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domenica 14 giugno 2026

Ginevra assediata dai no-G7: scontri e vandalismi alla vigilia del summit di Évian

Il giorno prima del vertice G7 in Francia, Ginevra è stata travolta da una protesta di massa sfociata in violenti scontri, con auto in fiamme e vetrine infrante, risvegliando i fantasmi dei disordini del 2003.

La giornata di domenica ha trasformato il centro di Ginevra in un campo di battaglia. Decine di migliaia di manifestanti – le stime variano da 20.000 a 50.000 – hanno risposto all’appello della coalizione “No-G7”, sfilando inizialmente in modo pacifico per poi lasciare spazio a frange violente. Gruppi con il volto coperto hanno lanciato pietre, bottiglie e petardi contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con gas lacrimogeni. Nel mirino sono finiti simboli del capitalismo globale: un’auto Tesla è stata incendiata, le vetrine di banche come la Banque du Léman e Raiffeisen sono state sfondate, e persino gli edifici delle Nazioni Unite, inclusa l’Unione internazionale delle telecomunicazioni, hanno subito danni. Decine di migliaia di franchi sono stati spesi per barricare con pannelli di legno boutique di lusso come Cartier e Dior, in una città blindata da oltre 4.000 agenti e 4.000 soldati svizzeri.

La scelta di Ginevra non è casuale. Évian-les-Bains, la località termale francese che da oggi ospita il vertice, è stata dichiarata zona rossa, spingendo gli organizzatori della protesta a riversarsi nella vicina città elvetica, distante appena 40 chilometri. Le autorità svizzere speravano di evitare il caos che nel 2003 aveva accompagnato il G8 di Évian, quando scontri e saccheggi causarono danni per milioni di dollari. Nonostante lo spiegamento imponente, gli episodi di violenza hanno rievocato quei fantasmi, dimostrando quanto sia difficile conciliare sicurezza e diritto di protesta in un’Europa sempre più polarizzata. Per l’Italia, membro del G7, queste immagini rappresentano un monito: il nostro Paese, che partecipa al summit con interessi economici e strategici, non può ignorare il crescente scollamento tra istituzioni globali e società civile.

La composizione del corteo riflette un malessere trasversale. Non solo collettivi antagonisti, ma anche ecologisti, femministe e gruppi pro-Palestina hanno marciato contro quello che definiscono “un incontro dei ricchi che decide per i poveri”. La presenza al vertice del presidente americano Trump e la notizia che Elon Musk, proprietario di Tesla, è diventato il primo trilionario al mondo hanno ulteriormente infiammato gli animi. Secondo osservatori di Bruxelles, queste proteste non sono un semplice sfogo, ma il sintomo di una frattura profonda che attraversa l’Occidente: la sfiducia nelle élite e la richiesta di una governance globale più equa. In Italia, movimenti analoghi hanno già annunciato presidi durante il semestre di presidenza italiana del G7, sebbene in tono minore, temendo un’escalation simile.

Mentre i leader mondiali si riuniscono sulle rive del lago Lemano, il bilancio degli scontri di Ginevra peserà sull’agenda del vertice. La sicurezza sarà certamente un tema prioritario, ma lo saranno anche le disuguaglianze economiche e la crisi climatica, due delle questioni sollevate dalla piazza. La sfida per il G7, e per l’Italia in particolare, è dimostrare che non si tratta di un club esclusivo, ma di un’architettura capace di rispondere alle ansie di un pianeta inquieto. In caso contrario, gli appelli a “un altro mondo possibile” continueranno a echeggiare tra lacrimogeni e vetrine in frantumi.

Divergenza — chi la racconta come
37%Media
3 blocchi · posizioni da −0.70 a +0.20
CriticoFavorevole
ATLALMRUS
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.70critical
Stampa arabo levante-Maghreb+0.20neutral
Stampa russa e CSI−0.20neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.70

Una imponente protesta anti-G7 a Ginevra è degenerata in caos violento: manifestanti mascherati hanno incendiato una Tesla, infranto vetrate dell'ONU e lanciato pietre contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni. I disordini, alimentati da sentimenti anticapitalisti e anti-Trump, hanno offuscato la vigilia del vertice di Evian, dove i leader avrebbero discusso di Iran e Ucraina. Le autorità si preparavano a nuovi scontri mentre il G7 si apriva in un clima di alta tensione.

AllarmeIndignazioneUrgenza
Stampa arabo levante-Maghreb+0.20

Migliaia di persone hanno marciato a Ginevra contro il vertice G7, inizialmente in un'atmosfera festosa con canti, balli e striscioni che denunciavano l'imperialismo e sostenevano la Palestina. La manifestazione ha poi visto scontri violenti quando alcuni manifestanti hanno lanciato pietre e fuochi d'artificio contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni, mentre una Tesla veniva incendiata e le finestre dell'ONU infrante. Nonostante i disordini, gli organizzatori hanno sottolineato le intenzioni pacifiche dell'ampia coalizione di gruppi femministi, pacifisti e pro-palestinesi.

IndignazioneDistacco
Stampa russa e CSI−0.20

Mentre i leader del G7 si riunivano a Evian per discutere di Iran e Ucraina, con i membri europei che secondo fonti cercavano di persuadere Trump a sostenere i negoziati con la Russia, le proteste nella vicina Ginevra diventavano violente. La polizia ha usato gas lacrimogeni contro manifestanti che hanno preso di mira edifici ONU e una Tesla, considerando il G7 un simbolo di potere concentrato. L'agenda del vertice è stata dominata dal memorandum USA-Iran e dagli sforzi per cambiare la posizione di Trump sul conflitto ucraino.

ScetticismoSchadenfreudeDistacco
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Il giorno prima del vertice G7 in Francia, Ginevra è stata travolta da una protesta di massa sfociata in violenti scontri, con auto in fiamme e vetrine infrante, risvegliando i fantasmi dei disordini del 2003.

La giornata di domenica ha trasformato il centro di Ginevra in un campo di battaglia. Decine di migliaia di manifestanti – le stime variano da 20.000 a 50.000 – hanno risposto all’appello della coalizione “No-G7”, sfilando inizialmente in modo pacifico per poi lasciare spazio a frange violente. Gruppi con il volto coperto hanno lanciato pietre, bottiglie e petardi contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con gas lacrimogeni. Nel mirino sono finiti simboli del capitalismo globale: un’auto Tesla è stata incendiata, le vetrine di banche come la Banque du Léman e Raiffeisen sono state sfondate, e persino gli edifici delle Nazioni Unite, inclusa l’Unione internazionale delle telecomunicazioni, hanno subito danni. Decine di migliaia di franchi sono stati spesi per barricare con pannelli di legno boutique di lusso come Cartier e Dior, in una città blindata da oltre 4.000 agenti e 4.000 soldati svizzeri.

La scelta di Ginevra non è casuale. Évian-les-Bains, la località termale francese che da oggi ospita il vertice, è stata dichiarata zona rossa, spingendo gli organizzatori della protesta a riversarsi nella vicina città elvetica, distante appena 40 chilometri. Le autorità svizzere speravano di evitare il caos che nel 2003 aveva accompagnato il G8 di Évian, quando scontri e saccheggi causarono danni per milioni di dollari. Nonostante lo spiegamento imponente, gli episodi di violenza hanno rievocato quei fantasmi, dimostrando quanto sia difficile conciliare sicurezza e diritto di protesta in un’Europa sempre più polarizzata. Per l’Italia, membro del G7, queste immagini rappresentano un monito: il nostro Paese, che partecipa al summit con interessi economici e strategici, non può ignorare il crescente scollamento tra istituzioni globali e società civile.

La composizione del corteo riflette un malessere trasversale. Non solo collettivi antagonisti, ma anche ecologisti, femministe e gruppi pro-Palestina hanno marciato contro quello che definiscono “un incontro dei ricchi che decide per i poveri”. La presenza al vertice del presidente americano Trump e la notizia che Elon Musk, proprietario di Tesla, è diventato il primo trilionario al mondo hanno ulteriormente infiammato gli animi. Secondo osservatori di Bruxelles, queste proteste non sono un semplice sfogo, ma il sintomo di una frattura profonda che attraversa l’Occidente: la sfiducia nelle élite e la richiesta di una governance globale più equa. In Italia, movimenti analoghi hanno già annunciato presidi durante il semestre di presidenza italiana del G7, sebbene in tono minore, temendo un’escalation simile.

Mentre i leader mondiali si riuniscono sulle rive del lago Lemano, il bilancio degli scontri di Ginevra peserà sull’agenda del vertice. La sicurezza sarà certamente un tema prioritario, ma lo saranno anche le disuguaglianze economiche e la crisi climatica, due delle questioni sollevate dalla piazza. La sfida per il G7, e per l’Italia in particolare, è dimostrare che non si tratta di un club esclusivo, ma di un’architettura capace di rispondere alle ansie di un pianeta inquieto. In caso contrario, gli appelli a “un altro mondo possibile” continueranno a echeggiare tra lacrimogeni e vetrine in frantumi.

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Una imponente protesta anti-G7 a Ginevra è degenerata in caos violento: manifestanti mascherati hanno incendiato una Tesla, infranto vetrate dell'ONU e lanciato pietre contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni. I disordini, alimentati da sentimenti anticapitalisti e anti-Trump, hanno offuscato la vigilia del vertice di Evian, dove i leader avrebbero discusso di Iran e Ucraina. Le autorità si preparavano a nuovi scontri mentre il G7 si apriva in un clima di alta tensione.

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Migliaia di persone hanno marciato a Ginevra contro il vertice G7, inizialmente in un'atmosfera festosa con canti, balli e striscioni che denunciavano l'imperialismo e sostenevano la Palestina. La manifestazione ha poi visto scontri violenti quando alcuni manifestanti hanno lanciato pietre e fuochi d'artificio contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni, mentre una Tesla veniva incendiata e le finestre dell'ONU infrante. Nonostante i disordini, gli organizzatori hanno sottolineato le intenzioni pacifiche dell'ampia coalizione di gruppi femministi, pacifisti e pro-palestinesi.

IndignazioneDistacco
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Mentre i leader del G7 si riunivano a Evian per discutere di Iran e Ucraina, con i membri europei che secondo fonti cercavano di persuadere Trump a sostenere i negoziati con la Russia, le proteste nella vicina Ginevra diventavano violente. La polizia ha usato gas lacrimogeni contro manifestanti che hanno preso di mira edifici ONU e una Tesla, considerando il G7 un simbolo di potere concentrato. L'agenda del vertice è stata dominata dal memorandum USA-Iran e dagli sforzi per cambiare la posizione di Trump sul conflitto ucraino.

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