesi.
Gli effetti sono già visibili in diverse aree del pianeta. In Canada, gli incendi hanno già distrutto oltre 7.250 chilometri quadrati di foreste in Ontario, superando il record precedente, mentre nella Columbia Britannica restano fuori controllo 48 roghi. L'Atlantico, al contrario, sta vivendo una stagione degli uragani insolitamente debole, proprio a causa di El Niño. Nel Sud-est asiatico, il Centro Meteorologico Specializzato dell'ASEAN prevede condizioni più calde e secche fino a ottobre, con un aumento del rischio di incendi e foschia transfrontaliera. In Indonesia, l'agenzia meteorologica BMKG avverte che la stagione secca si prolungherà fino all'inizio del 2027, minacciando la sicurezza alimentare e riducendo la capacità dei bacini idrici.
In America Latina, l'impatto sarà duplice. Il Servizio Meteorologico Nazionale argentino ha confermato una probabilità del 100% che El Niño persista nel trimestre luglio-settembre, con piogge superiori alla norma nel Litorale e nella regione pampeana. Le autorità temono il ripetersi di inondazioni simili a quelle del 1997-98, quando il 58% della provincia di Corrientes finì sott'acqua. In Brasile, il ricercatore José Marengo del Cemaden avverte che la gravità dei disastri dipenderà dalla capacità di preparazione delle città. Sul fronte socioeconomico, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro ha pubblicato uno studio che evidenzia rischi per l'occupazione e i redditi nei settori agricolo, turistico e della pesca in tutta la regione, con i lavoratori informali particolarmente esposti.
Mentre i governi attivano piani di emergenza – dall'Argentina con il Plan Federal ENOS 2026/2027, all'Indonesia con operazioni di modifica del clima per riempire le dighe – la comunità scientifica guarda già al 2027. Secondo Zeke Hausfather di Berkeley Earth, c'è una probabilità del 35% che il 2026 superi il 2024 come anno più caldo mai registrato, ma è quasi certo che il 2027 batterà ogni record moderno, forse con un margine ampio.
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
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| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
L'agenzia meteorologica indonesiana (BMKG) chiede una mitigazione coordinata per proteggere la sicurezza alimentare e le riserve idriche nazionali.
Il blocco presenta l'evento come un rischio gestibile attraverso la preparazione statale, usando l'autorità istituzionale per depoliticizzare la minaccia e concentrarsi su soluzioni tecniche.
Tralascia le piogge torrenziali in Argentina e gli impatti globali di El Niño al di fuori dell'Indonesia, così come le dimensioni economiche e sociali più ampie discusse nella stampa latinoamericana.
Scienziati e organizzazioni internazionali, dall'OIT all'Unesp, lanciano l'allarme sulla minaccia multidimensionale di El Niño, chiedendo azioni preventive immediate.
Il blocco moltiplica le fonti di autorità (internazionali, scientifiche, nazionali) per costruire una narrazione di crisi inevitabile che legittima la preparazione all'emergenza e il coordinamento internazionale.
Tralascia l'impatto del caldo prolungato nel Sud-est asiatico e le misure di mitigazione incentrate sulla sicurezza alimentare discusse nella stampa indonesiana.
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