
Foro Italico, Sinner incanta e Musetti lotta: il tennis italiano avanza tra dubbi e certezze
Jannik Sinner vince all'esordio eguagliando Federer nei Masters 1000. Lorenzo Musetti supera il dolore e Cerundolo. Darderi avanza, fuori Arnaldi e Cocciaretto.
Agli Internazionali d'Italia, il numero uno del mondo Jannik Sinner ha aperto la sua campagna romana con la consueta autorità: in poco più di un'ora e mezza ha liquidato l'austriaco Sebastian Ofner con un netto 6-3 6-4, portando a ventinove la striscia di vittorie consecutive nei Masters 1000. Un dato che lo colloca accanto a Roger Federer nella storia della disciplina, superato solo da Novak Djokovic e Rafael Nadal. Come ha confessato in conferenza stampa, però, la sicurezza in campo convive con il dubbio, elemento che il campione altoatesino considera essenziale per restare motivato: “Se non senti la pressione, vuol dire che non ci tieni”. Una riflessione che rivela la complessità di un atleta chiamato a gestire non solo l'avversario, ma anche le attese di un intero paese e le vicende personali che lo accompagnano fuori dal campo.
Se Sinner ha imposto il suo ritmo senza affanni, ben diversa è stata la serata di Lorenzo Musetti. Il carrarino, reduce da un problema muscolare alla gamba sinistra che lo aveva fatto dubitare fino all'ultimo sulla possibilità di scendere in campo, ha superato l'argentino Francisco Cerúndolo in due set tiratissimi: 7-6 al tie-break e 6-4 in oltre due ore di battaglia. Il match, giocato sul Centrale del Foro Italico sotto un vento capriccioso e qualche goccia di pioggia, è stato un alternarsi di break e controbreak che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso. Cerúndolo, dal canto suo, non è riuscito a capitalizzare i vantaggi conquistati in entrambi i parziali, lasciando strada a un Musetti che, dopo il match point, è scoppiato in lacrime. “Ho scavato dentro per cercare di vincere – ha detto l'azzurro – sono lacrime di gioia, ma la condizione fisica è quella che è”. Il prossimo ostacolo sarà Casper Ruud, avversario di rango su terra battuta.
Il successo di Musetti non è stato l'unico a tingere di azzurro la giornata romana. Luciano Darderi ha centrato gli ottavi di finale battendo lo statunitense Tommy Paul, confermando una crescita costante che lo proietta tra i giovani più promettenti del panorama italiano. Meno fortunate le sorti di Matteo Arnaldi e di Elisabetta Cocciaretto: il primo è stato eliminato in tre set dal diciannovenne spagnolo Jodar, mentre la Cocciaretto ha dovuto arrendersi alla potenza di Iga Swiatek, ex numero uno del mondo che si conferma regina indiscussa del circuito femminile. Per l'Italia, dunque, un bilancio misto: da un lato la certezza di avere finalmente un campione planetario come Sinner, dall'altro la consapevolezza che il vivaio azzurro deve ancora fare i conti con la discontinuità e la pressione dei grandi palcoscenici.
Ora lo sguardo è proiettato verso il proseguimento del torneo. Dal punto di vista tecnico, la capacità di Sinner di mantenere un livello così alto su una superficie lenta come il rosso romano è un segnale inequivocabile della sua versatilità, mentre il recupero fisico di Musetti sarà la chiave per competere ai vertici. Per il tennis italiano, che a Roma vive il suo momento di massima esposizione mediatica, la sfida è trasformare queste prestazioni in una tradizione duratura, evitando che i riflettori si spengano dopo il passaggio del campione. L'Europa intera osserva con interesse questa generazione di talenti pronti a raccogliere l'eredità di un'epoca che si sta lentamente chiudendo.
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