
Giappone, il PMI servizi rallenta ma i salari reali salgono: la BoJ valuta un rialzo dei tassi
L'indice composito di luglio è stato rivisto al ribasso a 52,7, mentre la crescita dei servizi tocca il minimo recente; le retribuzioni reali di giugno segnano il sesto aumento consecutivo.
L'economia giapponese mostra segnali contrastanti all'inizio del terzo trimestre. Il dato definitivo dell'indice composito dei responsabili degli acquisti (PMI) di Jibun Bank per luglio si è attestato a 52,7, in lieve calo rispetto al 52,8 di giugno. La frenata è stata trainata dal settore dei servizi, il cui PMI è sceso a 51,2 da 52,2, ben al di sotto della stima preliminare di 51,9 e ai minimi degli ultimi mesi, a causa di un indebolimento della domanda interna e di un calo degli ordini dall'estero per il quarto mese consecutivo.
La decelerazione è stata in parte compensata dal rafforzamento dell'attività manifatturiera, che ha permesso all'indice composito di mantenersi stabilmente sopra la soglia di espansione di 50 punti. Tuttavia, le imprese del terziario continuano a fronteggiare forti pressioni sui costi: i prezzi degli input sono rimasti vicini ai massimi quadriennali toccati a giugno, spinti dalle tensioni in Medio Oriente, dall'aumento del costo del lavoro e dal deprezzamento dello yen. Per preservare i margini, le aziende hanno trasferito questi oneri sui consumatori, facendo registrare a luglio il più rapido incremento dei prezzi di vendita nel settore dall'aprile 2014.
Sul fronte del lavoro, i dati preliminari del ministero competente relativi a giugno offrono un quadro più incoraggiante. I salari nominali mensili medi sono cresciuti del 3,4% su base annua, raggiungendo 531.677 yen, mentre le retribuzioni reali, depurate dall'inflazione, sono aumentate dell'1,6%, segnando il sesto rialzo consecutivo. L'incremento è stato favorito da una dinamica dei prezzi al consumo (esclusi gli affitti figurativi) più contenuta rispetto all'anno precedente, nonostante un'accelerazione congiunturale legata proprio alle tensioni geopolitiche.
Secondo gli economisti di S&P Global Market Intelligence, la persistenza di elevate pressioni inflazionistiche potrebbe indurre la Banca del Giappone a considerare un rialzo dei tassi di interesse nei prossimi mesi. Il combinato disposto di un mercato del lavoro in graduale rafforzamento e di un'inflazione dei servizi in accelerazione rappresenta un elemento di valutazione cruciale per l'istituto centrale, chiamato a bilanciare il sostegno alla crescita con l'esigenza di ancorare le aspettative di prezzo.
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Il PMI composito giapponese è sceso di un decimale, una correzione tecnica che non altera la traiettoria espansiva.
Il dato viene presentato come una revisione minore, usando un tono fattuale per minimizzare qualsiasi significato. La tecnica è la normalizzazione della flessione.
Viene omesso l'aumento dei salari reali dell'1,6% a giugno e qualsiasi discussione sulle implicazioni macroeconomiche, come l'effetto sulla spesa dei consumatori o sulla politica della Banca del Giappone.
Il settore dei servizi giapponese perde slancio, e le pressioni sui costi costringono le imprese ad aumentare i prezzi, spianando la strada a un rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone.
Il collegamento causale tra costi in aumento e prezzi più alti viene estrapolato alla politica monetaria, creando un senso di inevitabilità. La tecnica è la catenazione causale.
Vengono omessi la revisione del PMI composito (che mostra stabilità) e l'aumento dei salari reali, concentrandosi solo sui servizi e ignorando il potenziale impulso derivante da salari più alti.
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