
Generazione senza futuro: in UK crolla l'ottimismo giovanile, tra crisi economiche e tensioni sociali
Il crollo dell'ottimismo tra i giovani britannici segna un punto di non ritorno nella percezione del progresso intergenerazionale. Secondo un recente sondaggio, solo il 36% dei 16-29enni nel Regno Unito crede di poter avere un futuro migliore dei propri genitori, un dato precipitato dal 63% dell'anno scorso. Gli analisti attribuiscono questo drammatico calo alle pressioni economiche – inflazione, costo della vita, accesso alla casa e precarietà lavorativa – che erodono le certezze su cui si fondava il patto sociale. Da Londra a Glasgow, la voce dei giovani racconta di salari bassi e prospettive fosche, un malessere che Eddie Barnes del John Smith Centre definisce come il collasso della fede nel domani.
Questa sfiducia verso il futuro si intreccia con un dibattito culturale più ampio sull'educazione e i ruoli genitoriali. Mentre i genitori britannici contestano sempre più spesso la disciplina scolastica, esperti come Tom Bennett, ambasciatore del Dipartimento per l'Educazione, puntano il dito contro uno stile genitoriale eccessivamente permissivo, dove il 'no' diventa un tabù. La cosiddetta 'gentle parenting', secondo questa prospettiva, avrebbe indebolito la capacità dei giovani di affrontare limiti e regole, alimentando un circolo vizioso di aspettative deluse e conflitti con le istituzioni.
La tensione tra giovani e istituzioni emerge in modo crudo anche nelle pratiche di polizia. Nonostante una riduzione delle perquisizioni corporali su minori, il rapporto della Children's Commissioner Dame Rachel de Souza stima che nel 2024 siano state 377, con casi intrusivi e traumatici che sollevano questioni etniche e di proporzionalità. Il caso di Child Q, una quindicenne nera perquisita a scuola durante il ciclo mestruale, ha scosso l'opinione pubblica e rivelato disparità profonde, mettendo in luce come certe misure possano umiliare e alienare ancor più una generazione già disillusa.
Oltremanica, in Europa, echi di questa crisi risuonano con forza. In Italia, dove la disoccupazione giovanile viaggia su livelli preoccupanti e l'accesso alla casa è un ostacolo per molti, il sentimento di sfiducia potrebbe non essere diverso. Secondo gli osservatori di Bruxelles, il malessere britannico riflette tendenze continentali: economie stagnanti, welfare sotto pressione e un divario generazionale che mina la coesione sociale. La pandemia e le successive crisi energetiche hanno solo accentuato queste fratture.
Guardando avanti, la sfida per i governi – dal Regno Unito all'Italia – sarà riconquistare la fiducia di una generazione che si sente tradita. Serve una risposta politica multidimensionale: interventi economici per alleviare il costo della vita, riforme abitative, ma anche un ripensamento del rapporto tra istituzioni e cittadini più giovani, nel rispetto dei diritti e della dignità. Senza un patto sociale rinnovato, il rischio è che questa sfiducia si cristallizzi, con conseguenze durature per la democrazia e la stabilità europea.
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