
Adolescenti reclutati come sicari: la rete Foxtrot tra Svezia e Iran
Un diciannovenne norvegese condannato a Londra per omicidio su commissione riporta l'attenzione sulla rete criminale legata a Teheran.
Un diciannovenne norvegese, Johannes Kongsnes Natland, è stato condannato a Londra per cospirazione a omicidio dopo essere stato reclutato dalla rete Foxtrot, un'organizzazione criminale svedese con presunti legami con il regime iraniano. Natland era stato arrestato in un hotel di Huddersfield, nel nord dell'Inghilterra, nel marzo dell'anno scorso, con due armi da fuoco e munizioni. Secondo l'accusa, avrebbe accettato di uccidere una persona per 25.000 euro.
La rete Foxtrot, guidata dal fuggitivo Rawa Majid – detto “la Volpe curda” – ora basato a Teheran, recluta adolescenti vulnerabili attraverso i social media e le app di messaggistica criptata, in un modello che Europol definisce “violenza come servizio”. La task force europea OTF GRIMM, che coinvolge undici paesi (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Svezia), ha effettuato oltre 280 arresti. Alla rete sono attribuiti circa 35 omicidi e diversi attentati contro obiettivi israeliani in Europa dal 2022, secondo quanto riportato dalla BBC.
Le autorità sospettano che alcuni degli attacchi siano stati commissionati dal regime iraniano. Il giornalista investigativo svedese Diamant Salihu ha dichiarato alla BBC che Majid avrebbe stretto un accordo con Teheran per poter vivere liberamente in Iran, in cambio di azioni contro dissidenti, giornalisti e bersagli israeliani. L'Iran ha respinto le accuse. Regno Unito e Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro il gruppo e il suo leader nel 2025.
Le indagini proseguono, mentre la rete continua a operare. Il caso di Natland – cresciuto in una famiglia di giornalisti ma caduto nella tossicodipendenza – illustra la vulnerabilità sfruttata dall'organizzazione. Al momento del suo arresto, non gli era stato nemmeno rivelato il nome della vittima designata, secondo quanto riferito dalla procura britannica.
| Stampa israeliana | −0.90 | critical |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.50 | critical |
| Stampa africana subsahariana | −0.30 | critical |
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
Israele denuncia l'Iran come regista occulto di una rete di adolescenti assassini che colpisce obiettivi ebraici in Europa, chiedendo una risposta coordinata.
Si costruisce una gerarchia di minacce che parte dal singolo ragazzo norvegese e arriva fino a Teheran, rendendo ogni atto criminale un attacco strategico iraniano.
Non si menziona il contesto di disagio sociale e vulnerabilità giovanile che la stampa indiana e africana sottolineano, né il ruolo della Svezia come base logistica della rete.
L'India osserva con preoccupazione come il crimine organizzato globale trasformi i ragazzi in assassini, un monito per tutte le società che trascurano i propri giovani.
Si universalizza il problema: da caso norvegese a sintomo di una crisi globale di reclutamento giovanile, spostando l'attenzione dalla specificità iraniana alla vulnerabilità sociale.
Non si approfondisce il legame diretto con il regime iraniano, che invece è centrale nella stampa israeliana, né si citano gli attacchi a obiettivi israeliani.
L'Africa subsahariana racconta il fallimento dello Stato europeo nel proteggere i propri ragazzi, trasformati in merce da un mercato della violenza.
Si personifica lo Stato europeo come entità negligente che lascia che i minori diventino sicari, usando il caso concreto del ragazzo sbagliato ucciso per mostrare l'assurdità del sistema.
Non si menziona il legame con l'Iran, né il reclutamento di minori per attacchi a obiettivi israeliani, elementi centrali in altri blocchi.
L'Europa continentale denuncia la minaccia di una rete transnazionale che radicalizza i minori online, chiedendo una risposta coordinata tra stati.
Si crea un'equivalenza tra il caso norvegese e quello spagnolo, suggerendo un'unica rete europea di violenza giovanile, amplificando la percezione di una minaccia diffusa.
Non si menziona il legame con l'Iran, né il ruolo della rete Foxtrot come organizzazione svedese-iraniana, elementi centrali nella stampa israeliana e atlantica.
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