
Falsi, truffe e trucchi: il lato oscuro dell’album del Mondiale 2026
Sequestrate 200mila figurine contraffatte in Brasile, denunce in aumento del 220% a San Paolo e una truffa in Argentina. Ecco come difendersi dal mercato nero e dalle frodi.
L’ultimo colpo inferto al mercato nero delle figurine dei Mondiali 2026 arriva dal Brasile: a Nova Iguaçu, nella periferia di Rio de Janeiro, la polizia ha sequestrato circa 200.000 adesivi contraffatti, pronti per essere distribuiti nei punti vendita della regione. Nascosto nel vano di carico di un autobus, il materiale includeva anche magliette e palloni falsi della seleção, segno di un’organizzazione criminale dedita alla pirateria su larga scala. Le figurine, destinate alla distruzione dopo le analisi forensi, rappresentano la punta di un iceberg alimentato dalla febbre per l’album Panini, che quest’anno raggiunge dimensioni record con 980 esemplari e 48 nazionali partecipanti.
La passione per le raccolte di figurine, un rito che unisce generazioni di tifosi in tutto il mondo e che ha radici proprio in Italia, patria della Panini, sta generando però anche episodi di truffa e speculazione. In Argentina, una donna di La Plata ha denunciato di essere stata raggirata per 135.000 pesos nel tentativo di acquistare una scatola da cento bustine per il fratello adolescente: dopo aver effettuato il pagamento tramite wallet digitale, il sedicente venditore su WhatsApp è sparito. Nel frattempo in Messico si diffondono consigli virali per completare la collezione a costi ridotti, come l’acquisto diretto delle singole figurine mancanti dalla piattaforma ufficiale Panini, che le offre a partire da 8 pesos.
L’espansione del fenomeno è confermata dai dati di San Paolo, dove le denunce legate all’album sono aumentate del 220% tra aprile e maggio, toccando quota 109 in un solo mese, secondo il Procon locale. Le segnalazioni riguardano spesso vendite su social network o marketplace non autorizzati, con prodotti falsi, annunci ingannevoli o merce mai consegnata. Di fronte alla proliferazione di materiale contraffatto, la polizia brasiliana ha diffuso una serie di consigli pratici per i consumatori: controllare la qualità della stampa e della carta, diffidare di prezzi troppo bassi e verificare i punti vendita autorizzati.
Queste vicende, apparentemente scollegate, compongono il mosaico di un’economia parallela che minaccia non solo i diritti dei collezionisti ma anche gli interessi commerciali di un’azienda simbolo del made in Italy. Con l’avvicinarsi del fischio d’inizio del torneo, le autorità di diversi Paesi latinoamericani sono chiamate a rafforzare i controlli, mentre i consumatori dovranno imparare a muoversi con maggiore cautela tra le insidie di un mercato sempre più opaco. L’album del Mondiale, da oggetto di culto, rischia di diventare il terreno di gioco di criminali e truffatori.
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