
Il governo yemenita denuncia il piano Houthi per chiudere il Mar Rosso
La ministra degli Esteri Afrah al-Zouba accusa i ribelli di voler replicare nel Bab el-Mandeb la strategia iraniana dello Stretto di Hormuz, mentre nuovi attacchi colpiscono le infrastrutture petrolifere saudite.
Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha dichiarato di essere pronto a qualsiasi escalation con i ribelli Houthi, dopo che il gruppo sostenuto dall'Iran ha lanciato nuovi attacchi con droni contro infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita e annunciato un blocco marittimo del regno. Lo ha affermato la ministra degli Esteri designata Afrah al-Zouba in un briefing a Riad, poche ore dopo che il portavoce militare Houthi Yahya Saree aveva rivendicato l'operazione, descritta come una risposta alle violazioni dello spazio aereo yemenita da parte di droni sauditi.
Secondo al-Zouba, gli Houthi stanno deliberatamente cercando di copiare il modello iraniano dello Stretto di Hormuz, puntando a ottenere il controllo del Bab el-Mandeb, il passaggio strategico che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden. «Gli Houthi vogliono copiare l'esperienza iraniana a Hormuz», ha dichiarato la ministra, aggiungendo che i ribelli agiscono «in armonia» con l'escalation iraniana nella regione e che il loro obiettivo è «acquisire il controllo sul Mar Rosso». Per il governo yemenita, sostenuto dalla coalizione a guida saudita, questa strategia potrebbe chiudere contemporaneamente due strettoie cruciali per il commercio energetico globale.
Le implicazioni per la sicurezza marittima sono immediate. Secondo fonti del governo yemenita, gli Houthi hanno già annunciato un blocco navale contro l'Arabia Saudita e minacciato di attaccare le petroliere in transito. Il Bab el-Mandeb, largo appena trenta chilometri nel suo punto più stretto, è un corridoio vitale per il greggio saudita diretto ai mercati internazionali, soprattutto dopo che il traffico attraverso Hormuz è stato in gran parte interrotto dai combattimenti. Le tensioni minacciano di riaccendere il conflitto yemenita, in cui una tregua raggiunta nel 2022 è stata violata dai recenti scambi di fuoco transfrontalieri. «La situazione è tesa, con scontri quotidiani tra le forze Houthi e le truppe governative in diverse aree del paese», ha spiegato al-Zouba.
Il conflitto nello Yemen era iniziato nel 2014 con la presa della capitale Sanaa da parte degli Houthi e l'intervento saudita l'anno successivo. Dopo una lunga guerra che ha causato centinaia di migliaia di vittime, l'attuale escalation segna il primo scontro diretto tra Riad e i ribelli dopo anni di relativa calma. Nonostante il governo yemenita si dica pronto a qualsiasi evenienza, al-Zouba ha precisato che finora nessuna delle due parti ha lanciato un'offensiva su larga scala, ma ha avvertito: «Crediamo che questo conflitto debba finire adesso, sia con mezzi pacifici, sia in altro modo». Al momento, non sono stati confermati danni alle infrastrutture saudite né vittime, e non si registrano sviluppi diplomatici immediati.
| Stampa del Golfo arabo | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa israeliana | 0.00 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
Il governo yemenita legittimo avverte che i ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, stanno tentando di replicare la strategia di Teheran di controllo dello Stretto di Hormuz nel Bab el-Mandeb. Ciò minaccerebbe la navigazione globale e la stabilità regionale, e gli Houthi sono stati incoraggiati da una debole risposta internazionale. Il governo è pronto a inasprire la lotta per contrastare questa minaccia.
Il ministro degli esteri yemenita avverte che gli Houthi stanno imitando il tentativo iraniano di strozzare lo Stretto di Hormuz, ora prendendo di mira Bab el-Mandeb. Ciò rappresenta un nuovo fronte nel conflitto regionale con l'Iran, minacciando le rotte marittime. La risposta internazionale è stata insufficiente e la situazione si evolve rapidamente.
Il blocco Houthi contro l'Arabia Saudita ha riportato lo stretto di Bab el-Mandeb al centro dell'attenzione geopolitica. Questa escalation rispecchia le tattiche di pressione a lungo termine dell'Iran a Hormuz e minaccia di interrompere un importante punto di strozzatura del commercio globale. Il conflitto è parte della più ampia guerra guidata dagli Stati Uniti nella regione, con potenziale per una destabilizzazione più ampia.
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