
Esami di Stato nel Sud globale: tra Cina, Algeria e Iran, milioni di giovani in cerca di futuro
Dalla maturità cinese al baccalauréat algerino, passando per le incertezze iraniane: gli esami finali come specchio delle tensioni sociali e geopoliche del 2026.
Oltre 12,9 milioni di studenti cinesi hanno iniziato domenica il gaokao, il temutissimo esame di ammissione all’università che rappresenta il più grande appuntamento scolastico del pianeta. Secondo fonti ufficiali, le prove proseguiranno per più giorni e determineranno l’accesso alle istituzioni accademiche in un contesto di mercato del lavoro in rapida trasformazione. Per molti ragazzi di Pechino resta un sogno da coltivare, ma la pressione è altissima.
In Algeria, oltre 876mila candidati affrontano da oggi il baccalauréat, vero rito di passaggio nazionale. Il ministro dell’Istruzione ha assicurato «piena prontezza» nella gestione dei quasi tremila centri d’esame, con un esercito di oltre 200mila sorveglianti. Ma la vigilia è segnata dall’ansia: il pedagogo Ahmed Tessa ha invitato gli studenti a «decomprimere», a concedersi una passeggiata nei boschi e ascoltare musica.
In Iran, l’ombra della guerra complica gli esami finali. Il ministro dell’Istruzione ha raccomandato di verificare ogni infrastruttura, dalle condizioni di sicurezza ai sistemi di raffreddamento, mentre le prove, previste da metà luglio, si svolgono in presenza nonostante le incertezze geopolitiche. Un dibattito aperto sul calendario: le autorità propongono di terminare prima dell’Arbaeen, per consentire la partecipazione alle celebrazioni religiose.
La prospettiva di chi ha scelto la Cina come luogo di formazione getta una luce diversa. Un giovane del Bangladesh racconta otto anni di studio intenso, con tre lauree e venti città visitate: un percorso di crescita personale che lo ha portato a «conoscersi di nuovo». Una finestra su un’esperienza che, al di là dei numeri, parla di come l’istruzione possa diventare strumento di autoaffermazione e di dialogo interculturale.
Questi esami, pur nella loro diversità, condividono un tratto comune: sono cartine di tornasole delle aspirazioni giovanili in un mondo segnato da competizione economica e instabilità politica. In Italia e in Europa, dove la maturità conserva una forte valenza simbolica, il modello unico e standardizzato è sempre più messo in discussione. Il futuro probabilmente chiederà valutazioni più flessibili e inclusive, capaci di cogliere le molteplici intelligenze dei ragazzi di oggi.
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa iraniana e affini | −0.50 | critical |
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.80 | aligned |
L'esame di maturità algerino prende il via con oltre 876 mila candidati distribuiti in quasi tremila centri. Il ministro dell'istruzione rassicura sulla piena preparazione logistica e gli esperti dispensano consigli a studenti e famiglie. La cronaca si concentra sull'organizzazione di un passaggio nazionale vissuto con pragmatismo e distacco.
In Iran gli esami finali per l'undicesimo anno slittano al 13 tir tra incertezze e l'ombra di un conflitto. Il ministero moltiplica i controlli sulle infrastrutture e simula le emergenze, ma studenti e famiglie restano in balia dell'ambiguo calendario deciso in piena tensione bellica. L'informazione sottolinea l'ansia diffusa e la condizione di vittime dei ragazzi.
Il gaokao cinese ha richiamato 12,9 milioni di candidati in un'unica tornata, con i giovani che si accalcano davanti ai centri d'esame a Pechino. L'articolo del Golfo osserva con distacco la scena, citando le dimensioni del fenomeno e il nesso con un mercato del lavoro in evoluzione. Una cronaca misurata che riporta numeri e aneddoti senza giudizio.
Un giovane del Bangladesh racconta in prima persona otto anni di vita in Cina: dall'arrivo con pochi yuan al conseguimento di tre lauree e oltre venti città visitate. La cronaca trasforma lo studio all'estero in un'epopea di auto-sviluppo e resilienza. Il tono è trionfale, ma la distanza del ricordo stempera le emozioni in una riflessione pacata.
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