
Finlandia apre al nucleare Nato, il Cremlino parla di «confronto concentrato»
Il governo finlandese ha compiuto un passo che pochi avrebbero immaginato solo pochi anni fa: abolire il divieto di transito e stoccaggio di armi nucleari sul proprio territorio, purché in contesto difensivo e nell’ambito della Nato. La proposta di modifica alla legge sull’energia nucleare, presentata al parlamento di Helsinki, segna uno spartiacque per un paese che per decenni ha fatto della neutralità e della non proliferazione un vanto. Ma la reazione è stata immediata e durissima. Da Mosca, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha definito la mossa «una concentrazione di confronto», mentre il deputato Alexei Chepa ha avvertito che la Finlandia rischia di pentirsi di una scelta «molto rischiosa» che la trasforma da Stato neutrale a «russofobo» e protagonista di una nuova corsa agli armamenti.
Il provvedimento, voluto dal ministro della Difesa Antti Häkkänen, ha un obiettivo preciso: eliminare ogni ostacolo giuridico affinché la Finlandia possa pienamente integrare le capacità di deterrenza della Nato. Helsinki continua a ribadire che rimarrà fedele al Trattato di non proliferazione nucleare e che la modifica non autorizza né la fabbricazione né l’uso di ordigni atomici. Tuttavia, l’atto concreto di permettere la presenza di testate straniere sul proprio suolo – un tabù infranto anche da altri paesi nordici come la Norvegia, ma con cautele – cambia radicalmente l’equilibrio nella regione baltica.
Dal punto di vista di Bruxelles e delle capitali europee, la decisione finlandese è una risposta diretta all’aggressione russa in Ucraina e alla crescente imprevedibilità del Cremlino. Per l’Italia, che ospita basi Nato con armi nucleari statunitensi nel quadro della condivisione nucleare, la mossa di Helsinki non rappresenta una novità di principio, ma allunga la frontiera del confronto fino all’Artico. L’adesione della Finlandia all’Alleanza atlantica, seguita a quella della Svezia, ha già ridefinito la geografia della sicurezza europea. Ora l’ipotesi di un dispiegamento nucleare tattico a pochi chilometri da San Pietroburgo rischia di innescare una spirale pericolosa.
Gli analisti di Mosca leggono la mossa come una provocazione deliberata, volta a circondare la Russia con basi avanzate. Ma gli esperti di sicurezza a Helsinki ribattono che proprio la minaccia russa – i continui avvertimenti nucleari di Vladimir Putin – rende necessario un rafforzamento della deterrenza. Il Parlamento finlandese discuterà la legge nelle prossime settimane; se approvata, la Finlandia diventerà il primo paese nordico ad accettare esplicitamente il passaggio di armi atomiche in tempo di pace. Il confine tra difesa e provocazione, già labile, si assottiglia ulteriormente. E l’Europa si ritrova a fare i conti con un nuovo, fragile equilibrio sul fianco orientale.
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