
Kennedy invita a vaccinare i bambini mentre gli USA affrontano la peggiore epidemia di morbillo in 35 anni
In un'intervista tesa con la CNN, il segretario alla Salute ha negato ogni responsabilità ma ha dichiarato che il vaccino è efficace al 97 per cento.
Con oltre 2.370 casi confermati dall'inizio dell'anno, gli Stati Uniti stanno vivendo la più grave epidemia di morbillo da trentacinque anni, superando già il record pluridecennale di 2.289 contagi registrato nel 2025. In questo contesto, il segretario alla Salute e ai Servizi Umani Robert F. Kennedy Jr., noto per le sue posizioni critiche verso i vaccini, ha rilasciato domenica un'intervista alla CNN che l'emittente stessa ha definito «tesa» e la conduttrice Dana Bash «contenziosa».
Durante il confronto, Kennedy ha esortato i genitori a vaccinare i propri figli: «Il vaccino contro il morbillo è efficace, ferma la malattia in circa il 97 per cento dei casi. Le persone dovrebbero vaccinarsi». La dichiarazione è arrivata dopo che Bash gli aveva chiesto di guardare dritto nella telecamera e di usare la sua influenza per promuovere l'immunizzazione. Il segretario ha però accusato la giornalista di «ripetere come un pappagallo» e di essersi «agitata», mentre Bash ha ribattuto di sentirsi «frustrata» perché Kennedy continuava a sollevare dubbi su un possibile legame tra vaccini e autismo, alimentando – a suo dire – l'esitazione vaccinale.
Kennedy ha respinto ogni responsabilità per l'impennata dei contagi, definendola un fenomeno internazionale e citando tassi di morbillo pro capite più elevati in Messico, Canada e Inghilterra. Ha inoltre attribuito la mancata vaccinazione di molti bambini ai lockdown imposti durante la pandemia di Covid-19, sostenendo che l'ex direttore dell'Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive Anthony Fauci avrebbe riconosciuto nei suoi diari privati che quelle chiusure furono più dannose della stessa esitazione vaccinale. Secondo l'analisi di MSNBC, il segretario è apparso desideroso di riscrivere la storia recente, incolpando Fauci per l'alto numero di decessi e affermando falsamente che gli Stati Uniti avessero registrato il tasso di mortalità più elevato al mondo.
L'episodio si inserisce in un clima di crescente sfiducia verso le vaccinazioni, con tassi di copertura per morbillo, parotite e rosolia scesi al 92,5 per cento tra i bambini in età scolare nell'anno 2024-25, ben al di sotto della soglia del 95 per cento necessaria a prevenire focolai. A novembre, i funzionari sanitari internazionali si riuniranno per valutare se Stati Uniti e Messico abbiano perso lo status di Paesi liberi dal morbillo, certificato per Washington nel 2000 proprio grazie alle elevate coperture vaccinali.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | +0.20 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
Smascheriamo l'ipocrisia di un ex anti-vaccinista che ora chiede la vaccinazione, tenendolo responsabile della crisi che le sue stesse parole hanno contribuito a creare.
Accostando le dichiarazioni passate di Kennedy alle sue attuali esortazioni, si costruisce una narrazione di fallimento personale e contraddizione, minando la sua credibilità come segretario alla Salute.
Viene omesso il contesto globale dei focolai di morbillo, come in Bangladesh, dove la mancanza di vaccini causa gravi difficoltà economiche, e non si discute alcun potenziale impatto positivo della posizione attuale di Kennedy.
Le autorità sanitarie europee affermano la necessità di una rigorosa validazione scientifica per tutti i trattamenti medici e mettono in guardia contro alternative pericolose.
Presentando un esempio concreto di un integratore fraudolento e invocando l'autorità delle agenzie mediche, si stabilisce un chiaro binomio tra medicina sicura e provata e ciarlataneria letale.
Viene omesso qualsiasi riferimento al focolaio di morbillo negli Stati Uniti o all'appello alla vaccinazione di RFK Jr., concentrandosi invece su un avvertimento generico sulla medicina alternativa che non affronta la crisi sanitaria specifica.
Riportiamo la sofferenza umana e la rovina finanziaria causate dal morbillo in Bangladesh, evidenziando l'urgente necessità di vaccinazioni e aiuti internazionali.
Concentrandosi su storie individuali di debito e morte, si crea empatia e urgenza, inquadrando l'epidemia come una crisi umanitaria piuttosto che un dibattito politico o scientifico.
Viene omessa qualsiasi menzione del focolaio negli Stati Uniti o del ruolo di figure anti-vaccino come RFK Jr., presentando invece il morbillo come un problema di povertà e mancanza di accesso.
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